Processo Tisci, la difesa chiede di interrogare Mahmood come testimone del presunto stupro a Patrick Cooper, diffusi i documenti e le domande a cui dovrà rispondere il cantante
#image_title
Cosa c’entra il caso di uno stupro avvenuto a New York il 30 giugno del 2024 con Alessandro Mahmoud (in arte Mahmood ndr)? La vicenda è abbastanza contorta e complicata e cercheremo di renderla il più comprensibile possibile. Il nome del cantante italiano, compare nero su bianco senza possibilità di equivoci nei documenti di un procedimento giudiziario federale che vede accusato lo stilista italiano Riccardo Tisci, ex direttore creativo di Givenchy e Burberry, di violenza sessuale nei confronti del trentacinquenne Patrick Cooper.
A rendere noto quanto sta accadendo è stato il giornalista francese Louis Pisano, che attraverso la sua newsletter poi pubblicizzata anche su X, ha reso di dominio pubblico i documenti originali estratti dai portali governativi statunitensi PACER (Public Access to Court Electronic Records) e cases.justia.com. Nei giorni in cui è stato commesso il crimine Mahmood era a New York per esibirsi al LadyLand Festival, una celebre rassegna americana con party annesso che si svolge all’inizio dell’estate nella Grande Mela.
A fare ulteriore chiarezza su quello che sta accadendo, una serie di documenti inediti pubblicati da Fq Magazine che in parte integrano e in parte ribaltano il quadro accusatorio. I giornalisti del portale prima di procedere motu proprio nella ricerca della documentazione, hanno cercato senza successo di mettersi in contatto con lo studio Dentons per cui operano i legali di Tisci, una email a quanto pare al momento caduta nel vuoto.

