Sandokan, convincono Yaman e Preziosi, numeri record per il debutto
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Sandokan fa il pieno di ascolti al debutto, oltre 6 milioni di telespettatori e una media share del 33% hanno seguito le imprese del pirata della Malesia al suo ritorno in tv dopo cinquant’anni e cinque anni di attesa. Una scommessa vinta da RaiFiction e dalla casa di produzione Lux Vide, nonché cinque anni di attesa ripagati per Can Yaman, a cui va reso il merito di aver lavorato sul personaggio e avergli dato una forma personale senza cadere nell’emulazione con il passato e soprattutto senza essersi lasciato condizionare da coloro, noi compresi, che fino all’anno scorso erano dubbiosi sulla buona riuscita del prodotto.
Che la serie sarebbe stata un successo si era evinto già nell’anteprima stampa alla Festa del Cinema di Roma, la fiction ha messo d’accordo tutti, rimane qualche dubbio sul montaggio di alcune scene in cui per chi ben conosce le zone di ripresa, si intravedono le Isole Eolie in lontananza, la scogliera di Capo Colonna e la spiaggia tra Capo Colonna e Le Castella, ma per lo sforzo produttivo fatto nel mettere insieme un cast di prim’ordine e centinaia di comparse, ben vengano anche le trasposizioni geografiche.

L’analisi dei primi due episodi
Detto ciò Sandokan ha il grande pregio di essere un sontuosissimo remake di produzione italiana, con un protagonista fino ad oggi amato dalle over e dal gossip, ma che è destinato a diventare non solo un attore sempre più richiesto dalle produzioni italiane e internazionali, ma anche ad essere un sex symbol per le giovanissime. Volendo stilare una analisi critica sui primi due episodi, abbiamo trovato la prima mezz’ora un po’ confusionaria seppur di grande impatto emotivo, il prodotto comincia a prendere quota verso la metà del primo episodio, quando i personaggi cominciano ad assumere una propria identità e proprie caratteristiche.
Come detto a Can Yaman va reso il grande merito di aver dato una propria cifra al personaggio che interpreta, pirata sì, ma con il cuore buono, come lui stesso ha tenuto a ripetere nelle diverse interviste rilasciate in fase di presentazione. Accanto a lui da segnalare la magistrale interpretazione di Alessandro Preziosi e la convincente performance di Ed Westwick, in un ruolo non facilissimo e dalle diverse sfaccettature.
Un po’ fuori dalle caratteristiche del personaggio salgariano, Alanah Bloor nei panni di Lady Marianna, nel libro descritta come una ragazza, giovane, tenace e risoluta e nella trasposizione voluta dal regista Jean Michelini, proposta come una ragazza ricca e un po’ viziata, a tratti anche civettuola, non riteniamo si tratti di inesperienza, ma proprio di direttive artistiche riguardo il personaggio da interpretare.
Alla fine dei primi due episodi il giudizio è più che soddisfacente e detto da noi che fino a qualche tempo fa non avremmo scommesso cinque euro sulla buona riuscita del prodotto, il giudizio positivo vale doppio. Stiamo salendo sul carro del vincitore? No, semplicemente questa esperienza conferma quanto sia errato dare giudizi affrettati prima di vedere la resa di un prodotto. Detto ciò, complimenti a tutti, soprattutto a chi ci ha creduto dall’inizio.

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