Rosalinda Cannavò, come è cambiato il rapporto con Andrea Zenga dopo la nascita di Camilla
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La nascita di un bambino, è risaputo, sconvolge la quotidianità di una coppia nonché gli equilibri dei neo genitori. Anche Rosalinda Cannavò e Andrea Zenga hanno dovuto abituarsi alla genitorialità dopo la nascita della piccola Camilla avvenuta il 7 settembre 2024. L’attrice siciliana, divenuta popolare per i ruoli da protagonista in tante serie tv Mediaset e dopo la partecipazione alla quinta edizione del Grande Fratello Vip ha parlato della sua esperienza di mamma, ospite del podcast “A piccoli passi” di Clarissa Marchese.
“All’inizio io ero totalmente presa da questa nuova avventura che era assolutamente totalizzante – ha dichiarato Rosalinda – lui (Andrea Zenga ndr) ha vissuto la genitorialità in maniera diversa nel senso che io avevo un po’ la pretesa che la vivesse come me, perché non capivo che lui aveva bisogno di altri tempi e lo vedevo un po’ più, lasciami dire il termine: assente, un po’ più distaccato con la bambina e la vivevo anche in modo molto personale, come se fosse una cosa rivolta anche nei miei confronti come compagna, come se lui non fosse totalmente felice di questa nuova avventura che stavamo vivendo”
Rosalinda ha spiegato che la cosa che la ha fatta più soffrire è stata non averne parlato subito con Andrea: “Facevo la donna forte che riusciva a fare tutto fin quando poi ovviamente sono esplosa ed è stato il momento in cui poi siamo riusciti a trovare una quadra perché lui ha così capito le mie esigenze. Io l’ho ascoltato anche di più, ho capito che lui aveva bisogno semplicemente di più tempo non era una cosa rivolta nei miei confronti come compagna e nei confronti della bambina”.
Zenga aveva paura di invadere gli spazi di Rosalinda come madre e l’attrice inconsciamente pretendeva che il compagno riuscisse a intuire di cosa lei avesse bisogno.
Rosalinda: “Andrea in quel periodo non ha compreso che la bambina per me era una priorità, ma che anche lui per me era fondamentale”
L’attrice ha spiegato che Andrea all’inizio non aveva compreso che per lei la priorità era la bambina, ma col tempo anche lui ha capito l’importanza del suo ruolo e soprattutto che anche lei aveva bisogno di condividere del tempo con lui: “Andrea ha compreso che se passiamo magari più e più giorni dove non non c’è quest’unione, la soffro anch’io. Nel senso che quando c’è la distanza devi rimettere un po’ a posto le cose, quei giorni siamo entrambi nervosi, ci rispondiamo male, quindi a parte i primi mesi, che comunque è normale anche a livello proprio ormonale, abbiamo bisogno di ricongiungerci”.
Rosalinda ha ammesso che all’inizio ha trovato difficoltà nel distaccarsi dalla bambina e che tuttora sta lavorando su sé stessa perché non riesce ancora a non sentirsi in colpa quando la lascia da sola: “La mia bambina ha 18 mesi, però ho fatto molta fatica a staccarmi da lei e ritagliarmi dello spazio per la coppia, solo per la coppia che non coinvolga anche mia figlia. Io personalmente ci sto lavorando molto, c’è quel senso di colpa di dire “ho lasciato la bambina vado a farmi una cena con con il mio compagno“, però è importantissimo come è importantissimo insomma riunirsi in ambito intimo è anche importante ecco lo spazio per del tempo per la coppia”.
L’importanza della narrazione da offrire agli altri
Infine Rosalinda ha fatto una riflessione su quanto sia importante capire cosa sia la vita reale e condurla in base al proprio vivere quotidiano, mostrando sui social anche i propri momenti down senza apparire per forza come la mamma perfetta: “Dobbiamo stare attenti a capire effettivamente cos’è vita reale e che cos’è quello che ci vogliono propinare gli altri sui social, dovrebbe un po’ cambiare il modo di comunicare, ad esempio io mostro anche i miei momenti down, nel senso i miei momenti difficili come genitore, come mamma perché secondo me è anche molto importante non mostrarmi sempre come la mamma perfetta, che lavora, si occupa della figlia, si occupa della casa. Mostrarsi così secondo me non lancia dei messaggi che aiutano chi sta dall’altro lato quindi, secondo me, anche il modo di comunicare dovrebbe cambiare”.
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