Roberto Vecchioni a processo per diffamazione: Geronimo La Russa si costituisce parte civile dopo lo scontro sulla festa del 1997
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Il confine tra il racconto di un vecchio aneddoto privato e il reato di diffamazione aggravata si sposta nelle aule del Tribunale di Firenze. La vicenda che vede contrapposti il celebre cantautore Roberto Vecchioni e Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club d’Italia di Milano e primogenito del presidente del Senato Ignazio La Russa, ha registrato una svolta significativa.
L’ufficializzazione dell’apertura del processo ha portato alla luce la ferma intenzione di La Russa di costituirsi parte civile per tutelare la propria onorabilità.
Si tratta di uno scontro legale che affonda le sue radici in un controverso episodio accaduto quasi trent’anni fa e tornato alla ribalta della cronaca mediatica e giudiziaria.
Le origini dello scontro sul palco de La Gaberiana
La controversia è esplosa nell’estate del 2023 durante il festival culturale La Gaberiana a Firenze, una rassegna dedicata alla memoria di Giorgio Gaber.
In quell’occasione, intervistato sul palco dal giornalista Andrea Scanzi, Roberto Vecchioni si era lasciato andare al racconto di un vecchio ricordo di famiglia risalente al 1997.
Il cantautore ha rievocato la primissima festicciola organizzata in casa dalla figlia, all’epoca quattordicenne, in assenza dei genitori.
Secondo la narrazione dell’artista, l’iniziale ritrovo tra poche amiche intime si era rapidamente trasformato in un raduno caotico e fuori controllo a causa del passaparola.
Decine di giovani sconosciuti, sia minorenni che maggiorenni, si sarebbero imbucati nell’appartamento milanese della famiglia Vecchioni.

Il racconto della festa del 1997 e le accuse di furto
Nel racconto pubblico, l’artista ha descritto una situazione degenerata in veri e propri atti di sciacallaggio domestico, parlando di oggetti spaccati e della sparizione di svariati beni personali, tra cui portasigari e persino capi di vestiario intimo.
La parte più sensibile della dichiarazione riguardava l’identificazione dei responsabili. Vecchioni ha spiegato di aver sporto denuncia all’epoca dei fatti e che le forze dell’ordine erano riuscite a individuare alcuni dei partecipanti.
Pur non menzionando esplicitamente il cognome, il cantautore ha fatto riferimento a un ragazzo di nome Geronimo, aggiungendo un commento che lasciava intendere chiaramente la paternità del giovane, prima di concludere che l’intera vicenda giudiziaria di fine anni novanta si era risolta in una bolla di sapone.
La reazione immediata di Geronimo La Russa
Il parallelismo temporale e il richiamo al nome di battesimo hanno immediatamente indirizzato l’attenzione del pubblico e dei media verso il figlio maggiore di Ignazio La Russa.
La reazione del presidente dell’Aci non si è fatta attendere. Geronimo La Russa ha respinto con assoluta fermezza ogni accusa, definendo le parole di Vecchioni come una totale falsità e dando immediato mandato ai propri legali per avviare un’azione penale.
La Russa ha sottolineato l’assurdità di essere dipinto a distanza di decenni come un partecipante a un simile episodio di microcriminalità giovanile, rimarcando come non sia mai esistito alcun riscontro giudiziario o accusa formale nei suoi confronti legata a quella serata.
Il rinvio a giudizio per diffamazione aggravata
Le indagini avviate dalla Procura della Repubblica di Firenze, seguite a una convocazione dello stesso Vecchioni per essere ascoltato dai magistrati toscani, si sono concluse con la decisione di disporre il rinvio a giudizio per il cantautore con l’ipotesi di reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa o evento pubblico.
La prima udienza predibattimentale ha sancito l’inizio ufficiale della battaglia legale.
A margine di un evento istituzionale tenutosi a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, Geronimo La Russa ha espresso la sua formale determinazione nel procedere per vie legali, definendo le dichiarazioni subite come parte di una tendenza diffamatoria più ampia che ha colpito la sua famiglia.
Prospettive legali e la prossima udienza di settembre
L’udienza in tribunale è stata successivamente aggiornata e rinviata al prossimo 15 settembre. In tale data il procedimento entrerà pienamente nel vivo e i giudici dovranno esaminare la fondatezza delle accuse e l’effettivo danno d’immagine lamentato dalla parte offesa.
Per Geronimo La Russa e i suoi legali, la costituzione di parte civile rappresenta lo strumento necessario per ottenere il riconoscimento formale della falsità delle dichiarazioni e un eventuale risarcimento del danno.
Per Roberto Vecchioni, la sfida sarà quella di dimostrare la continenza verbale del proprio racconto o la veridicità storica dell’aneddoto narrato sul palco fiorentino.

