Pilar Fogliati tra i consigli per attori, l’ossessione per i puzzle e il tradimento come esperimento
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L’attrice ospite di Gianluca Gazzoli a BSMT si confessa sul mondo del cinema, le regole dei provini e le difficoltà delle scene intime
L’attrice romana Pilar Fogliati è stata ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast BSMT, offrendo uno spaccato onesto, divertente e sorprendentemente tecnico del mondo della recitazione, dalla formazione accademica alle sfide più intime del set, senza tralasciare i temi complessi del suo ultimo lavoro cinematografico.
Dalla sorpresa di Verdone alla “cerchia” romana
Pilar ha iniziato la chiacchierata con un aneddoto rivelatore sui suoi primi passi. Dopo aver partecipato a un video su Roma, un giornalista le mostrò un messaggio inaspettato ricevuto da una leggenda del cinema italiano: Carlo Verdone.
Il commento era un misto di curiosità e ammirazione: “Brava lei, ma chi è? Fa l’attrice?”. Un riconoscimento non richiesto che ha segnato l’inizio di una carriera fulminante.
Nonostante il successo, l’attrice mantiene un approccio critico verso l’ambiente romano, definendolo scherzosamente un “circoletto” o un “intreccio”, pur riconoscendo che dinamiche simili esistono in ogni settore lavorativo.
Il lato segreto: puzzle e old school nerd
Quando Gazzoli ha indagato sul suo lato “nerd”, Pilar ha stupito tutti: la sua ossessione sono i puzzle. Non si tratta di passatempi veloci, ma di imprese da centinaia di pezzi, come il quadro sfumato di Monet, completato, ironicamente, in estate.
Si definisce una “party girl” in modo sarcastico, preferendo l’isolamento del puzzle alla vita notturna. Un’abitudine “old school” che contrasta con l’immagine patinata dell’attrice affermata.
Il decalogo dell’attore: l’Importanza della scuola e le regole del provino
Uno dei momenti più significativi dell’intervista è stato dedicato alla demistificazione della carriera attoriale, un argomento cruciale per i giovani aspiranti.
Pilar sottolinea l’importanza di un percorso strutturato, lontano dal mito della scoperta casuale per strada.
Nonostante riconosca il talento naturale di attori non accademici (come Giulia Michelini), difende l’importanza delle scuole di recitazione (ricorda con ironia la sua accademia “da cliché, con il collo alto e Shakespeare”).
Dopo la formazione, si passa attraverso il “mercato”: book fotografici, agenzie e, soprattutto, provini infiniti.
Ma è sul tema dei provini che Pilar svela la sua saggezza, nata da anni di rifiuti ed esperienze vissute male. Esistono due regole d’oro, una delle quali paragonata all’amore.
“Se ci tieni troppo a quel ruolo, non lo prenderai mai.” L’unica strategia efficace è presentarsi con l’energia del distacco, quel “no look” che non è indifferenza, ma consapevolezza che la propria vita non dipende da quell’unica opportunità.
La regola fondamentale è fare il provino e dimenticarselo il giorno dopo.
Questo l’ha imparato a sue spese. L’attrice racconta del suo provino per il film Notti Magiche con il suo idolo, il regista Paolo Virzì.
Arrivata in finale, Virzì la liquidò con un incoraggiante, ma definitivo, “Sei molto brava e sei molto intelligente.” Come le fece notare il suo fidanzato dell’epoca, quell’elogio era la conferma del rifiuto.
Solo dopo aver visto il film, Pilar ha capito che non era semplicemente “giusta” per la parte.
Scene hot vs. emozioni: “La carezza è il vero problema”
L’intervista ha toccato anche le difficoltà del set. Sorprendentemente, Pilar Fogliati ha rivelato di trovare una scena di pianto più impegnativa e stancante di una scena intima.
Riguardo ai baci e alle scene di sesso, le definisce “terribili” per l’imbarazzo di doversi spogliare o baciare davanti a una troupe di quasi 50 persone. La sua tecnica è la professionalità glaciale: scherzare su cose banali (traslochi, divani) un secondo prima del ciak e mantenere la distanza emotiva.
Ma la vera minaccia, secondo Pilar, non è il bacio tecnico, bensì la tenerezza e la carezza. “È la cosa che dà più fastidio”, confessa, ricordando anche quando era fidanzata con un attore: quei gesti minimi di intimità e affetto sul set sembrano verissimi e sono i più difficili da far accettare a un partner.
Il tradimento come ricerca sociologica
L’attrice ha parlato ampiamente del suo ultimo film, Una breve storia d’amore, incentrato sul tema del tradimento in due coppie di diverse generazioni.
Il suo personaggio, Lea, non è solo una traditrice, ma una donna che, dopo aver scoperto un tradimento, decide di fare un esperimento sociologico su se stessa, provando a vestire i panni della traditrice per capire cosa si prova.
L’obiettivo del film, spiega Pilar, è far discutere e superare la morale del “giusto o sbagliato”, esplorando la complessità della mente umana.
Pilar stessa ha fornito una sua visione matura del tradimento:
“Mi sembra riduttivo dire che si tradisce perché l’altro ti fa mancare qualcosa. Ha a che fare anche con qualcosa di individuale… Il tradimento nasconde una grande parte di egoismo. Non ci si sente forti, si prova malessere.”
L’attrice ha infine criticato il modo in cui i media e i social distorcono queste riflessioni, trasformando le sfumature in titoli aggressivi e decontestualizzati.

Attrice a tutto tondo: tra accademia e nuove sensibilità
Nonostante la sua formazione classica, culminata con l’ammissione (e le tre difficilissime fasi di selezione) all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, Pilar Fogliati ha difeso con forza la sua “multicanalità”, navigando con successo tra cinema, serie TV, e podcast.
Rifiuta lo snobismo verso la televisione e le piattaforme, ritenendole tutte tappe fondamentali per una generazione di artisti che deve sapersi muovere in un mercato sempre più liquido.
Pilar Fogliati si presenta così: un’artista che non teme l’autoironia (parlando della sua passione per i puzzle) né la profondità emotiva (analizzando il tradimento) e che, attraverso l’esperienza del set, sta imparando a definire i limiti e la professionalità nel cinema moderno.
Una figura che, come ha imparato sul set, non si strugge, ma si adatta, unendo la disciplina della scuola all’energia vitale del presente.
