Sanremo 2026, l’urlo di mamma Erica: “Achille Lauro canti Perdutamente per mio figlio”. L’appello che commuove il web
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La tragedia di Crans-Montana approda alle porte del Festival. Dopo l’addio straziante ad Achille Barosi, nasce una mozione popolare: portare sul palco di Sanremo 2026 la musica che lenisce il dolore.
Di fronte alla morte di un figlio, le parole spesso falliscono. Resta il silenzio, o resta la musica. Ed è proprio la musica ad aver trasformato il funerale del giovane Achille Barosi, una delle vittime del tragico incendio al Constellation di Crans-Montana, in un momento di commozione collettiva che sta facendo il giro d’Italia.

Sul sagrato della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, mamma Erica ha scelto di non arrendersi al silenzio. Ha intonato, con voce ferma e rotta dal pianto, le note di Perdutamente, uno dei brani più intensi di Achille Lauro.
Ora, quel canto privato è diventato un appello pubblico rivolto a Carlo Conti: portare Lauro e quella canzone sul palco dell’Ariston.
Il video che ha commosso l’Italia: un coro per Achille
Le immagini sono nitide, potenti e dolorose. Mamma Erica, appoggiata alla bara bianca del figlio, canta a squarciagola. Non è sola: intorno a lei, gli amici di scuola, i parenti e i compagni di Achille si uniscono in un coro spontaneo.
È un atto di ribellione contro un destino assurdo, un modo per tenere il figlio ancora un po’ lì, tra le note di una canzone che amavano profondamente.
“Cantavamo insieme a squarciagola quel brano in macchina quando andavamo a trovare i nonni”, ha raccontato Erica all’uscita dalla Basilica.
“Ha contenuti bellissimi, Achille Lauro è un artista molto sensibile. Ascoltatene bene il testo. È tanta roba”. Una connessione, quella tra il giovane scomparso e l’artista romano, che va oltre il nome condiviso.
La tragedia di Crans-Montana e il dolore che non si spegne
L’incendio del Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, è una ferita ancora aperta. Una tragedia che ha spezzato vite giovanissime e lasciato famiglie nel baratro. In questo contesto, la figura di Achille Lauro emerge non solo come quella di un idolo pop, ma come un punto di riferimento emotivo.
Lo stesso cantante ha voluto manifestare la sua vicinanza con un messaggio carico di umanità: “È una sofferenza che tocca tutti e che sentiamo anche nostra, qualcosa che va oltre le parole e troppo grande persino da immaginare. Vi sono vicino con tutto l’amore possibile”.
Parole che confermano quella sensibilità che mamma Erica ha riconosciuto nell’artista.
La mozione popolare: “Achille Lauro a Sanremo 2026”
Dall’emozione di un funerale è nata una vera e propria spinta dal basso. Sui social, in particolare su Instagram, l’hashtag #AchilleLauroSanremo sta diventando virale.
A farsi portavoce di questa richiesta è anche il giornalista e opinionista Roberto Alessi, che ha lanciato un appello diretto a Carlo Conti, direttore artistico del prossimo Festival della Canzone Italiana.
L’obiettivo è chiaro: invitare Achille Lauro a eseguire Perdutamente durante una delle serate di Sanremo 2026.
Non come una semplice performance, ma come un tributo solenne a Achille Barosi e a tutte le vittime di Crans-Montana. Un momento di memoria per chi non c’è più e di forza per chi, ancora oggi, sta lottando negli ospedali contro le conseguenze di quel terribile incendio.

Perché “Perdutamente” è il manifesto di un dolore generazionale
Rileggendo i versi del brano, si comprende perché mamma Erica lo abbia scelto come ultimo saluto:
«Ed ogni notte c’è chi poi vorrebbe soltanto una donna… Ed ogni giorno c’è chi dice basta, ed a casa non torna…»
Parole che oggi, dopo i fatti della Svizzera, risuonano con una tragica letteralità. Quel “non tornare a casa” è la realtà brutale vissuta dalla famiglia Barosi.
Portare questo brano all’Ariston significherebbe dare cittadinanza al dolore di una nazione intera, trasformando una tragedia privata in un momento di riflessione collettiva sulla fragilità della vita.
Il testimone ora passa a Carlo Conti. Il pubblico ha già deciso: quel coro nato davanti a Sant’Ambrogio merita di risuonare nella kermesse più importante d’Italia. Per Achille, e per tutti i ragazzi che “non sono tornati a casa”.
