Nicolas Vaporidis, la confessione a Ciao Maschio: “Non ho mai avuto un vero rapporto con mio padre”
Il volto di una generazione, l’eterno ragazzo di Notte prima degli esami, oggi è un uomo che non ha più paura di guardarsi dentro, anche a costo di mostrare le cicatrici più profonde. Ospite di Nunzia De Girolamo nel salotto di Ciao Maschio, Nicolas Vaporidis si è aperto, raccontando una verità rimasta per anni nell’ombra: l’assenza di un legame reale con la figura paterna e quel bisogno viscerale di cambiare vita quando “il sistema” ha smesso di dargli ossigeno.
La “febbre” del cambiamento: quando il cinema non è bastato più
La conversazione parte da un aneddoto quasi febbrile. Nicolas ricorda un’intervista rilasciata a Vanity Fair in un momento di estrema vulnerabilità fisica: “Avevo 40 di febbre, qualcosa deve essermi sfuggito dal controllo ossessivo che ho”, confessa l’attore. In quello stato di alterazione, però, emerse una verità cristallina: la vita che stava conducendo gli stava stretta.
Vaporidis spiega che il cambiamento radicale avviene spesso così, in modo repentino, quando l’equilibrio si spezza.
Per vent’anni il cinema è stato il suo rifugio, la risposta a quella spinta verso il “bello” e la felicità. Tuttavia, dopo la prima decade d’oro, qualcosa si è incrinato.
Il Covid è stato, come per molti, lo spartiacque definitivo: un momento di sosta forzata che gli ha permesso di guardare i suoi ultimi anni con una lucidità spietata, realizzando che quel ciclo professionale non lo rendeva più felice.

“Non c’era fisicamente”: il vuoto lasciato dal padre
Il momento più toccante dell’intervista arriva quando il discorso vira sulla famiglia. Sebbene Nicolas sia stato per anni l’idolo dei teenager, la sua infanzia e giovinezza sono state segnate da un’assenza pesante. “Sono stato più nipote che figlio”, ammette senza giri di parole.
Alla domanda diretta della De Girolamo sul perché non ci fosse un rapporto con il genitore, la risposta di Vaporidis è lapidaria nella sua semplicità: “Perché non c’era. Non c’era fisicamente”.
Una mancanza che ha costretto l’attore a cercare altrove i propri punti di riferimento maschili. È stato il nonno a diventare la sua guida, il pilastro su cui costruire l’idea di uomo, colmando un vuoto che avrebbe potuto essere voragine.
Per Nicolas, la relazione padre-figlio non è mai esistita nella sua forma tradizionale; è stata piuttosto una costruzione fatta di altre figure, di esempi cercati nell’universo maschile circostante per trovare una propria identità.
La nuova “Notte prima degli esami”: diventare papà
Oggi, Vaporidis si appresta a vivere la sfida più grande, quella che Nunzia De Girolamo definisce la “vera notte prima degli esami”: la paternità.
Come vive questa attesa un uomo che non ha avuto un modello paterno presente? Con una consapevolezza cauta ma profonda. Nicolas confessa di essere in quella fase di transizione in cui l’idea è chiara, ma manca ancora quel “click” fisico ed emotivo che avviene solo quando stringi tuo figlio tra le braccia per la prima volta.
“È qualcosa da cui non si torna indietro”, gli ricorda la conduttrice, e l’attore sembra pronto ad accogliere questa rivoluzione, forte forse proprio di quella mancanza passata che lo spingerà, verosimilmente, a voler essere una presenza diversa, costante e solida.

Un nuovo capitolo lontano dai riflettori
La parabola di Nicolas Vaporidis è un esempio di resilienza e onestà intellettuale. Dalle vette del successo cinematografico alla scelta di reinventarsi (anche nel mondo della ristorazione a Londra), l’attore ha dimostrato che non è mai troppo tardi per ammettere che un percorso è terminato.
La sua confessione su un rapporto mai nato con il padre non è un atto di accusa, ma un’analisi lucida di chi ha dovuto imparare a camminare da solo, trovando nel nonno e in sé stesso la forza per diventare l’uomo — e il padre — che è oggi.
