Pep Guardiola, una donna dietro il “no” alla Nazionale Italiana? Forse in un docufilm la risposta
#image_title
Pep Guardiola ha risposto di “no” alla proposta di Maldini e Leonardo di sedersi sulla panchina della Nazionale Italiana di calcio a causa dell’amore per una donna? Conferme non ce ne sono, ma dopo il trailer del docufilm in 4 puntate A beautiful obsession qualche dubbio viene.
In effetti c’erano tutti i presupposti per cui Pep, uno degli allenatori più vincenti del mondo potesse accettare la panchina: il nostro Paese gli è sempre piaciuto, in Italia ha disputato le ultime stagioni da calciatore e a sentire la conferenza stampa dell’ex direttore tecnico azzurro e del supervisor, Guardiola era tentato dalla proposta tanto da scrivere eventuali formazioni su dei foglietti di carta.
Il “no” non è arrivato subito, ma dopo attenta analisi, il mister non se la è sentita di rinunciare all’anno sabbatico che si era imposto, dopo soli due mesi anche se Maldini e Leonardo sono due persone che stima tantissimo e i ritmi della Nazionale rispetto a quelli dei club siano meno impegnativi e gli avrebbero concesso più tempo da passare con la sua famiglia, in aggiunta la difficoltà e la scommessa dell’impegno che avrebbe dovuto assumere lo esaltavano.
Alla base del “no” e del non volersi spostare da Barcellona c’erano una ragione e un motivo precisi e il documentario che rievoca le ultime due stagioni di Pep al Manchester City in uscita su Prime forse in qualche modo li ha chiariti.
Il discorso negli spogliatoi dopo la sconfitta contro la Juventus
Nel trailer del docufilm si nota la furia con la quale Guardiola sferza la squadra dopo la sconfitta patita contro la Juventus l’11 dicembre 2024, la settima su dieci partite: “Sto vivendo un fottuto divorzio dalla donna più meravigliosa del pianeta, mia moglie, anzi la mia ex moglie – urla Pep alla squadra –continuo ad amarla in un modo incredibile, ma abbiamo perduto la passione. La amo? Certamente! Lei mi ama? Sì, ma abbiamo perduto la passione. Perciò lo dico a voi, ragazzi: qualsiasi cosa facciate, fatela con passione. Io non voglio grandi giocatori, io voglio giocatori appassionati”.
Per la prima volta in quella occasione Guardiola portò nello spogliatoio il tema di quanto impatti la professione nella professione, calcio compreso. Nelle partite precedenti la squadra aveva notato i frequenti attacchi d’ansia dell’allenatore e anche all’esterno gli addetti ai lavori o i semplici appassionati del pallone si erano accorti che qualcosa non andava.
In particolare colpirono molto i graffi e i tagli sul viso e sulla testa con i quali Guardiola si presentò in conferenza stampa la sera della rimonta del Feyenoord sul campo del City, il 26 novembre, da 3-0 a 3-3 nell’ultimo quarto d’ora. Ci fu chi ipotizzò una rissa negli spogliatoi, ma chi vive situazioni di stress e depressione ben conosce determinate reazioni e atteggiamenti
Il congedo dal Manchester City
Le rivelazioni nello spogliatoio dopo la sconfitta contro la Juventus, spiegherebbero anche i motivi per cui Guardiola dopo dieci anni si è congedato da Manchester, l’allenatore rivolgendosi ai calciatori aveva detto di voler stare accanto alla sua famiglia e non solo vicino al padre novantacinquenne, ma anche tentare il disperato tentativo di rimettere a posto il suo matrimonio.
Qualora si fosse rimangiato quelle parole, Guardiola probabilmente avrebbe chiuso qualsiasi spiraglio a un possibile ricongiungimento con la ex moglie. Anzi la separazione era avvenuta proprio per non aver rispettato un patto con Cristina due anni prima, al tempo ancora sua moglie.
La rottura con Cristina
Pep Guardiola e Cristina Serra sono stati insieme trent’anni, si sono sposati nel 2014, quando erano già nati i loro tre figli. Dopo i festeggiamenti per la vittoria della Champions del 2023 gli amici del tecnico avevano riferito che quest’ultimo aveva mostrato stanchezza per la vita a Manchester, a tal punto da aver confidato nella notte della vittoria “finalmente l’ossessione è finita, adesso possiamo tornare a casa”.
Era già tutto pronto per l’addio al Manchester e invece Pep firmò per altre due stagioni, fu in quel momento che Cristina interpretando che per il marito il calcio fosse più importante della famiglia, fece le valigie e se ne tornò a Barcellona. Guardiola si giustificò dicendo che non se la sentiva di abbandonare la squadra in difficoltà, ma Cristina non volle sentire ragioni mandandolo in crisi.
A conferma del turbamento di Pep, nel documentario si sente lui che dopo una brutta sconfitta contro il Bayer Leverkusen dice ai suoi calciatori di aver sacrificato la sua vita per loro: “Il mio matrimonio, la mia famiglia e questo è ciò che ricevo in cambio. Quando assisto a prestazioni così mediocri mi sento esausto, svuotato, mi viene voglia di lasciare. Quando giocate così, sento tutta la mia solitudine”.
Una solitudine che probabilmente Pep non sarebbe riuscito a gestire neanche sulla panchina della Nazionale italiana di calcio.

About The Author
