Un futuro aprile, su Rai1 la strage di Pizzolungo, la storia di sofferenza e rinascita di Carlo Palermo e Margherita Asta. Le dichiarazioni di Francesco Montanari e Ludovica Ciaschetti
#image_title
Un futuro aprile è la fiction con cui la Rai anticipa le celebrazioni della Giornata della legalità, la fiction che la rete ammiraglia manderà in onda in prima serata giovedì 21 maggio e in contemporanea su Rai Play, rievoca dopo 41 anni la strage di Pizzolungo, nella quale a seguito di un attentato al giudice Carlo Palermo persero la vita Barbara Rizzo di 33 anni e i suoi figli, i gemellini Salvatore e Giuseppe Asta di soli 6 anni.
A sopravvivere oltre al giudice, l’altra figlia di Barbara, Margherita di 11 anni che quel giorno casualmente era andata a scuola con una amica, e il marito Nunzio Asta, ritrovatosi improvvisamente con la famiglia decimata e con una figlia da crescere. Il film che non vuole essere un biopic su Carlo Palermo, a cui Francesco Montanari che lo interpreta ha dato una propria anima, è una vera e propria denuncia sociale ed un invito alla memoria, a non dimenticare una pagina nera della storia italiana.
Oltre a Francesco Montanari nel cast sono presenti Ludovica Ciaschetti, che interpreta Margherita Asta da adulta, Aurora Menenti che dà il volto allo stesso personaggio da bambina e Peppino Mazzotta nel ruolo di Nunzio Asta. Insieme a loro nella fiction, Anna Ferruzzo, Denise Sardisco, Federica De Cola. Il soggetto e la sceneggiatura sono firmati da Graziano Diana che è anche il regista, Stefano Marcocci e Domenico Tomassetti con la collaborazione di Fabrizio Coniglio.

La storia
E’ il 2 aprile 1985, due auto, una dietro l’altra, viaggiano sulla strada che collega Pizzolungo a Trapani. In una c’è Barbara Asta con i due figli gemelli di sei anni, nell’altra il giudice Carlo Palermo, trasferito alla procura di Trapani solo pochi giorni prima. Le auto si affiancano per un attimo e proprio in quel momento l’autobomba parcheggiata sul lato della strada esplode seminando morte: il giudice Palermo viene ferito, mentre Barbara e i suoi gemelli non sopravvivono all’attentato.
Margherita Asta, 11 anni, si salva perché è a scuola, ma perde la madre e i fratellini in quella strage di mafia. Il padre, Nunzio, segue per anni le indagini della procura e i processi che accusano mandanti ed esecutori, senza che vengano identificati i veri colpevoli. Convinta inizialmente che la tragedia sia colpa del giudice, Margherita cresce tra dolore e ricerca di una giustizia che sembra non arrivare mai.
Dopo la morte del padre, si costituisce parte civile in un nuovo processo che porta finalmente alla condanna dei mandanti. Solo allora decide di incontrare Carlo Palermo, sopravvissuto ma devastato dal senso di colpa: il loro incontro diventa un momento umano e intenso di riconciliazione e rinascita. Il film tv “Un futuro aprile” è liberamente ispirato all’opera letteraria “Sola con te in un futuro aprile” di Margherita Asta e Michela Gargiulo edita da Fandango Libri.
Ludovica Ciaschetti: “Una storia a cui mi sono subito affezionata”
Ludovica Ciaschetti, giovanissima, classe 2002 dà il volto a Margherita Asta, l’attrice non è nuova a vestire sulle scene i panni di personaggi realmente esistiti, sua l’interpretazione di Elisa Claps nella serie tv che ne racconta la triste scomparsa. Intervistata da Il Tempio News, l’attrice ha raccontato come ha preparato il personaggio e cosa vorrebbe restasse di questo film.
“Il lavoro di preparazione e documentazione rispetto alla storia è stato il principio, soprattutto perché si trattava di una storia che non conoscevo bene e della quale mi sono sentita parte integrante nel momento in cui ho iniziato a documentarmi su quelle che sono state le vicende accadute, una storia alla quale mi sono immediatamente affezionata anche grazie alla grande generosità di Margherita (Asta ndr) nel condividere quello che è stato il suo percorso e la sua storia.
Vorrei che di questa storia rimanesse il senso di responsabilità rispetto a quello che ogni nostro gesto all’interno della società rappresenta, credo sia essenziale ricordarci che qualsiasi azione o parola, qualsiasi modo di agire ha conseguenze sugli altri ed è importante sentirci responsabili rispetto agli altri, sentirci consapevoli. Spero che arrivi questa consapevolezza, che quanto successo nel passato possa insegnarci a vivere il presente per costruire una società migliore, al cui centro ci sia l’empatia, in cui una vicenda come questa (Pizzolungo ndr) non si ripeta”.
Francesco Montanari: “Carlo Palermo è un uomo che si scopre profondamente fragile e non riesce a superare l’orrore che ha vissuto”
Francesco Montanari ha racconto a Il Tempio News il dramma emotivo e umano del suo personaggio, un giudice forte e intransigente che si scopre profondamente fragile.
“Carlo Palermo è un uomo che non è pronto a sostenere l’idea di una strage in quel senso, ovviamente parlo del personaggio a cui ho dato vita non si tratta di un biopic ma di una mia interpretazione, il mio personaggio ha messo anche in preventivo di morire, di rischiare la vita e anche di vedere persone accanto a lui cadere, ma persone che hanno fatto la stessa scelta.
Quando a morire sono persone che non hanno scelto di partecipare a quella lotta, quando a morire è una mamma con due bambini che lascia l’eredità dell’orrore a una figlia e a un padre, lui (Carlo Palermo ndr) scopre di essere estremamente fragile e non riesce a superare questo fantasma che piano piano cresce e lo divora a tal punto che inevitabilmente deve lasciare questa lotta attiva.
E’ un film che fa riflettere e di cui soprattutto vorrei rimanesse la memoria di questo fatto di cronaca (strage di Pizzolungo ndr) che comunque fa parte della nostra storia e il cittadino attuale è comunque figlio di quegli anni. In questo stato di impotenza che proviamo verso i poteri forti che dispongono e fanno il buono e cattivo tempo dove l’uomo è messo al di là dell’ultimo posto, queste storie possono risvegliare la consapevolezza che questa società esiste se è presente un collettivo di uomini e non di numeri”.

About The Author
