Pandoro-gate, Ferragni all’uscita dall’aula si dice fiduciosa. I legali: “Chiara è innocente da qualunque punto di vista”
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Chiara Ferragni oggi 19 dicembre è tornata in aula per l’udienza che la vede imputata per la presunta truffa dei pandori “Pink Christmas” di Balocco e delle uova di cioccolata griffate con il suo nome e cognome. I legali dell’imprenditrice parlando con i giornalisti hanno ribadito l’innocenza della propria assistita e di aver chiesto ai giudici l’assoluzione: “Sappiate che Chiara è innocente da qualunque punto di vista si guardi questa vicenda non c’è reato – hanno dichiarato i legali Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana al termine delle loro arringhe – abbiamo presentato gli elementi a favore dell’innocenza di Chiara e aspettiamo la conclusione da parte degli altri difensori. Chiara è innocente per molteplici ragioni già rassegnate al giudice, adesso saranno valutate in camera di consiglio”
Un processo che data la rilevanza mediatica del caso e il personaggio che ne è coinvolto, ha suscitato l’interesse della stampa e dei portali web di informazione. Chiara Ferragni all’uscita dall’aula si è detta fiduciosa: “Ho ascoltato i miei avvocati. Sono tranquilla e fiduciosa, speriamo bene”.

L’intervento dei difensori di Chiara Ferragni
Nel corso dell’arringa difensiva, nell’udienza che si è svolta a porte chiuse, i legali di Chiara Ferragni hanno sottolineato che la loro assistita ha già risarcito in sede amministrativa i presunti truffati tramite donazioni e risarcimenti per circa quattro milioni di euro. Bana e Iannaccone hanno altresì puntualizzato che “una eventuale condanna penale configurerebbe una violazione del principio del ‘ne bis in idem’ facendo pagare all’imputata due volte lo stesso fatto”.
I legali dell’imprenditrice hanno anche prodotto elementi citando casi analoghi di pubblicità ingannevoli ai quali non sono seguiti procedimenti penali, ribadendo che Ferragni ha agito “in buona fede” e si è sottoposta volontariamente a interrogatorio durante l’udienza del 25 novembre scorso. In quella occasione l’imprenditrice aveva affermato: “Tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto in buona fede, nessuno di noi ha lucrato”. La sentenza è attesa per il 14 gennaio.

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