Sanremo Giovani, il televoto premia Nicolò Filippucci, ma la stampa è tutta per Angelica Bove
#image_title
Come previsto ad incidere sul risultato finale di Sanremo Giovani è stato il televoto. Nicolò Filippucci ha vinto grazie al grande consenso popolare acquisito durante la sua esperienza ad Amici, che in verità avrebbe vinto se Queen Mary non avesse trasformato un talent in un reality show, prediligendo le storielle tra adolescenti al talento. Laguna, il brano che Filippucci ha presentato a Sanremo Giovani è potente, ben strutturato, adatto a far centro nel cuore delle adolescenti che lo seguono e a dare soddisfazione a chi cercava una rivalsa nel disastro perpetrato da De Filippi con la eliminazione del giovane dal serale di Amici.
Secondo posto per Angelica Bove, la cantautrice romana ha convinto tutti con la sua Mattone, un brano intimo, struggente e molto personale, con cui ha messo in musica la sua risalita attraverso un percorso difficile e doloroso, alcuni passaggi del suo brano sono veri e propri pugni nello stomaco: “stare male in modo normale” o “da fuori noi ci somigliamo come i cani coi padroni, ma non ci capiamo come figli e genitori”, un brano che ha messo d’accordo entrambe le sale stampa del Festival di Sanremo, che hanno assegnato a Bove il premio della critica intitolato alla grande Mia Martini.

Sanremo Giovani
Si conclude così un contest non contest, nelle intenzioni un modo per valorizzare i giovani, ma nella realtà un format relegato in terza serata ben oltre la mezzanotte e frequentato da ragazzi che già bazzicano il mondo musicale. Tra l’altro non è neanche chiara la distribuzione dei cantanti tra big e nuove proposte, dato che alcuni inclusi nel girone dei giovani hanno già certificato e altri tra i big sono forti solo del loro seguito social.
Per il futuro sarebbe consigliabile un format più realistico e ben organizzato e soprattutto, lasciatecelo dire, un po’ meno pilotato, la regola dell’uno contro uno con abbinamenti editoriali e senza sorteggio lascia campo a dubbi e opacità, un esperimento non riuscito e anche poco rispettoso verso chi vi partecipa. Ci penserà il nuovo direttore artistico a mettere ordine? Ci auguriamo di sì, mentre Sanremo 2026 continua sempre più ad assumere le sembianze di un Festival di transizione.

About The Author
