Serena Bortone: “La mia TV tra valori e libertà”, l’abbraccio con Antonella Clerici
#image_title
L’atmosfera di È sempre mezzogiorno ! si è tinta di una complicità speciale con l’arrivo di Serena Bortone. Ospite dell’amica Antonella Clerici, la giornalista e conduttrice ha aperto il suo cuore, portando con sé non solo la sua consueta verve intellettuale, ma anche le pagine del suo nuovo libro intitolato “Le dirimpettaie”.
In un dialogo che ha abbandonato i ritmi serrati della cronaca per abbracciare quelli dolci di un’altalena in studio, le due “sorelle” della televisione italiana hanno esplorato i temi della libertà femminile, dei legami indissolubili e del valore del servizio pubblico.
La visione della TV e il futuro professionale
Nonostante il successo radiofonico e letterario, la curiosità sul ritorno di Serena Bortone alla conduzione televisiva resta alta. Interpellata direttamente da Antonella Clerici sulla mancanza di un programma tutto suo, la giornalista ha offerto una riflessione lucida sul suo futuro e sulla sua idea di comunicazione.
Bortone ha ammesso di non sentire la mancanza della propria immagine video in quanto tale, definendosi una persona “piena di moltitudini” e di interessi che la tengono impegnata.
Tuttavia, ha confessato con sincerità che ciò che realmente le manca è la possibilità di raccontare e veicolare il proprio “piano valoriale” attraverso il mezzo televisivo.
Per Serena Bortone, la televisione nel servizio pubblico non è solo intrattenimento, ma deve essere intesa come una missione di inclusione e, in un certo senso, pedagogica.
La sua visione si fonda sulla capacità di fare compagnia, sull’empatia verso il pubblico e sulla consegna di contenuti che possano aiutare le persone ad affrontare le difficoltà della vita attraverso la complicità e il sorriso.
Attualmente impegnata ogni giorno su Radio 2 con il programma Stai Serena, la conduttrice ha sottolineato quanto ami la dimensione confidenziale della radio, nonostante l’attuale tendenza a voler filmare ogni momento negli studi. S
econdo Bortone, l’obbligo del video in radio rischia di rompere la magia del “senza trucco e parrucco”, un’autenticità che lei difende con forza.
Per lei, la missione di chi fa comunicazione è quella di entrare nelle case con rispetto, misurando il tono e intuendo lo stato d’animo di chi sta dall’altra parte dello schermo o del microfono.
“Le dirimpettaie”: un’epica della quotidianità femminile
L’occasione dell’incontro è stata anche la presentazione del romanzo Le dirimpettaie, un’opera che Antonella Clerici ha dichiarato di aver letto “tutto d’un fiato”.
Il libro racconta la storia di tre donne — Gabriella, Tina e Maria — che cercano la propria libertà in un arco temporale che va dagli anni Sessanta fino al fatidico Capodanno del 2000.
Si tratta di un racconto ispirato alle storie vere delle amiche di sua madre e a tutte quelle figure femminili che hanno guidato la Bortone nel percorso verso l’autenticità e la definizione della propria identità.
Serena ha spiegato di aver voluto costruire un’epica della quotidianità per rendere omaggio a quelle donne che, negli anni Cinquanta e Sessanta, non avevano la possibilità di scegliere una carriera fuori casa.
In un’epoca in cui il destino era spesso segnato dal matrimonio e dai figli per dovere, queste donne hanno comunque dimostrato un coraggio straordinario nel cercare l’autoaffermazione.
Attraverso le vicende delle protagoniste, l’autrice esplora diverse sfaccettature dell’animo umano: Gabriella rappresenta la parte più cerebrale e analitica; Maria incarna il cuore e la lotta contro un marito giudicante che cerca di sminuirla; Tina, infine, vive una passione talmente forte da infrangere i tabù dell’epoca, legandosi all’ex fidanzato della figlia.
È un inno alla capacità di riprendersi il proprio destino, sottolineando che oggi è più facile scegliere, ma il desiderio profondo di essere libere resta il motore di ogni donna.

Il potere della sorellanza
Un altro tema centrale del dialogo è stato quello della sorellanza, un concetto che Serena vive quotidianamente e che traspare chiaramente nel libro.
La giornalista ha voluto smontare lo stereotipo delle donne sempre in competizione o litigiose, citando l’esempio delle “sorellastre” delle favole come un modello negativo da superare.
Al contrario, sostiene che se si esercita la sorellanza con generosità, questa torna sempre indietro come un dono prezioso.
Il concetto di “dirimpettaie” nel romanzo riflette proprio questa necessità di confronto e mutuo soccorso. A sorpresa, durante la trasmissione è intervenuto un videomessaggio di Barbara Faria, storica amica e vicina di casa di Serena, che l’ha definita un “affetto stabile” e una compagna insostituibile di caffè e confidenze.
Questo momento ha sottolineato come la vera felicità si raggiunga quando si è capaci di vivere appieno il presente, dimenticando per un attimo i successi professionali e i doveri per rifugiarsi nell’autenticità degli affetti.
Antonella e Serena hanno concluso con l’augurio che il libro possa presto diventare una serie TV, per raccontare non solo le storie di queste donne, ma anche un pezzo fondamentale della storia italiana, tra terrorismo, referendum sul divorzio e cambiamenti di costume.
