Raimondo Todaro a cuore aperto: addii, pregiudizi sul ballo e il suo “fallimento” più grande
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Raimondo Todaro si è sempre distinto nel panorama televisivo e del ballo italiano non solo per il suo talento in pista, ma anche per la sua schiettezza e la sua natura indomita.
Nell’intervista a Ciao Maschio di Nunzia De Girolamo di oggi, 11 ottobre, l’ex volto storico di Ballando con le Stelle ed ex professore di Amici ha toccato corde profonde, parlando senza filtri dei pregiudizi subiti, delle scelte professionali radicali e del dolore legato alla fine del suo matrimonio.
“Ballo con le femmine, decidete voi dove andare”: la risposta ai pregiudizi
La conversazione si è accesa fin da subito sul tema dei pregiudizi legati al mondo della danza maschile. Todaro ha raccontato come, sin da bambino, abbia dovuto affrontare battutine e stereotipi. La sua reazione, però, è sempre stata quella di chi “se n’è sempre fregato di tutto e tutti.”
“Mi ricordo quando mi facevano le prime battutine, dicevano ‘tu se vai a danza allora sei gay'”, ha rivelato. “Guardate, voi fate come volete: a calcio vi spogliate, siete tutti maschi. Io vado a danza e mi spoglio con le femmine, poi decidete voi dove volete andare.”
Questa frase, emblematica del suo carattere, non è solo una risposta al bullismo, ma un vero e proprio manifesto di libertà personale e auto accettazione.
L’addio a Ballando e l’esperienza ad Amici: nessun rimpianto
Raimondo Todaro è famoso per le sue decisioni professionali nette, che lo hanno portato a lasciare programmi consolidati per nuove sfide. Interrogato sul suo addio a Ballando con le Stelle dopo ben 14 anni, la sua risposta è stata limpida, basata sulla filosofia che “nella vita c’è un tempo per tutto.”
“L’ho fatto per 14 anni, era arrivato un momento in cui pensavo di non avere più cartucce da spararmi“, ha spiegato. “E pensavo che anche il programma avesse dato tutto quello che poteva a me. Non bisogna vivere di ricordi, si cambia e nella vita bisogna andare avanti, evolversi.”

Un approccio che sottolinea la sua necessità di stimoli continui e la sua consapevolezza di aver dato il massimo.
Allo stesso modo, la sua esperienza ad Amici viene vissuta come un successo completo. Nessun pentimento, nemmeno per le circostanze più difficili. “Ho fatto tre anni da Maria, sono stato benissimo, ho dato tutto me stesso”, ha affermato con orgoglio, menzionando l’obiettivo raggiunto di far vincere un latinista nel programma. “Se mi volete sono così, se no va bene un altro, perché io mi devo snaturare?”

Il “fallimento più grande” e l’amore: la serenità della consapevolezza
La filosofia dell’aver dato tutto vale per Todaro in ogni ambito, anche nel più intimo: l’amore. Parlando della fine della sua relazione con Francesca Tocca, ha utilizzato la stessa metafora: “Ho dato tutto me stesso, so che non avevo nient’altro da poter dare e quindi non avevo rimpianto, non avevo rimorso.”
Eppure, pur trovando serenità in questa consapevolezza, Todaro non nasconde la profonda ferita legata alla sua visione di famiglia, ispirata dai suoi genitori insieme da una vita.
“Per me il fallimento più grande è non avere una famiglia, cioè il fatto che mia figlia non abbia mamma e papà insieme è il fallimento più grande”, ha ammesso con sincerità disarmante, rivelando un lato di sé vulnerabile.

Tuttavia, è proprio la consapevolezza di aver combattuto e dato il massimo, sia lui che Francesca, a permettergli di “andare avanti con serenità.”
Infine, il ballerino ha toccato un tema ancora più personale: la paura della perdita dei suoi genitori, una sensazione che lo accompagna quotidianamente nonostante la loro buona salute, e un momento drammatico del suo passato, quando una malattia lo ha messo di fronte alla possibilità che sua figlia non avesse più un padre.
Una confessione che dipinge il ritratto di un uomo forte e diretto, ma profondamente sensibile e legato ai valori fondamentali.
