Rita Rusić a Fuori di Cabello: dai retroscena su Benigni e Tom Cruise ai segreti del cinema italiano
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Rita Rusić è la donna che ha segnato stagioni irripetibili del grande schermo italiano, trasformando intuitive scommesse narrative in colossal da botteghino e trionfi internazionali. Quando si parla della sua carriera, non si cita semplicemente una produttrice di successo, ma l’architetto di svolte epocali del nostro immaginario collettivo: è stata lei ad affiancare Diego Abatantuono nella metamorfosi da fenomeno della commedia popolare ad attore impegnato, a credere nel potenziale travolgente di Leonardo Pieraccioni e ad accompagnare Roberto Benigni verso la conquista della notte degli Oscar.
Oltre i lustrini dei red carpet e le metriche d’incasso, tuttavia, si cela una figura poliedrica e dotata di un’ironia travolgente, capace di mettersi in gioco senza filtri.
Ospite nell’irriverente salotto del podcast Fuori di Cabello, Rita Rusić ha ripercorso con candore e spontaneità i capitoli più esilaranti e retroscena inediti di una vita straordinaria.
Con il suo consueto piglio carismatico, la produttrice ha conquistato l’ascoltatore dissacrando con garbo la propria aura da donna di potere per rivelare un’anima timida, ironica e sorprendentemente scaramantica.

L’occhio clinico del produttore: il profetico Oscar di Benigni
Nella memoria del pubblico, La vita è bella rappresenta un monumento della cinematografia mondiale, ma il suo percorso iniziale verso la gloria non fu privo di ostacoli istituzionali.
Rita Rusić ha rievocato l’assoluta certezza con cui comprese la portata del capolavoro prima ancora che la pellicola vedesse la luce.
All’epoca delle prime trattative, la selezione del Festival di Cannes manifestò forti perplessità nei confronti del progetto, giudicando Roberto Benigni un mero comico non adatto ai toni drammatici dell’Olocausto.
La fermezza della produzione, convinta della bontà dell’opera, spinse per non cedere ad alcun compromesso.
Rusić ha raccontato la fulminea folgorazione provata quando Benigni le illustrò per la prima volta la trama del padre che trasforma l’orrore del campo di concentramento in un gioco per proteggere il figlio.
In quell’istante, la produttrice gli disse che se avesse diretto e interpretato quel film nel modo giusto avrebbe vinto l’Oscar, mentre in caso contrario sarebbe stata una tragedia indelebile. La storia ha poi dato ragione al suo infallibile intuito.
La medesima lungimiranza ha caratterizzato la nascita di Mediterraneo di Gabriele Salvatores, pellicola capace di aggiudicarsi la statuetta per il miglior film straniero.
Rita Rusić ha descritto il regista come una figura estremamente moderna, New Age e proiettata nel futuro, il cui talento nell’ispirare attori come Abatantuono ha impresso una svolta stilistica decisiva.

