Roberta Bruzzone si racconta: tra minacce, amori tossici e il dolore per la perdita dei genitori
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Dietro la corazza della criminologa più famosa d’Italia si nasconde una donna che ha fatto della verità la sua missione, pagando un prezzo altissimo in termini di libertà personale. Dalle indagini a 7 anni al matrimonio con Massimo: Roberta Bruzzone si racconta a cuore aperto.
L’ombra e la luce: la missione di una vita dedicata alle vittime
Siamo abituati a vederla fredda, analitica e implacabile mentre seziona i casi di cronaca nera più complessi del nostro Paese. Ma nello studio di Verissimo, Roberta Bruzzone ha mostrato quel lato umano che raramente emerge davanti alle telecamere.
“Il mio lavoro è dedicato alle vittime, e purtroppo questo significa che ci sono sempre troppe storie di dolore da raccontare”, ha spiegato, ricordando il caso di Valentina Pitzalis come uno dei più feroci mai affrontati.

Un’infanzia tra “boschi e misteri”: l’eredità del padre poliziotto
La determinazione della Bruzzone affonda le radici in una famiglia solida ma complessa. Suo padre Domenico, recentemente scomparso, era un poliziotto della provinciale dedito all’antibracconaggio.
È stato lui, con i suoi racconti di catture nei boschi, a sostituire le fiabe e ad accendere in lei la curiosità per la verità.
Il legame con i genitori è un tema delicato: Roberta ha perso entrambi nell’arco di un solo anno. Se con il padre il rapporto era “epico” per via di due caratteri simili e forti, con la madre il legame è stato più faticoso, recuperato solo nell’ultimo periodo della vita.
“Mia madre era la mia antitesi, una donna passiva che subiva le decisioni altrui. Mi faceva arrabbiare, ma alla fine ho compreso le sue fragilità e l’ho perdonata”.
Quella prima “indagine” a 7 anni
Il destino di criminologa sembrava già scritto. A soli sette anni, Roberta mise in atto il suo primo sopralluogo. Per sfidare le leggende metropolitane su una casa colonica lugubre che usavano per spaventarla, tagliò la recinzione con le forbici da vigna del padre e convinse due compagni a seguirla.
Il risultato? Un intero paese in allarme per tre bambini scomparsi e una sospensione scolastica di tre giorni. “Quel giorno ho capito che non dovevano dirmi certe cose, perché sarei andata a verificarle. Lì è nata la Bruzzone”.

Il buio del narcisismo e la rinascita con Massimo
Nonostante la sua preparazione professionale, anche Roberta Bruzzone è passata attraverso le maglie di un amore tossico. Ha descritto un’esperienza di manipolazione affettiva con un soggetto narcisista che ha cercato di “addomesticarla” entrando in competizione con lei.
Un legame nato in un momento di estrema vulnerabilità, dopo la perdita dell’amata nonna. “Se potessi cancellare un pezzo della mia vita con la bacchetta magica, cancellerei solo quello”.
Oggi, però, la sua vita sentimentale ha un altro nome: Massimo. Un incontro che sembrava scritto nel destino, avvenuto pochi giorni dopo la decisione di chiudere il suo precedente matrimonio (terminato in modo così civile da brindare al divorzio al ristorante).
Massimo, con la sua presenza costante e la passione comune per le moto e la musica, rappresenta il porto sicuro di una donna che non ha paura di dire: “Voglio invecchiare con lui”.

Una vita “blindata” tra minacce e scelte coraggiose
Essere una donna assertiva e determinata ha un costo. Roberta Bruzzone ha rivelato di vivere una vita “blindata” a causa di gravi minacce di morte e atti persecutori legati al suo lavoro.
“Ho il terrore degli attacchi con l’acido”, ha confessato, spiegando perché ogni suo evento pubblico sia protetto da una sicurezza rigorosa.
Infine, la criminologa ha ribadito con estrema onestà la sua scelta di non avere figli: “Non credo di essere adatta a fare la madre. Mi piace troppo la mia vita e non sono disposta a sacrificare la mia natura. È stata una scelta di consapevolezza”.
Una testimonianza potente, quella di Roberta Bruzzone, che ci ricorda come dietro ogni professionista di successo ci sia un percorso fatto di perdite, battaglie e, soprattutto, il coraggio di essere esattamente ciò che si vuole.
