Pippo Baudo, la lettera della figlia Tiziana a pochi giorni dal primo anniversario della scomparsa: “Continuerò a cercarti nei ricordi più belli, nei gesti che mi hai insegnato, nei valori che mi hai lasciato”
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Per tutti Pippo Baudo è stato uno dei più grandi presentatori televisivi italiani, talent scout dalle doti sopraffine, grande esperto di musica, suo il lancio di voci che sono diventate popolari a livello internazionale come Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti e Laura Pausini, suo il record di conduzioni del Festival di Sanremo, sua l’intuizione che la Rai dovesse avere anche un teatro di posa per i suoi spettacoli.
Un uomo di spettacolo e di televisione a tutto tondo, una icona italiana, un monumento che ci ha lasciati il 16 agosto del 2025 all’età di 89 anni e che in questo momento storico, anche il solo pensiero di saperlo in vita, forse avrebbe dissuaso qualche dirigente Rai da qualche scelta scellerata, compresa la vendita di storici asset aziendali.
Per tutti coloro che si occupano di spettacolo, per tutti coloro che hanno amato i suoi programmi e lo hanno apprezzato come professionista e come presentatore, Pippo Baudo è stato tutto quello di cui abbiamo parlato fino ad ora, ma per Tiziana e Alessandro Baudo è stato il loro papà.
A pochi giorni dal primo anniversario della scomparsa, la figlia Tiziana ha messo da parte la riservatezza che da sempre la ha accompagnata per scrivere una lettera all’ANSA in ricordo del padre, parole che restituiscono un ritratto intimo e privato dell’amatissimo conduttore.
La lettera di Tiziana Baudo in ricordo del padre Pippo
“In questi giorni – comincia così la lettera di Tiziana in ricordo del padre – sto ripercorrendo alcuni dei nostri momenti più belli che rimarranno indelebili e per sempre: le nostre “gare di nuoto” a Villasimius (in Sardegna), le nostre colazioni a Militello con la ricotta ancora calda e le arance colte insieme nell’aranceto di casa, le nostre risate a crepapelle nel lettone a casa dei nonni a Catania e gli arancini mangiati ancora caldi a Villa Bellini, i nostri giri in motorino a Morlupo in cui inevitabilmente quasi sempre uno dei due cadeva ed era quasi sempre lui che aveva le gambe troppo lunghe per il Ciao, i nostri incontri con la famiglia Modugno sulla splendida Isola dei Conigli a Lampedusa e il prenderci in giro quando a Cala Creta ci cospargevamo a vicenda di argilla. Erano anni molto felici e spensierati, in cui quando finivo la scuola mi trasferivo da papà per trascorrere l’estate insieme”
“Ero felice – confida Tiziana – perché in quei tre mesi non dovevo condividerlo con nessuno. Da figlia femmina, sono sempre stata un po’ gelosa e possessiva del mio papà e viceversa. Mi sarebbe piaciuto poter rivivere tanti altri momenti così anche in età più adulta, ma purtroppo quando si diventa grandi e si vive in due città diverse cambia un po’ tutto e a causa dei suoi e i miei impegni lavorativi e di famiglia (lui a Roma ed io a Milano con due figli piccoli), riuscivamo a ritagliarci solo dei fugaci momenti tutti per noi”.
Le lettere ricevute nelle occasioni speciali e la scaramanzia del numero 7
“Era un uomo di altri tempi e usava scrivermi – racconta ancora Tiziana – bellissime lettere piene d’amore nelle occasioni speciali, che rileggo spesso da quando è mancato. Rimanere orfani a qualsiasi età ha un impatto molto profondo: senso di vuoto, solitudine, nostalgia, tristezza. Mi conforta il legame continuo che sento molto forte con entrambi i miei genitori (scomparsi a distanza di sei mesi l’una dall’altro), quasi spirituale, un senso profondo di connessione, amore e appartenenza, che continua ad essere vissuto interiormente nelle piccole cose che mi succedono ogni giorno”.
Tiziana nella lettera ha rivelato anche una curiosità scaramantica: “Noi avevamo il numero 7 come numero ricorrente porta fortuna della nostra famiglia, lui è nato il 7 giugno, ha chiamato il suo ufficio studio 77 ed è mancato il giorno 16, 6+1=7, Settevoci ecc. ecc. ed il 7 me lo vedo apparire spesso così all’improvviso in svariate circostanze, come se lui da lassù mi stesse pensando o mi stesse mettendo in guardia da qualcuno o qualcosa”.
I ringraziamenti a “La Repubblica” e a Stefano De Martino, il dispiacere per alcuni amici di vecchia data di Pippo che non si sono fatti sentire
Nella sua lettera Tiziana ha espresso anche un po’ di amarezza per gli amici di vecchia data del padre che non si sono fatti sentire: “Tanti amici di vecchia data, del mondo dello spettacolo, non si sono fatti sentire per darmi una carezza. E ringrazio anche tutti coloro che hanno scelto di essere assenti, perché a volte quei silenzi insegnano più di tante parole. In fondo, mi dispiace più per loro che per me. Le persone perbene sono davvero poche e sono oramai in via d’estinzione”.
Infine i ringraziamenti: “Ho molto apprezzato il libro che ha pubblicato il quotidiano La Repubblica l’8 agosto e le parole di Stefano De Martino dedicate a papà, in occasione del suo congedo con il Teatro delle Vittorie. Non ci conosciamo di persona, ma ci ho tenuto a ringraziarlo in privato. Ha dimostrato di essere una persona perbene, garbata e sensibile”.
In chiusura il saluto a Pippo, suo padre: “Riposa in pace papà. Continuerò a cercarti nei ricordi più belli, nei gesti che mi hai insegnato, nei valori che mi hai lasciato di lealtà, umiltà e rispetto per gli altri e nell’amore che non finirà mai. Ti porterò nel cuore ogni giorno della mia vita”.

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