Ricky Tognazzi a “Ciao Maschio”: “Con Simona Izzo litighiamo ogni giorno, ma se dovesse lasciarmi sarei perso”
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Ospite del salotto di Ciao Maschio, Ricky Tognazzi ha dichiarato di aver messo da parte da tempo la sua idea di maschilità, ammettendo senza indugi che gli piace essere “un maschio femmina”. Nella puntata in onda sabato 17 gennaio alle 17,00 su Rai1 l’attore si è raccontato andando ben oltre le etichette, lasciandosi andare anche a confessioni private. “Sono un maschio accogliente, che ascolta, che ha rinunciato ad essere autoritario. Autorevole sì, autoritario no” ha affermato l’attore e regista, sottolineando senza voler essere provocatorio, che la sua idea di uomo è contemporanea, consapevole e capace di riconoscere la sua parte femminile, che adora, non reputando tutto ciò una concessione, ma una conquista.

Ricky Tognazzi: “Se Simona mi dovesse lasciare sarei in difficoltà”
Nel corso della chiacchierata con l’attore, Nunzia De Girolamo ha chiesto a Tognazzi se abbia mai immaginato la sua vita senza Simona Izzo con cui fa coppia da 41 anni di cui 30 di matrimonio. “Non c’è mai stata questa chance. Non l’ho mai cercata” ha risposto l’attore, rivelando che il rapporto con la moglie è costituito da ironia, gioco e complicità: “Ci prendiamo molto in giro, non saprei fare a meno di lei. Il giorno che mi dovesse lasciare sarei veramente in difficoltà”.
Ricky Tognazzi ha poi detto che la coppia perfetta non esiste, a suo avviso il rapporto con Simona Izzo si regge su un confronto costante, a volte duro, pesante, un confronto intellettuale spesso impegnativo: “Tutti i giorni litighiamo, il nostro rapporto si regge sulla lite, sullo scontro. Quello intellettuale, sì, tutti i giorni, l’amore non è scontato, va rinnovato ogni giorno, non è un atto romantico, è un atto di fede l’uno nell’altro”.
Il matrimonio arrivato dopo 11 anni di convivenza e le domande sulla paternità
L’attore ha spiegato che il matrimonio con Simona Izzo è arrivato dopo 11 anni perché tra loro c’è stato prima un percorso ideologico più che sentimentale, la sua esperienza personale di famiglia non aveva mai rappresentato un esempio e un incoraggiamento: “L’esempio di Ugo (il padre Ugo Tognazzi ndr) non era proprio rassicurante”
L’ultima domanda è sulla paternità, Tognazzi si è dimostrato un po’ fragile sul tema, ha dichiarato di farsi continuamente delle domande su che tipo di padre possa essere stato: “Mi chiedo se sono stato all’altezza, se ho fatto bene il mio lavoro, anche come padre. Se sono un bravo papà” . L’attore e regista è giunto alla conclusione che non esista una risposta definitiva, che l’idea di crescere, amare ed essere uomini passi attraverso tante domande, il segreto sta nel non smettere mai di interrogarsi.

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