Non meno rocambolesca è stata la genesi de Il Toro di Carlo Mazzacurati, premiato con il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia.
La storia di due ragazzi che rubano un toro riproduttore da milioni di euro nacque da una conversazione casuale catturata in aeroporto.
Durante la memorabile serata della premiazione lagunare, tra l’incertezza dei verdetti e un malinteso sull’animale citato in anteprima dal direttore del festival, Mazzacurati si ritrovò sul palco per incassare undici minuti di applausi indossando una giacca di velluto di fortuna prestata all’ultimo minuto.
Retroscena hollywoodiani: Tom Cruise e la cena al pollo all’aglio
Tra gli aneddoti più imprevedibili condivisi a Fuori di Cabello spicca l’incontro ravvicinato con la superstar hollywoodiana Tom Cruise.
Ai tempi delle riprese palermitane di Dimenticare Palermo, che vedevano protagonista la moglie dell’epoca Mimi Rogers, la Rusić e Vittorio Cecchi Gori trascorsero un fine settimana insieme al divo americano.
Appassionato viscerale di pallacanestro, Cruise pretese di organizzare una partita improvvisata su un campetto all’aperto in cemento. Avendo giocato per anni a basket in Serie B nel ruolo di pivot a Busto Arsizio, Rita Rusić conosceva bene le insidie del campo, a differenza di Cecchi Gori che volle scendere sul terreno di gioco improvvisandosi atleta.
Al primo passaggio violento scagliato dal magnetico interprete di Mission Impossible, la palla da basket impattò contro la mano non preparata di Cecchi Gori, fratturandogli un dito e costringendo l’intero gruppo a trascorrere la notte al pronto soccorso tra i sensi di colpa e lo sconcerto dello stesso Cruise.
La frequentazione con l’attore americano ha regalato anche gustosi spaccati di vita domestica a Los Angeles.
La produttrice ha ricordato con divertito terrore le cene a casa dell’attore, condite da un’atmosfera gioviale in cui Rita preparava la classica pasta alla carbonara mentre Tom Cruise si cimentava nella preparazione del suo cavallo di battaglia, un pollo all’aglio a dir poco travolgente.
Con amabile autoironia, la Rusić ha confessato di non aver mai avuto il coraggio di rivelargli quanto il sapore dell’aglio fosse proibitivo per i loro palati, assistendo divertita anche alle stravaganti conversazioni in lingua tedesca che l’attore entreteneva con il proprio pastore tedesco per impartirgli i comandi di addestramento.
L’esperienza nei reality: da Pechino Express al Grande Fratello VIP
La poliedricità di Rita Rusić trova conferma nella sua capacità di reinventarsi costantemente, passando dai vertici della produzione cinematografica alle dinamiche senza filtri della televisione di intrattenimento.
La partecipazione a Pechino Express ha regalato perle d’ilarità legate alle sue comprensibili preoccupazioni logistiche. Intollerante all’idea di portare sulle spalle lo zaino tecnico per via dei suoi cronici dolori cervicali, la produttrice propose fin dal primo incontro di dotare la dotazione di comode rotelle, opzione rigettata dalla produzione.
Da qui la scelta tattica di gareggiare in coppia con il forte e muscoloso Cristiano Di Luzio, affinché la sostenesse nelle prove fisiche più gravose.
L’avventura si concluse poi a causa di una dolorosa tallonite, curata al rientro a Roma dall’ortopedico con una prescrizione decisamente singolare: indossare nuovamente i tacchi alti per tre giorni di fila per riabituare la muscolatura delle gambe.

Ancora più surreale si è rivelata la permanenza all’interno della casa del Grande Fratello VIP, caratterizzata dalla convivenza forzata di ventisei concorrenti con un unico servizio igienico sprovvisto di serratura e monitorato da telecamere di sicurezza.
Per tutelare la propria riservatezza, Rita ha svelato di aver adottato l’ingegnoso stratagemma di indossare una mantella da parrucchiere e di posizionarsi in piedi sul sanitario.
La gestione dei rumori molesti trovò invece una soluzione collettiva grazie al colpo di genio di Adriana Volpe, la quale azionava l’asciugacapelli alla massima potenza all’ingresso di ogni inquilino per coprire qualsiasi suono indiscreto, mentre la Rusić cercava di preservare l’equilibrio intestinale del gruppo cucinando salutari minestre di verdura.
Scaramanzie da set e la filosofia del produttore
Dietro la corazza della professionista rigorosa si nasconde una spiccata vena scaramantica. Nel corso dell’intervista Rita Rusić ha confermato la propria ferrea adesione a precisi rituali porta-fortuna, dal rifiuto categorico del colore viola sul set fino all’uso di biancheria intima speciale per le occasioni decisive.
Tra le stravaganze più bizzarre figurano gli incontri d’affari affrontati tenendo in bocca un piccolo bastoncino di cannella, rimedio scaramantico volto ad propiziare il successo delle trattative d’alto livello.
Interpellata sulle lezioni fondamentali apprese alla scuola dei grandi maestri come Mario Cecchi Gori, Dino Risi e Mario Monicelli, la produttrice ha ricordato come il mestiere del produttore richieda un equilibrio costante tra rigore finanziario, intuito narrativo e capacità di mediazione.
Citando l’insegnamento cinico ma veritiero del suocero Mario Cecchi Gori, nel cinema occorre saper accettare piccoli e inevitabili compromessi senza mai smarrire la passione primaria per il racconto.
Dalle grandi produzioni internazionali alle scommesse televisive più imprevedibili, Rita Rusić continua a dimostrare che il segreto di un’esistenza di successo risiede nella capacità di affrontare ogni sfida con coraggio, carisma e un pizzico di sana autoironia.
