“Ossessione reciproca”: Margot Robbie e Jacob Elordi raccontano la chimica elettrica sul set di Cime Tempestose
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Il vento gelido della brughiera dello Yorkshire non è nulla in confronto al calore che sembra essersi sprigionato sul set del nuovo, attesissimo adattamento di Cime Tempestose (Wuthering Heights). Se il casting di Margot Robbie e Jacob Elordi nei panni di Catherine Earnshaw e Heathcliff aveva già fatto sollevare più di un sopracciglio per l’estetica “troppo perfetta” dei protagonisti, le recenti dichiarazioni dei due attori hanno spostato l’attenzione su qualcosa di molto più viscerale: il loro legame sul set.
In una recente intervista promozionale per Fandango, la coppia di star e la regista Emerald Fennell hanno aperto il sipario su quello che è successo durante le riprese, descrivendo un rapporto che va ben oltre la semplice collaborazione professionale.
Una “codipendenza” nata tra i ciak
Margot Robbie, nota per la sua dedizione totale ai personaggi che interpreta (da Harley Quinn a Barbie), ha ammesso di aver sviluppato una vera e propria “codipendenza” nei confronti del suo co-protagonista. “Sono una persona che diventa estremamente codipendente con le persone con cui lavora”, ha confessato l’attrice premio Oscar.
“Amo tutti così tanto e sono sempre distrutta quando un lavoro finisce. Con Jacob, questo legame è scattato quasi istantaneamente.”
La Robbie ha raccontato un aneddoto curioso riguardante i primi giorni di riprese. Pare che Elordi, seguendo forse un istinto primordiale o un metodo di recitazione molto personale, avesse preso l’abitudine di restare costantemente nelle vicinanze di Margot, osservandola in silenzio da un angolo, proprio come il tormentato Heathcliff farebbe con la sua Cathy.
“All’inizio mi sentivo quasi a disagio, poi però, già al terzo giorno, se non lo vedevo nei paraggi mi sentivo persa, come un bambino senza la sua coperta preferita”, ha aggiunto l’attrice.
L’ossessione di Jacob Elordi
Dal canto suo, l’attore australiano – ormai consacrato come il nuovo volto del “dark glamour” hollywoodiano dopo Saltburn – non ha cercato di minimizzare. Anzi, ha rincarato la dose definendo il loro rapporto una “ossessione reciproca”.
Secondo Elordi, il desiderio di stare vicino alla Robbie non era solo una scelta artistica per entrare nel personaggio, ma una necessità dettata dalla stima professionale: “Se hai l’opportunità di condividere un set con Margot Robbie, fai in modo di restare nel raggio di 5 o 10 metri da lei in ogni momento. La guardi mentre beve il tè, mentre mangia… è un’attrice d’élite e volevo assorbire ogni sua mossa.”
Questa dichiarazione ha confermato quanto il clima sul set sia stato intenso, quasi claustrofobico, perfettamente in linea con le atmosfere ossessive del romanzo di Emily Brontë.

Il tocco provocatorio di Emerald Fennell
Al centro di questo turbine emotivo c’è Emerald Fennell. La regista, che ha già diretto Elordi in Saltburn, sembra aver alimentato intenzionalmente questa tensione. Durante l’intervista, ha scherzato sul comportamento “stalker” di Jacob sul set: “Non gli ho detto io di farlo, anzi, a volte ho dovuto chiedergli di allontanarsi perché era letteralmente ovunque!”.
La Fennell sta chiaramente puntando su una versione di Cime Tempestose che non cerca la precisione storica, ma la verità dei sentimenti più oscuri. L’idea di un Heathcliff che “orbita” intorno a Catherine non è solo un tropo letterario, ma è diventata una dinamica reale tra gli attori, che promette di tradursi in una chimica esplosiva sul grande schermo.
Oltre il glamour: la sfida di un classico
Nonostante l’idillio tra i protagonisti, il film continua a navigare in acque agitate per quanto riguarda la percezione del pubblico.
Molti puristi della letteratura hanno criticato la scelta di due attori così “belli e bianchi” per ruoli che, nel testo originale, portano con sé sfumature di diversità etnica (specialmente per Heathcliff) e una rudezza che mal si concilia con l’immagine patinata di Hollywood.
Tuttavia, le parole di Robbie ed Elordi suggeriscono che il film cercherà di rispondere a queste critiche attraverso la forza della performance. Se la loro “ossessione reciproca” riuscirà a trasmettere quel senso di distruzione e destino ineluttabile che caratterizza l’opera della Brontë, allora la scelta del casting passerà in secondo piano rispetto alla potenza del racconto.
Cosa aspettarsi dal film
Il Wuthering Heights della Fennell non sarà il solito dramma in costume. Sarà un film sull’ossessione, girato da persone che si sono dichiarate “ossessionate” l’una dall’altra.
Con una Margot Robbie che si definisce “un bambino senza coperta” in assenza di Elordi, e un Elordi che studia ogni respiro della sua partner, il pubblico deve prepararsi a un’esperienza cinematografica viscerale, forse disturbante, ma sicuramente indimenticabile.
La brughiera sta per tingersi di una nuova, inquietante sfumatura di passione. E noi non vediamo l’ora di perderci in essa.
In Italia il film sarà nelle sale a partire dal 12 febbraio.
