“Ok il prezzo è giusto” con Flavio Insinna dal 9 gennaio su Rai1, lo scippo a Mediaset che sancisce definitivamente la fine della pax televisiva
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“Ok il prezzo è giusto” diventa un prodotto Rai, la notizia è stata confermata oggi 22 ottobre con la pubblicazione dei listini pubblicitari del 2026 e divulgata da Dagospia a firma Giuseppe Candela che nelle sue colonne scrive: “Il patto si è rotto, volano gli schiaffoni da una parte e dall’altra. Rai Pubblicità ufficializza la “vendetta” di TeleMeloni contro Piersilvio Berlusconi e Mediaset: come Dago dixit ‘Ok il prezzo è giusto’ sbarcherà su Rai1 il 9 gennaio in prima serata con Insinna”.
Che Rai e Mediaset avessero ricominciato a farsi la guerra per gli ascolti era già palese da tempo con l’ossessione dell’emittente di Cologno Monzese e della stampa affiliata nei confronti dei pacchi di De Martino. Una “guerra” in cui Rai e Mediaset si spartiscono ogni sera il 50% della platea televisiva, lasciando le briciole alla concorrenza tra cui un misero 2% ad Amadeus con il suo gioco, forse troppo americano per il pubblico italiano. Parliamoci chiaro, è giusto che due aziende concorrenti cerchino di prevalere l’una sull’altra, era strana la pax televisiva con relativo piattume dell’offerta, ma l’acquisizione dei diritti di “Ok il prezzo è giusto” da parte della Rai, ha il sapore più di un dispetto che di una scelta.
Lo storico gioco in cui sempre una ruota è protagonista, portato al successo dal compianto Gigi Sabani nei primi anni ’80 e poi da Iva Zanicchi per quattordici anni nella versione pomeridiana è un gioco concepito per la televisione commerciale, pieno di sponsor e di prodotti, ingestibile per la televisione pubblica dove ogni marchio è oscurato. Come farà la televisione di Stato a rendere fruibile un prodotto lontano dalle sue linee editoriali? Il gioco sulla carta di forte al momento ha solo il titolo a cui va aggiunto il coraggio di Flavio Insinna, che da buon aziendalista ha detto sì a un progetto che rischia di fare la stessa fine de “Il Pranzo è servito” quando il format è approdato in Rai.

Il format
Il gioco si basa sull’interazione del conduttore con una voce fuori campo che sceglie 4 concorrenti tra il pubblico, composto interamente da persone che hanno chiesto di partecipare al gioco. Ai quattro concorrenti viene presentato un prodotto del quale i 4 concorrenti devono indovinare il prezzo, colui che si avvicina di più in eccesso o in difetto si aggiudica l’oggetto e ha diritto a giocare. Il concorrente viene così ammesso al gioco successivo in cui può vincere denaro o prodotti per poi essere in ogni caso ammesso al gioco finale della ruota.
Il sistema di cui sopra viene ripetuto per quattro volte e alla fine i quattro concorrenti vincitori partecipano al gioco della Ruota, i due concorrenti che si avvicinano più al numero 100 accedono al gioco finale, se invece un concorrente centra il 100 vince un premio in denaro che ai tempi era di un milione di vecchie lire. E’ in questo gioco che è nato il tormentone, sconosciuto ai millennials “cento, cento, cento”, nato dall’incitamento del pubblico affinché la ruota si fermasse sul numero più alto.
Nella fase finale viene presentata la prima vetrina: il finalista che durante la puntata ha vinto di più può scegliere se tenerla o cambiarla per una seconda vetrina misteriosa, cedendo la prima all’altro finalista. Se il concorrente decide di tenere la prima vetrina, la vetrina misteriosa viene abbinata all’altro finalista, in entrambi i casi, i due giocatori devono indovinare il valore della propria vetrina e chi si avvicina maggiormente alla somma esatta, senza superarla, vince la puntata e tutti i premi della propria vetrina finale.
Insomma un gioco dove i prodotti e gli sponsor sono i protagonisti e che in Rai dovrà essere adattato alle linee aziendali, con buona pace di coloro che sono affezionati al format originale e che si ritroveranno a guardare un format che forse di originale avrà solo il nome.

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