Romina Carrisi a Verissimo: “Mamma e papà, basta ferirsi per il passato”
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L’intervista a Verissimo di Romina Carrisi è un grido di maturità. La figlia di Al Bano e Romina Power analizza con estrema lucidità lo scontro mediatico tra i genitori, ripercorrendo il trauma mai superato della scomparsa di Ylenia e i difficili equilibri di una famiglia allargata che fatica a trovare la pace.
Lo studio di Silvia Toffanin ha ospitato una Romina Carrisi inedita: non solo una mamma felice del suo piccolo Axel, ma una figlia che, con una punta di amarezza, si ritrova a fare da “genitore ai propri genitori”.
Al centro del colloquio, la recente e inaspettata fiammata mediatica tra Al Bano e Romina Power, un conflitto che sembrava sopito e che invece è riesploso con una violenza che ha lasciato i figli attoniti.
Lo scontro mediatico: quando le parole diventano armi
Tutto ha avuto inizio da un’intervista di Romina Power a Belve, dove l’artista ha confessato di essersi sentita sola nel dolore dopo la perdita della primogenita.
Romina Carrisi spiega come questa scintilla abbia innescato una reazione “sproporzionata” da parte del padre: “Mio padre ha estrapolato un minuto di un’intervista di 50′ e ha reagito in modo letterale a un concetto che mia madre esprimeva in modo figurato”.
Per Romina, questo livore pubblico è il segnale di una rabbia antica mai ascoltata che, non trovando sfogo nel privato, finisce per “essere vomitata” davanti alle telecamere, trasformando la televisione in un ring terapeutico quanto mai dannoso.
Ylenia: la ferita aperta da cui tutto ha origine
Il fulcro di ogni tensione risale a trent’anni fa, alla scomparsa di Ylenia. Romina Carrisi offre un’analisi psicologica spietata ma veritiera: “Se il dolore non ti unisce, ti rende due isole una a fianco all’altra”.
La divergenza totale sulla sorte della sorella è il muro contro cui la famiglia continua a scontrarsi. Da un lato la speranza incrollabile della Power, alimentata da sensazioni viscerali; dall’altro la rassegnazione razionale di Al Bano.
Questa frattura ha impedito loro di elaborare il lutto insieme, trasformando la sofferenza in un’incomunicabilità cronica che ancora oggi, dopo tre decenni, genera tempeste.
L’infanzia dei fratelli tra omertà e tabù
Un passaggio toccante dell’intervista riguarda il modo in cui Romina e i suoi fratelli hanno vissuto la tragedia. Romina descrive un clima di “omertà” domestica: in casa non si parlava di Ylenia, il suo nome era un tabù che bruciava troppo.
“Io mi intrufolavo nella sua stanza, guardavo le sue sculture, leggevo i suoi libri per conoscerla”, confessa Romina, descrivendo una ricerca quasi furtiva di una sorella che era diventata un fantasma doloroso.
I figli sono cresciuti come “spettatori passivi” di un dramma che ha monopolizzato la vita dei genitori, sentendosi a volte quasi invisibili di fronte a un dolore così ingombrante.

La reazione di Cristel: il “narcisismo” e lo sfogo social
Romina ha commentato anche la durissima reazione della sorella Cristel alle parole di Al Bano a Domenica In. Cristel ha definito il padre “narcisista”, un termine forte che Romina giustifica con la necessità di dare un nome a certi comportamenti.
“Cristel è una donna colta, ha studiato e ha sentito il bisogno di esternare un pensiero”, spiega Romina, sottolineando come la mancanza di filtri sia il risultato di anni di silenzi accumulati.
Vedere il padre attaccare la madre in modo così veemente ha spinto i figli a rompere la loro neutralità per difendere non solo la madre, ma la dignità della loro intera storia familiare.
La famiglia allargata: un equilibrio precario
Nonostante il desiderio di Al Bano di vedere tutti i suoi figli uniti, Romina è stata onesta: la famiglia allargata è un concetto complesso che non si può imporre.
“Ci ho provato molte volte ad avere un ottimo rapporto con loro, ma non ci sono i presupposti”, ha ammesso riferendosi alla compagna del padre.
Sebbene l’affetto per i fratelli minori, Jasmine e Albano Junior, sia fuori discussione (“Se hanno un problema io corro”), Romina riconosce che i rapporti non possono essere unilaterali. La distanza sembra essere, al momento, l’unico modo per mantenere una convivenza civile.

L’appello finale: “Alzate il telefono”
L’intervista si chiude con un appello accorato. Romina chiede ai genitori di smettere di usare i media per comunicare. “Alza il telefono e parla con lei”, dice rivolgendosi al padre.
Con la saggezza di chi ora deve proteggere la serenità del proprio figlio, Romina Carrisi invita Al Bano e Romina a smettere di essere ostaggi di un passato che non possono cambiare.
Il suo desiderio è quello di vedere finalmente il “bel tempo” dopo anni di pioggia, affinché l’odio smetta di essere l’unico collante che li tiene ancora uniti.
