Venezia 82, tra cinema e coscienza: Jarmusch vince il Leone d’Oro, ma è “The Voice of Hind Rajab” a scuotere il festival
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Venezia 82: La 82ª Mostra del Cinema di Venezia si è conclusa con una cerimonia intensa, segnata da forti emozioni e accese discussioni politiche.
Se il Leone d’Oro è andato a Jim Jarmusch per Father Mother Sister Brother, film intimista sulle dinamiche familiari tra genitori e figli adulti, è stato il potente docu-fiction The Voice of Hind Rajab della tunisina Kaouther Ben Hania a conquistare il cuore e la coscienza del pubblico.
Il trionfo silenzioso di Jarmusch
Conosciuto per il suo stile minimale e disilluso, Jarmusch ha sorpreso con un’opera intima e rarefatta, lontana dagli slanci emotivi di altri concorrenti.
Father Mother Sister Brother esplora il legame tra genitori emotivamente distanti e figli ormai adulti, in un racconto che molti critici hanno definito “filiforme ma profondamente empatico”.
“Un onore inatteso”, ha dichiarato il regista durante la premiazione. “Venezia celebra la diversità dei registi. L’arte è empatia”. Il film ha ricevuto sei minuti di standing ovation, un tempo inferiore rispetto ad altri titoli in concorso, ma sufficiente a convincere la giuria presieduta da Alexander Payne.
The Voice of Hind Rajab: l’urlo che ha scosso Venezia
Diverso il destino per The Voice of Hind Rajab, applauditissimo con 24 minuti di standing ovation e accolto con un’aura di commozione e tensione civile raramente vista alla Mostra.
Il film racconta la storia vera della bambina palestinese di cinque anni rimasta intrappolata in un’auto colpita dal fuoco dell’esercito israeliano durante l’attacco a Gaza nel gennaio 2024. Il dramma si sviluppa attorno alla registrazione audio reale della telefonata in cui la piccola implora i soccorritori di “venire a prenderla”.
“La sua voce continuerà a risuonare finché giustizia non sarà fatta”, ha detto Ben Hania. Ha poi dedicato il premio “alla Mezzaluna Rossa Palestinese e a chi rischia la vita ogni giorno a Gaza per salvare vite”. La regista non ha usato mezzi termini nel denunciare “il genocidio del criminale governo israeliano”.
Il film ha vinto il Gran Premio della Giuria, ma molti hanno letto l’assenza del Leone d’Oro come una rinuncia della giuria a prendere una posizione netta.
Le accuse di “codardia morale” si sono moltiplicate sui social e nei media, ma come ha ricordato un commentatore: “Le giurie scendono a compromessi, e ogni premio è, in fondo, una scappatoia”.
Gli altri vincitori: tra emozioni e impegno
L’Italia brilla con Toni Servillo, vincitore della Coppa Volpi per il miglior attore grazie alla sua interpretazione in La Grazia di Paolo Sorrentino. L’attore ha colto l’occasione per un discorso vibrante a favore della Palestina: “Ammirazione per chi ha scelto di mettersi in mare per portare un segno di umanità là dove la dignità è vilipesa”.
Il Premio Speciale della Giuria è andato a Gianfranco Rosi per Sotto le nuvole, un documentario che testimonia le atrocità dei conflitti.
Il regista ha sottolineato: “I documentaristi guardano, filmano, raccontano. Sono testimoni quando il mondo si gira dall’altra parte”.
Benny Safdie ha conquistato il Leone d’Argento per la Miglior Regia con The Smashing Machine, un film sulle fragilità di un lottatore MMA, interpretato da Dwayne Johnson, alle prese con la pressione della vittoria.
Emozionante anche Xin Zhilei, vincitrice della Coppa Volpi per la miglior attrice con The Sun Rises on Us All, e Luna Wedler, premiata come attore emergente per A Silent Friend di Ildikó Enyedi.
Il cinema come lente sul mondo
A Venezia 82, i riflettori non si sono fermati al glamour. Oltre alle star sui red carpet — tra cui Julia Roberts, George Clooney, Jude Law (interprete di Vladimir Putin ne Il Mago del Cremlino) — sono stati i film ad accendere il dibattito.
Titoli come A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, un thriller sul rischio nucleare, o Bugonia di Yorgos Lanthimos sull’emergenza climatica, hanno confermato che il cinema è sempre più uno strumento per interpretare il caos contemporaneo.
Anche il presidente della giuria Alexander Payne, pur cercando di restare “apolitico”, ha dovuto confrontarsi con le polemiche su The Voice of Hind Rajab e con i presunti malumori interni alla giuria.
Alla domanda sulla possibile minaccia di dimissioni di un giurato, ha risposto con cautela: “Credo che sappiamo… di non credere a tutto ciò che leggiamo online”.
Venezia 82 è stata una resa dei conti culturale, una riflessione collettiva sulla funzione dell’arte in tempi di guerra, crisi umanitarie e minacce globali. Se Father Mother Sister Brother ha vinto il premio ufficiale, The Voice of Hind Rajab ha vinto quello della memoria. E, forse, quello della storia.
Tutti i vincitori:
- Leone d’Oro per il Miglior film: Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch
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Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria: The Voice of Hind Rajab (Ṣawt al-Hind Rajab) di Kaouther Ben Hania
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Leone d’Argento – Premio speciale per la Miglior regia: Benny Safdie per The Smashing Machine
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Coppa Volpi per la Migliore interpretazione femminile: Xin Zhilei nel film Rì guà zhōng tiān (The Sun Rises on Us All) di Cai Shangjun
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Coppa Volpi per la Migliore interpretazione maschile: Toni Servillo nel film La grazia di Paolo Sorrentino
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Premio per la Miglior sceneggiatura: Valérie Donzelli e Gilles Marchand per il film À pied d’œuvre (At Work) di Valérie Donzelli
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Premio Speciale della Giuria: Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi
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Premio Marcello Mastroianni a attore o attrice emergente: Luna Wedler nel film Silent Friend (Stille Freundin) di Ildikó Enyedi
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Premio Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis: Short Summer, di Nastia Korkia
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Premio degli Spettatori Armani beauty: Calle Malaga di Maryam Touzani
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Premio Orizzonti per il Miglior Film: En el camino di David Pablos Premio
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Premio Orizzonti per la Migliore Regia: Anuparna Roy per Songs of Forgotten Trees
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Premio Speciale della Giuria Orizzonti: Harà Watan, di Akio Fujimoto
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Premio Orizzonti per la migliore attrice: Benedetta Porcaroli per il film Il rapimento di Arabella, regia di Carolina Cavalli
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Premio Orizzonti per il migliore attore: Giacomo Covi per il film Un anno di scuola, di Laura Samani
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Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura: Hiedra, di Ana Cristina Barragán
