Serena Brancale, dal fallimento a Sanremo al successo con “Baccalà”
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Serena Brancale oggi è una delle voci più originali della musica italiana contemporanea. Ma dietro il suo successo c’è una storia fatta di gavetta, dolore personale, rinascita artistica e un ritorno trionfale sul palco di Sanremo.
Classe 1989, nata a Bari, cresciuta tra le influenze musicali di una madre venezuelana e il carisma di un padre ex calciatore, Serena è riuscita a trasformare un percorso in salita in una carriera che oggi la rende unica.
Gli inizi tra flamenco, violino e provini a vuoto
Sin da piccolissima, Serena era una performer nata. Cantava, ballava, recitava e organizzava spettacoli casalinghi con le amiche, indossando i vestiti della madre.
Fu proprio la madre, musicista appassionata, a guidare i suoi primi passi artistici, insegnandole flamenco, danza del ventre e balli latinoamericani.
La musica diventa presto studio: violino, canto jazz e la disciplina di chi ha un talento da coltivare. A 14 anni è già sul set di un film di Alessandro Piva, suo cognato.

Ma non tutto fila liscio. I provini cinematografici non vanno a buon fine – persino quello per The Passion di Mel Gibson – e anche la carriera musicale stenta a decollare. Dopo l’esclusione da X Factor nel 2009 e un primo Sanremo nel 2015 con Galleggiare, la delusione è grande. “Mi tremava la voce, la canzone era difficile. Ero impreparata”, racconta al Corriere della Sera con sincerità.
La caduta e la risalita: “Pensavo fosse finita”
Dopo l’insuccesso a Sanremo, Serena torna a Bari e si dedica all’insegnamento della musica. “Pensavo che sarebbe finita così”, ammette.
Nella quiete dell’insegnamento, analizza i testi di artisti come Mahmood, Mengoni ed Elisa insieme ai suoi studenti. Un lavoro dietro le quinte, lontano dai riflettori, che le regala serenità e consapevolezza.
Ma il destino aveva in serbo altro per lei. Nel 2024 pubblica Baccalà, un brano ironico e trascinante in dialetto barese, con sonorità elettroniche e un’estetica unica.
Il pezzo diventa virale, esplode sui social e le restituisce una visibilità inattesa. “Un giorno in metro, un ragazzino ascoltava Baccalà e mi ha riconosciuta: ho capito che qualcosa era cambiato”.
Il ritorno a Sanremo e il successo con Anema e core
Nel 2025, Serena torna a Sanremo con Anema e core, un brano che mescola dialetto, jazz, tradizione napoletana e identità barese. È un successo di pubblico e critica.
In coppia con Alessandra Amoroso nella serata delle cover canta If I Ain’t Got You di Alicia Keys, conquistando definitivamente il pubblico italiano.
Dopo Sanremo, arriva Serenata, ancora in duetto con la Amoroso, e nuovi progetti musicali e televisivi, tra cui la collaborazione con il programma Belve e il ruolo di giudice a Like a Star, talent show condotto da Amadeus.

La perdita della madre e il legame con le radici
Il 2020 segna il punto più doloroso della sua vita: la morte della madre. Serena conserva i suoi vestiti, le sue scarpe (condividono lo stesso numero, il 37), e ha perfino creato GIF da mandare ai fratelli per sentirla ancora vicina.
“Se loro sono giù di morale, mando lei, che significa: ti sto guardando, sii felice”.
Una cantautrice che non somiglia a nessuno
Jazz, elettronica, ironia, tradizione e un’identità fortemente radicata nel territorio rendono Serena Brancale una figura impossibile da incasellare.
È la cantautrice che insegna musica, che balla flamenco, che canta in dialetto e duetta con la Amoroso. Una donna solida, che ama la sua famiglia, il suo fidanzato pugile, e che guarda al futuro con i piedi per terra.
“Se un giorno smettessi di cantare, aprirei una scuola: la scuola della zia. Mi manca insegnare”, confessa. Perché, in fondo, Serena Brancale è rimasta quella ragazza che ballava in salotto con sua madre. Solo che ora, finalmente, tutti l’ascoltano.