I documenti del processo Tisci in cui è presente Mahmood
Il documento più importante è una memoria difensiva depositata venerdì scorso 15 maggio 2026, dai legali di Tisci nella quale si richiede l’emissione di una lettera di richiesta internazionale per l’audizione in qualità di difensore di Alessandro Mahmoud, cittadino italiano: “…si richiede rispettosamente che la Corte emetta una Lettera di Richiesta […] con cui si ordini all’autorità giudiziaria competente in Italia di disporre ed eseguire l’esame orale di Alessandro Mahmoud, cittadino e residente in Italia” .
Le accuse di Patrick Cooper
Nella causa Patrick Cooper sostiene che l’aggressione sessuale nei suoi confronti si sarebbe consumata durante il weekend del Pride di New York, nella notte tra sabato 29 giugno e la mattina di domenica 30 giugno 2024. Secondo quanto si legge nelle carte processuali, la presunta vittima avrebbe incontrato Tisci tramite l’amico Michael Alexander. La stessa sera Cooper, Alexander, Tisci e Mahmood si sarebbero recati insieme in un ristorante di Harlem, Cooper sostiene che nel mentre andavano a cena Tusci e Mahmood “parlavano tra loro in italiano”, una lingua “incomprensibile” sia per lui che per Alexander.
A questo punto subentra la parte del racconto in cui sarebbe stato partecipe Mahmood. Nella memoria difensiva Cooper sostiene di aver “bevuto un drink che gli fu consegnato da Mahmood” e che la bevanda sarebbe stata alterata “con una sostanza incapacitante dal Convenuto (Tisci ndr) o da Mahmoud su indicazione del Convenuto (Tisci ndr)”. Secondo l’accusa dopo aver sorseggiato il drink, Cooper avrebbe avuto un black out improvviso, proprio quando Alexander era uscito dal locale. A fronte di tutto ciò nella memoria difensiva viene sottolineato che “Il Convenuto (Cooper ndr) nega tutte le accuse di condotta illecita contenute nel Reclamo Emendato”.
Secondo il racconto depositato, Alexander al rientro nel bar non trovò nessuno nonostante nessuno dei tre che erano con lui gli avesse manifestato l’intenzione di andarsene. Cooper riferisce di essersi risvegliato dopo alcune ore in un appartamento a lui sconosciuto “completamente nudo, sdraiato su un letto, con Tisci, anch’egli completamente nudo, sopra di lui e intento a baciarlo con forza”.
Cooper “sotto shock e inorridito” si sarebbe divincolato e molto disorientato avrebbe trovato i propri vestiti ordinati e piegati, cosa che non è abituato a fare, nonché il suo telefono, spento, in un altro ambiente dell’appartamento. Poco dopo Cooper si sarebbe reso conto di essere a casa di Tisci e “quasi in preda al panico” se ne sarebbe allontanato.
L’istanza dei legali di Riccardo Tisci
Alessandro Mahmoud non è indagato tantomeno accusato negli atti consultati da Fq Magazine, il nome del cantante compare soltanto come parte del procedimento. Secondo la difesa di Tisci il cantante al momento dei fatti era presente e potrebbe riferire delle circostanze rilevanti su quanto accaduto, la richiesta di audizione arriva infatti dai legali dello stilista al fine di tutelare e rafforzare la posizione del proprio assistito.
Nei documenti della difesa quest’ultimo punto è chiaramente esposto: “Tisci cerca di ottenere la testimonianza di Mahmoud perché egli è un testimone diretto degli eventi posti in questione dall’Attore (Cooper ndr)”. La stessa difesa sottolinea che Cooper “sostiene espressamente che Mahmoud gli servì il drink che sarebbe stato alterato e che lo stesso Mahmoud agendo su indicazione del Convenuto (Tisci ndr), potrebbe essere stato direttamente coinvolto nell’alterazione del drink”.
“Per questi motivi – concludono i difensori –la testimonianza della persona che Cooper stesso identifica come colui che gli avrebbe servito la bevanda è chiaramente rilevante per stabilire se tale drink fosse effettivamente, come sostiene l’Attore (Cooper ndr), alterato”.
Secondo gli avvocati di Tisci sostengono che Mahmoud “potrebbe chiarire lo stato psicofisico di Cooper prima del presunto blackout e il contenuto delle conversazioni in italiano. Mahmoud, nella misura in cui ricordi tali conversazioni, può testimoniare su ciò che fu detto”.
Successivamente nel documento vi è un passaggio importante: Mahmoud interpellato da Tisci per intervenire direttamente, avrebbe rifiutato: “Il Convenuto (Tisci ndr) ha chiesto a Mahmoud di comparire volontariamente per una deposizione. Egli ha rifiutato. Il Convenuto (Tisci ndr), pertanto, non ha altra alternativa se non procedere con una Lettera di Richiesta affinché Mahmoud possa essere esaminato in Italia”.
Per ulteriore chiarezza quindi non si tratta di una convocazione eseguita, ma di una richiesta della difesa rivolta alla Corte distrettuale americana al fine di acquisire la deposizione del cantante attivando i canali della cooperazione giudiziaria internazionale. Nella memoria difensiva si invita la Corte a rivolgersi al Ministero degli Affari Esteri italiano per richiedere assistenza per fare in modo che l’autorità giudiziaria obblighi Mahmoud a “rendere prova sotto forma di testimonianza mediante esame orale”.
Nella richiesta si chiede alla Corte che Mahmood porti con sé il telefono cellulare in quanto all’interno del dispositivo potrebbero essere presenti “text or WhatsApp messages stored on his phone that are relevant to the matters at issue (messaggi di testo o WhatsApp rilevanti per le questioni in causa)”
Le domande a cui dovrà rispondere Mahmood
I documenti pubblici includono nell’“Allegato B”, l’elenco delle 64 domande che la difesa di Tusci intende sottoporre a Mahmoud sotto giuramento. Nella prima parte i quesiti sono mirati a chiarire quanto accaduto all’interno del locale: “Mentre si trovava al 2 Sisters (nome del locale ndr), quanti drink alcolici consumò Patrick Cooper?” (Domanda 20); “Lei consegnò personalmente drink a Patrick Cooper?” (Domanda 25); “Dal momento in cui il barista le consegnò il drink […] il drink uscì dalla sua vista?” (Domanda 29).
Poi le domande più determinanti: “Riccardo Tisci le chiese di mettere qualche droga nel drink di Patrick Cooper?” (Domanda 33) e “Lei mise qualche droga nel drink di Patrick Cooper?” (Domanda 34).
Si attendono gli sviluppi della situazione e soprattutto le eventuali dichiarazioni di Mahmood in proposito.

About The Author

1 Gedanken zu „Processo Tisci, la difesa chiede di interrogare Mahmood come testimone del presunto stupro a Patrick Cooper, diffusi i documenti e le domande a cui dovrà rispondere il cantante“