Sanremo 2026, Carlo Conti insiste con il suo festival di nicchia, anche la serata cover è senza sussulti
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Sanremo 2026 sarà un festival senza grandi sussulti, non sappiamo se per una linea editoriale scelta dal direttore artistico o se per la moltitudine di “no” incassati da Carlo Conti. Fatto sta che dopo una lista di cantanti che non ha fatto proprio sobbalzare sulle sedie, neanche la lettura degli abbinamenti per le cover, a parte qualche eccezione, ha suscitato grandi entusiasmi. Su una cosa Conti ha fatto centro, essere riuscito a sorprendere tutti in negativo, cogliendo in contropiede anche coloro che si erano avventurati nello spoilerare accoppiamenti che non si sono verificati.
Riteniamo improbabile che i cantanti abbinati siano stati la prima scelta dei cantanti in gara, alcuni duetti ispirano curiosità, altri sembrano strizzare l’occhio alla compagine governativa a cui volente o nolente la Rai deve andare incontro. Le scelte di Pupo e Morgan appaiono scelte più di opportunità che artistiche, a loro si vanno ad aggiungere Cristina D’Avena, volto mainstream legato all’infanzia di coloro che adesso hanno tra i trenta e i cinquanta e poi l’onnipresente Fagnani proposta in tutte le salse, che dopo essersi trasformata da giornalista d’inchiesta in conduttrice a cui non dispiace il trash, ha ben pensato di proporsi in un duetto canoro ritornando all’Ariston in un’altra veste dopo averlo condotto nel 2023.

La lista dei duetti di Sanremo 2026
Di seguito la lista dei duetti della serata cover, così come comunicata da Carlo Conti il 31 gennaio:
Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma in Quello che le donne non dicono; le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena in Occhi di Gatto; Chiello con Morgan in Mi sono innamorato di te; Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso in Su di noi; Ditonellapiaga con TonyPitony in The Lady is a Tramp; Eddie Brock con Fabrizio Moro in Portami via; Elettra Lamborghini con Las Ketchup in Aserejé; Enrico Nigiotti con Alfa in En e Xanax; Ermal Meta con Dardust in Golden hour; Fedez & Masini con Stjepan Hauser in Meravigliosa creatura; Francesco Renga con Giusy Ferreri in Ragazzo solo, ragazza sola; Fulminacci con Francesca Fagnani in Parole parole.
E ancora:
J-Ax con Ligera Country Fam in E la vita, la vita; Lda & Aka7even con Tullio De Piscopo in Andamento lento; Leo Gassmann con Aiello in Era già tutto previsto; Levante con Gaia in I maschi; Luchè con Gianluca Grignani in Falco a metà; Malika Ayane con Claudio Santamaria in Mi sei scoppiato dentro al cuore; Mara Sattei con Mecna in L’ultimo bacio; Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas in Il mondo; Michele Bravi con Fiorella Mannoia in Domani è un altro giorno; Nayt con Joan Thiele in La canzone dell’amore perduto; Patty Pravo con Timofej Andrijashenko in Ti lascio una canzone.
E per finire:
Raf con The Kolors in The Riddle; Sal Da Vinci con Michele Zarrillo in Cinque giorni; Samurai Jay con Belen Rodriguez e Roy Paci in Baila Morena; Sayf con Alex Britti e Mario Biondi in Hit the Road Jack; Serena Brancale con Gregory Porter e Delia in Besame Mucho; Tommaso Paradiso con gli Stadio in L’ultima luna; Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band in Vita.
Un festival con tanti punti interrogativi
Sanremo 2026 si presenta con tanti punti interrogativi, Carlo Conti continua a definirlo un festival “baudiano” quasi a volersi nascondere dietro a un monumento. I due possono essere simili nella conduzione ma non nel temperamento, Baudo rischiava mettendosi contro la stessa azienda pur di portare avanti le proprie idee, i suoi Sanremo guardavano avanti e la stessa trasformazione in evento come è adesso si deve a lui.
Carlo Conti è un aziendalista convinto, ha organizzato un festival democristiano senza canzoni politiche e con poco sociale per non suscitare polemiche, senza comici di rottura e inserendo cantanti come co-conduttori tenendo a distanza i tanti personaggi Rai che quel palco lo meriterebbero. Sanremo come lo metti metti tira sempre, per una settimana totalizza l’attenzione, ma tra un festival di successo e un festival da ricordare la differenza è enorme.
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