Serena Brancale e la rivoluzione pop soul: dai matrimoni in Puglia al successo di Baccalà
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La spontaneità è una dote rara nel panorama musicale contemporaneo, ma Serena Brancale ha dimostrato che proprio l’autenticità può diventare la chiave per scardinare le regole del mercato discografico. Ospite dell’episodio 157 del De Core Podcast, il celebre talk romano-centrico condotto da Alessandro Pieravanti e Danilo da Fiumicino, la cantautrice barese si è concessa una lunga e intima chiacchierata.
Tra ricordi d’infanzia, aneddoti culinari e profonde riflessioni sulla propria carriera, l’artista ha ripercorso le tappe che l’hanno portata a essere una delle voci più originali e poliedriche della scena attuale.
Il fenomeno Baccalà e il coraggio di giocare con la musica
C’è stato un momento preciso in cui la vita di Serena Brancale è cambiata radicalmente, e quel momento coincide con l’uscita di Baccalà.
Registrato quasi per gioco a bordo di un’auto nella zona del Gazometro a Roma insieme al producer Dropkick, il video del brano è diventato virale sui social network in pochissimi minuti, proprio nei giorni in cui l’attenzione mediatica era catalizzata dal Festival di Sanremo.
La cantautrice ha rivelato che non si aspettava una simile accoglienza per un pezzo nato senza alcuna strategia di marketing, ma concepito unicamente per portare la dimensione del gioco e della sperimentazione all’interno della scrittura musicale.
Prima di questa improvvisa esplosione di popolarità digitale, Serena Brancale aveva già alle spalle anni di solida formazione in conservatorio, masterclass e una lunga gavetta trascorsa a esibirsi nei piccoli club, ai matrimoni e nelle feste private in Puglia.
Questa ricca esperienza sul campo le ha permesso di gestire il successo improvviso con maturità e consapevolezza, trasformando un tormentone social nell’opportunità perfetta per mostrare al grande pubblico la complessità del suo intero universo artistico e la sua capacità di reggere il palco.

La sinergia tra soul internazionale e dialetto barese
Uno degli aspetti più affascinanti della produzione di Serena Brancale è la sua capacità di far dialogare generi apparentemente distanti come il soul, il jazz, la musica elettronica e il folklore tradizionale italiano.
L’artista ha spiegato che l’uso del dialetto barese rappresenta una scelta di profonda autenticità. Fin dagli inizi, ha sempre avvertito l’esigenza di contaminare i grandi classici della musica internazionale inserendo la propria lingua d’origine, come dimostrano le sue personali reinterpretazioni di brani iconici di icone della musica mondiale come Beyoncé o Aretha Franklin.
Secondo la cantautrice, l’attuale riscoperta dei dialetti nel mainstream musicale italiano non è una moda passeggera, ma il segno di una rinnovata apertura del mercato verso progetti di alta qualità tecnica.
Citando colleghi stimati come Géolier, la Nina e Marco Castello, l’artista ha sottolineato come la musica popolare stia finalmente superando i vecchi stereotipi legati a determinate produzioni commerciali, dimostrando che la tradizione può fondersi con strutture moderne e internazionali, richiamando persino le sonorità e i ritmi della musica brasiliana o cubana.
Il Tour Sacro e l’Esigenza di una Pausa Creativa
Il presente di Serena Brancale è fortemente legato al suo ultimo progetto discografico, intitolato Sacro, un album che dà anche il nome a un lungo e impegnativo tour che sta toccando le principali città italiane.
Il titolo scelto racchiude un profondo significato personale e artistico, poiché rappresenta un viaggio mentale e spirituale intrapreso dall’autrice per riscoprire le proprie radici, eliminando le rigide sovrastrutture accademiche tipiche di chi ha studiato musica sul pentagramma per ritrovare la totale libertà espressiva tra le note.
All’interno del disco trovano spazio capitoli intensi, tra cui una collaborazione con la sorella e due tracce speciali dedicate alla figura della madre.
Nonostante la grande energia che la dimensione live le restituisce, la cantante ha confessato ai microfoni del podcast il desiderio di concedersi una pausa prolungata al termine degli impegni estivi.
Avendo lavorato ininterrottamente fin da giovanissima senza mai vivere una vera vacanza nei mesi caldi, Serena sente ora la necessità di staccare la spina per viaggiare fisicamente verso mete stimolanti come il Brasile o Cuba.
Questo periodo di stop servirà all’artista per rigenerarsi, studiare nuovi strumenti musicali già acquistati, come la percussione egiziana Darbuka, e raccogliere nuove storie ed energie da poter raccontare nelle sue canzoni future.
