Pierpaolo Pretelli a Verissimo: la verità sul “fango” ricevuto, il legame con Giulia e il passato difficile di papà Bruno
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Pierpaolo Pretelli è tornato nel salotto di Silvia Toffanin per un’intervista intensa, capace di passare con estrema naturalezza dalla gioia della paternità ai ricordi più dolorosi legati alle radici della sua famiglia. L’ex velino, oggi showman, ha scelto la vetrina di Verissimo per mettere a nudo le sue fragilità e, soprattutto, per rispondere con fermezza alle ombre che recentemente hanno provato a offuscare il suo percorso personale e professionale.
Il silenzio contro il “fango”: la risposta di Pierpaolo
Uno dei momenti più significativi dell’intervista ha riguardato la gestione dei momenti difficili e delle critiche mediatiche.
Pierpaolo ha rivelato a Silvia Toffanin che, poco tempo fa, qualcuno ha tentato di gettargli del “fango” addosso con affermazioni che ha definito totalmente infondate e prive di un briciolo di verità.
Nonostante l’amarezza, la sua reazione è stata di estrema maturità: ha scelto la via del silenzio, convinto che quando si ha la verità dalla propria parte non servano troppe spiegazioni.
“Quando ti alzi al mattino e ti guardi allo specchio e sei fiero di quello che sei e di quello che hai costruito, un mattoncino dopo l’altro, non hai nulla da rispondere”, ha dichiarato con fermezza.
In questo frangente delicato, la sua forza è stata la famiglia, un nucleo solido che conosce profondamente le sue origini e i suoi valori, fungendo da “benzina” per andare avanti a testa alta.
Oltre i social: la quotidianità tra alti, bassi e incomprensioni
Spostando il focus sul suo legame con Giulia Salemi, Pierpaolo ha voluto scardinare l’idea che una coppia debba necessariamente “esistere” solo attraverso i post di Instagram.
Ha spiegato con molta onestà che la felicità non può essere misurata in base al numero di foto pubblicate insieme, definendo questa dinamica una vera e propria “schiavitù del sistema” da cui ha deciso di prendere le distanze.
La realtà del loro rapporto è fatta di una sana normalità, paragonabile all’andamento della borsa: ci sono picchi di euforia e momenti di calo che sono assolutamente fisiologici.
Entrando nei dettagli della loro convivenza, Pretelli ha confessato che le incomprensioni spesso nascono dalla differenza di carattere: lui è tendenzialmente più introverso e incline al silenzio, mentre Giulia sente il bisogno costante di parlare e confrontarsi.
Anche l’arrivo del piccolo Kian ha inevitabilmente creato un nuovo equilibrio (o disequilibrio) nella coppia, portando gioia ma anche notti in bianco che mettono alla prova la pazienza dei genitori.
Tra una discussione e l’altra, però, non manca il senso dell’umorismo: Pierpaolo ha scherzato sulla sua abitudine di voler spostare la data del loro anniversario al mese di marzo, così da non dover “unificare” i regali di Natale con quelli della ricorrenza, che attualmente cade il 26 dicembre.
Un “mammo” tra due figli e una famiglia allargata
La paternità resta il pilastro centrale della vita di Pierpaolo. Si autodefinisce un “mammo” per quanto è premuroso, specialmente con il piccolo Kian, per il quale ama cucinare pappe speciali e pancake vegetariani quando la mamma è impegnata per lavoro.
Ma il suo cuore è diviso a metà con Leonardo, il primogenito che oggi ha quasi nove anni.
Pretelli non ha nascosto un certo senso di colpa per non poter vivere la quotidianità con Leonardo come vorrebbe, ma ha lodato il rapporto civile e schietto costruito con l’ex compagna Ariadna Romero.
La loro è diventata una vera e propria “famiglia allargata” esemplare, al punto da aver condiviso tutti insieme una cena l’estate scorsa, includendo anche il nuovo compagno di Ariadna. Un momento di tale serenità che ha fatto dire a Pierpaolo: “Lì ho pensato: posso morire felice”.
Il sacrificio di papà Bruno: una storia di resilienza
L’emozione è culminata nel racconto delle origini di suo padre, Bruno. Pierpaolo ha rivelato un passato difficile che ha segnato profondamente la sua visione del mondo: suo padre è cresciuto in un collegio dall’età di sette anni fino ai diciotto, dopo che il nonno aveva abbandonato la famiglia scappando in Francia.
Bruno fu separato persino dal fratellino più piccolo, che venne dato in adozione perché lui aveva già superato l’età per essere accolto dalla stessa famiglia.
Questa storia di solitudine e sacrificio è diventata per Pierpaolo un esempio di umiltà e valore del lavoro, insegnandogli a dare il giusto peso a ogni traguardo raggiunto.
