Raoul Bova, le rivelazioni su “Don Matteo”: “Dopo lo scandalo avevo proposto di far morire Don Massimo, ma nessuno ha avuto pregiudizi nei miei confronti”
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Raoul Bova dopo lo scandalo che lo ha coinvolto la scorsa estate aveva proposto ai produttori di Don Matteo di far morire Don Massimo, il personaggio che interpreta nella serie tv arrivata alla quindicesima edizione e presente sui teleschermi da venticinque anni. L’attore vittima di una tentata estorsione ai suoi danni, è stato per quasi tutta l’estate sui giornali a causa della diffusione di un audio e alcune chat che lasciavano presagire un tradimento nei confronti della moglie, l’attrice e conduttrice Rocio Munoz Morales. Una vicenda che ha rischiato di travolgerlo e che al tempo ha fatto anche parlare di una sua esclusione dalla popolare serie tv, voci smentite dalla produzione.
In una intervista rilasciata a TV Sorrisi e Canzoni, a pochi giorni dal debutto della nuova stagione di Don Matteo, previsto per l’8 gennaio, Raoul Bova ha rivelato che la proposta di lasciare era partita da lui, ma che la produzione e il cast gli si sono stretti intorno senza pregiudizi: “ Ho pensato di lasciare Don Matteo, non volevo che quanto mi fosse successo minasse credibilità del personaggio interpretato. Quando è successo quello che sappiamo, ho convocato i produttori della serie per capire cosa fosse meglio fare. Ho detto loro: ‘Se pensate che, con la mia vita personale, stia facendo del male a una fiction così amata, ditemelo e mi faccio da parte’. Avevo persino proposto di far morire improvvisamente Don Massimo per uscire di scena”

L’appoggio della produzione e dei compagni di set
Bova ha spiegato che quando ha esternato alla produzione della serie tv la sua disponibilità a farsi da parte, le sono state chieste spiegazioni circa il suo reale coinvolgimento in qualcosa di illecito: “Loro mi hanno detto: ‘Se hai fatto qualcosa di illecito, diccelo subito così troviamo un modo giusto per andare avanti’. Non lo avevo fatto, perciò abbiamo continuato a lavorare con serenità e nessuno sul set ha mai fatto un commento negativo nei miei confronti, ho avuto il supporto di tutti. ‘E’ la filosofia di Don Matteo’, mi dicevano”.
L’attore ha poi raccontato la grande solidarietà e comprensione da parte di tutti: “Nella serie parliamo spesso di peccato, di persone che possono sbagliare. Se l’attore che ha sbagliato non venisse perdonato, ci contraddiremmo. Stiamo nove mesi sul set, quasi tutti i giorni a stretto contatto, conosciamo i problemi di ciascuno di noi e ci diamo consigli. Nathalie Guetta, Francesco Scali e Pietro Pulcini sono come una famiglia, non hanno mai avuto un attimo di pregiudizio e di cedimento nei miei confronti quando ero in difficoltà”.
Raoul Bova: il punto interrogativo sul suo futuro in Don Matteo

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