Tredici Pietro sfida il tempo con “La Fretta”: perché affondare, a volte, è l’unico modo per risalire
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Dopo il successo virale di Che Gusto C’è, l’artista bolognese torna con un brano intimo e corale, un manifesto generazionale che ci invita a smettere di correre.
In un’epoca dominata dalla performance a tutti i costi e dalla paura di restare indietro, Tredici Pietro sceglie di fermarsi. O meglio, sceglie di raccontare il paradosso della velocità con il suo nuovo singolo inedito, La Fretta, disponibile da venerdì 21 novembre per Epic Records/Sony Music Italy.
Il brano arriva dopo un’estate da protagonista sui palchi dei festival e dopo la certificazione disco d’oro per la collaborazione con Fabri Fibra, segnando un nuovo capitolo nel percorso di maturazione artistica iniziato con l’album Non Guardare Giù.

Il significato di La Fretta: un elogio alla lentezza
Il titolo è ingannevole, quasi una provocazione. Sebbene si chiami La Fretta, il brano è l’esatto opposto: è un invito a rallentare, a respirare e a prendersi cura di chi ci sta accanto.
Prodotto da un team d’eccezione composto da Sedd, Fudasca e dai Galeffi Bros, il pezzo nasce da una sessione corale in cui Tredici Pietro ha lavorato a stretto contatto con la sua band (A. Manzo, M. Cantagalli, Simone Eleuteri, Andrea Palmeri).
Il cuore del messaggio risiede nell’accettazione della propria vulnerabilità. Nel testo, l’artista esplora quella sensazione soffocante di dover sempre dimostrare qualcosa, di dover nascondere “l’abisso” che ci portiamo dentro. Pietro canta:
“Affondare è normale, è normale / Noi non siamo un aggeggio da buttare via”
Questa frase racchiude l’essenza del brano: affondare è umano. In una società che ci vuole sempre a galla, perfetti e produttivi, Tredici Pietro offre uno spazio sicuro (“safe space”) dove è concesso avere paura, dove il terrore non va nascosto ma affrontato un passo alla volta.
La “fretta di arrivare” diventa quindi il nemico da combattere, quella distrazione (“le luci di un casinò”) che ci impedisce di guardare davvero chi siamo.
Analisi del testo: tra luci al neon e buio interiore
Il testo si muove su un dualismo costante. Da una parte c’è il mondo esterno, rumoroso e giudicante (“discorsi inutili”, “essere gelosi”), dall’altra l’intimità dolorosa ma necessaria dell’individuo.
Versi come “Esci solo quando piove / Così nessuno ti guarda” evocano un’immagine potente di isolamento e protezione. La pioggia diventa un velo che nasconde le lacrime o il disagio, permettendo di essere se stessi senza il peso dello sguardo altrui.
La canzone è una presa di coscienza: non siamo fatti per “fotterci la testa”, ma per accettare che il vuoto, l’ultimo tuffo, fa parte del gioco.
Il “Non Guardare Giù Tour 2025”: un successo annunciato
L’uscita del singolo anticipa un momento d’oro per la carriera live dell’artista. Il “Non Guardare Giù Tour 2025”, prodotto da Trident Music, partirà a dicembre e si preannuncia incandescente. La conferma arriva dai botteghini: tutte le date annunciate sono già Sold Out.
Tredici Pietro porterà sul palco non solo le sue rime, ma una vera e propria esperienza musicale suonata, accompagnato dai suoi fedeli producer e musicisti: Fudasca al basso, Sedd ai synth, Andrea Palmeri alla batteria e Matteo Cantagalli a tastiere e chitarra.
Ecco gli appuntamenti dove i fan potranno ascoltare La Fretta dal vivo:
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5 Dicembre: Bologna, Estragon (Sold Out)
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6 Dicembre: Roma, Hacienda (Sold Out)
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8 Dicembre: Milano, Magazzini Generali (Sold Out)
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9 Dicembre: Milano, Magazzini Generali (Sold Out)
Con La Fretta, Tredici Pietro tende una mano alla sua generazione, ricordando che per non perdersi serve delicatezza, non velocità.
