Rock & Roll Hall of Fame 2026: annunciati i 17 Candidati. Dagli Oasis a Shakira, è la lista più varia di sempre
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La Rock & Roll Hall of Fame ha appena alzato il velo sulle nomination per la classe del 2026, e l’onda d’urto si sta già facendo sentire in tutta l’industria musicale. Con ben 17 candidati in lizza, ci troviamo di fronte a una delle liste più ampie, eclettiche e, per certi versi, divisive della storia dell’istituzione di Cleveland.
Se il 2025 aveva visto 14 nomi contendersi l’ingresso nel prestigioso olimpo della musica, quest’anno il comitato ha deciso di allargare gli orizzonti, portando il numero a 17 e confermando una tendenza sempre più marcata verso il pop, l’hip-hop e il crossover internazionale.
I nuovi volti sulla scheda elettorale
Delle 17 nomination, ben 10 sono artisti che compaiono per la prima volta assoluta sulla scheda. Si tratta di un debutto in massa che riflette un cambio di passo generazionale.
Tra i “newbies” troviamo nomi che hanno segnato gli anni ’80 e ’90 come Jeff Buckley, il cui mito resta indissolubile nonostante la prematura scomparsa, e i giganti dell’R&B New Edition e Luther Vandross.
Non mancano le superstar globali: Shakira porta il vessillo del pop latino, mentre Pink rappresenta la forza costante del pop-rock degli ultimi due decenni.
Grande attesa anche per l’icona alt-rock Melissa Etheridge, i trascinanti INXS, la leggenda dell’hip-hop Wu-Tang Clan e la regina del neo-soul Lauryn Hill.
Un caso particolare è quello di Phil Collins: nonostante sia già presente nella Hall of Fame come membro dei Genesis, questa è la sua prima nomination come solista. Se dovesse farcela, entrerebbe nel ristretto club degli artisti “doppiamente premiati”.

Il ritorno dei “magnifici sette”
Non tutti i candidati sono volti nuovi. Sette artisti tornano a sfidare le urne dopo precedenti tentativi. Per Mariah Carey, gli Iron Maiden, i Joy Division/New Order e gli Oasis, questa potrebbe essere la volta buona: si tratta infatti della loro terza nomination.
Proprio gli Oasis sono al centro dell’attenzione mediatica. Dopo anni di attriti con la Hall of Fame, e nonostante le passate dichiarazioni sprezzanti di Liam Gallagher, il comitato non ha portato rancore.
Il momentum è tutto dalla loro parte: il tour mondiale sold-out dello scorso anno ha riacceso una vera e propria “Oasis-mania” che potrebbe rivelarsi decisiva per il voto finale.
Tornano in gara per la seconda volta anche i Black Crowes, Billy Idol (complice il lancio di un nuovo documentario sulla sua carriera) e l’elegantissima Sade.
Un solo album per l’eternità: i casi Buckley e Hill
Uno degli aspetti più affascinanti delle nomination 2026 riguarda Jeff Buckley e Lauryn Hill. Entrambi sono candidati sulla base di un impatto culturale immenso generato, di fatto, da un unico album in studio pubblicato in vita.
Buckley ha cambiato le regole del cantautorato con Grace (1994) prima della sua tragica morte nel 1997. Hill, dal canto suo, ha ridefinito la black music con The Miseducation of Lauryn Hill (1998).
La loro presenza dimostra che per la Rock Hall la qualità e l’influenza pesano più della mera quantità discografica.

Rock o non Rock? Il dibattito continua
Come ogni anno, i puristi del genere avranno di che discutere. Solo circa la metà dei candidati rientra nei canoni del “rock” tradizionale: Iron Maiden, Oasis, Black Crowes, Billy Idol, INXS, Joy Division/New Order, Melissa Etheridge e Jeff Buckley.
Il resto della lista è un trionfo della contaminazione. Dalla potenza hip-hop del Wu-Tang Clan al pop cristallino di Mariah Carey, fino al soul vellutato di Luther Vandross.
È una fotografia chiara di come l’istituzione intenda il termine “Rock & Roll”: non più un genere musicale con confini rigidi, ma un’attitudine e un impatto culturale che trascende le etichette.
Inoltre, la lista di quest’anno guarda decisamente al futuro: quasi tutti i candidati hanno debuttato tra gli anni ’80 e il 2000, lasciando a bocca asciutta i fan delle band degli anni ’60 e ’70 che ancora attendono un riconoscimento per i propri beniamini.

Cosa succede ora?
Il processo di votazione entrerà nel vivo nei prossimi due mesi. Oltre ai 1.200 votanti ufficiali, il pubblico attende con ansia aprile, quando verranno svelati i nomi degli eletti.
In quell’occasione saranno annunciati anche i vincitori delle categorie speciali: Musical Influence, Musical Excellence e il Ahmet Ertegun Award.
Riusciranno gli Oasis a coronare il loro anno d’oro? O sarà la volta del riscatto per gli Iron Maiden dopo anni di attesa? La sfida è aperta.
