Scuola, proteste contro la rivoluzione di Valditara, nei licei potrebbero sparire Marx e Spinoza dai programmi di filosofia
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La revisione dei programmi scolastici proposta dal ministro dell’Istruzione Valditara per quanto riguarda i programmi dei licei, ha sortito non poche polemiche. La scorsa settimana la levata di scudi ha riguardato il programma di letteratura: la Commissione ministeriale preposta alle revisione dei programmi di studio, aveva suggerito una diversa collocazione per lo studio dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.
Secondo la Commissione presieduta dal prof. Claudio Giunta, docente di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Torino, il romanzo scritto da Alessandro Manzoni, che generazioni di studenti hanno studiato il secondo anno di liceo, dovrebbe essere ricollocato al quarto anno, quando si studia il periodo storico narrato nell’opera manzoniana.
Nella bozza con le indicazioni, la Commissione suggerisce: “I Promessi Sposi non sono più un “classico contemporaneo”. Al secondo anno del biennio, a discrezione dell’insegnante, in alternativa al romanzo di Manzoni sarà pertanto possibile far leggere integralmente agli studenti altri libri meno complessi dal punto di vista linguistico”.
Un suggerimento che è stato interpretato dai media e da una parte dell’opinione pubblica come una cancellazione definitiva del romanzo dei programmi scolastici, ma l’interpretazione è stata smentita dallo stesso ministro. Valditara ha specificato che si tratta di una semplice proposta, redatta peraltro da una commissione e che quindi non è opera sua.

Il chiarimento di Valditara sullo studio dei Promessi Sposi
In una lettera a Repubblica, quotidiano che aveva divulgato l’idea ministeriale di togliere I Promessi Sposi dai programmi, Valditara ha risposto: “Sono riflessioni di un gruppo di lavoro coordinato dal professore Claudio Giunta, senz’altro rispettabili e che non intendono affatto svalutare l’importanza dell’opera manzoniana, ma che non necessariamente condivido”.
Pertanto contrariamente a quanto divulgato da alcune fonti giornalistiche, la proposta non prevede l’esclusione del romanzo di Manzoni dai programmi, ma una collocazione più avanti nel percorso di studi.
Proteste per i programmi di filosofia
Altra protesta riguarda i nuovi programmi di filosofia nei licei, 60 professori e intellettuali, tra i quali anche Massimo Cacciari, Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri, in una lettera aperta hanno lamentato la mancanza di autori quali Marx e Spinoza, Fichte e Schelling.
Per i firmatari l’eliminazione di taluni pensatori costituisce un disastro per la formazione culturale e critica di chi si avvicina allo studio di filosofia pertanto ne richiedono una presenza significativa. La bozza è consultabile fino al 31 maggio, l’obiettivo è quello di far partire la riforma dall’anno scolastico 2027/2028.
Infine secondo i firmatari della lettera, la lista degli autori che appare nei nuovi programmi sconta “più di un debito nei confronti di quel fantasioso progetto di ’egemonia culturale’ che un governo in ritirata tenta di lasciare, a legislatura quasi conclusa, come polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e, soprattutto, alle nuove generazioni”
La replica della commissione
In risposta ai firmatari dell’appello, la pedagogista Loredana Perla, presidente della Commissione per la revisione dei programmi scolastici, nel ringraziare per le riflessioni ha sottolineato: “Questo è infatti il momento in cui sta avvenendo una democratica consultazione con tutte le persone interessate alla migliore formulazione delle Indicazioni Nazionali e ogni contributo verrà tenuto in considerazione”.
La pedagogista ha poi aggiunto che nei giorni scorsi si è svolto un incontro con tutte le associazioni che in Italia si occupano di filosofia: “nell’ambito del quale, oltre all’apprezzamento per l’impostazione delle Indicazioni, sono state avanzate utili proposte di modifica”. Non resta quindi che attendere il documento definitivo.

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