X Factor 2025: a Napoli trionfa la tecnica di Rob, ma il cuore era altrove
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La cornice è quella delle grandi occasioni, di quelle che tolgono il fiato. Una Piazza del Plebiscito gremita e vibrante ha accolto l’atto conclusivo di X Factor 2025, trasformando Napoli nel centro nevralgico della musica italiana per una notte.
I quattro talenti rimasti in gara, a nostro avviso i più meritevoli di questa edizione, si sono sfidati all’ultima nota per conquistare il titolo.
Tuttavia, mentre i coriandoli cadevano sul vincitore, la sensazione rimasta nell’aria è stata agrodolce. Il pubblico sovrano ha premiato Rob, del team Paola Iezzi, ma la narrazione della serata ci ha raccontato una storia diversa, fatta di emozioni, colori e tensioni sotterranee.
Prima Manche: L’emozione contro la tecnica
La gara si apre con la manche “My Song”, il biglietto da visita emotivo dei concorrenti. A rompere il ghiaccio è EroCaddeo (Team Achille Lauro), che osa toccare un mostro sacro: Adriano Celentano. La sua versione di L’emozione non ha voce è stata profetica: l’emozione, questa sera, aveva la voce di questo ragazzo. L’intera piazza ha cantato con lui, creando un momento di connessione rara che ha fatto vibrare i sanpietrini di Napoli.
A seguire Delia (Team Jake La Furia) ha giocato in casa—o quasi—portando Cu’ MMe! di Roberto Murolo e Mia Martini. Una prova di coraggio superata brillantemente: brava, intensa e credibile anche nel dialetto napoletano, un terreno scivoloso per molti ma non per lei.
Poi è arrivato il turno di Rob (Team Paola Iezzi) con Città vuota di Mina. Qui emergono le prime perplessità: Rob è un’esecutrice ottima, forse la più precisa, ma è apparsa carente sul piano interpretativo. Nelle note basse ha mostrato qualche difficoltà e, nonostante la perfezione formale, il brivido non è arrivato.
Tutto il contrario di PierC (Team Francesco Gabbani), che con Shallow ha dimostrato di possedere la voce con più “colori” tra i finalisti, scivolando agilmente tra le tonalità e riempiendo la scena.
L’intermezzo Pausini: una scelta che divide
Prima di passare alla seconda fase, il palco ha accolto la prima super ospite: Laura Pausini. La star ha proposto Ritorno ad amare (brano di Biagio Antonacci), ma l’esibizione ha lasciato l’amaro in bocca.
Tra costumi dei ballerini che citavano Freddie Mercury e un battito di mani in stile We Will Rock You, la scelta stilistica è apparsa confusa. Ma a pesare sono state le imperfezioni vocali: non è stata la Laura che conosciamo, e le imprecisioni sono state troppe per passare inosservate in una finale di questo calibro.
Seconda Manche: Il Best Of e la conferma dei valori
Nella manche dei “cavalli di battaglia”, i nodi sono venuti al pettine. Rob ha aperto le danze confermando il giudizio precedente: tecnicamente ineccepibile sulle note alte, ma con una voce priva di colore, incapace di raccontare una storia al di là del pentagramma. Gli acuti, per quanto potenti, non bastano a fare un artista.
Di tutt’altra pasta la performance di PierC, che ha mostrato una crescita esponenziale anche nello standing scenico—spesso suo tallone d’Achille e oggetto di critiche da parte di Lauro.
Questa sera, PierC è stato intoccabile. Stesso discorso per EroCaddeo: delicato, sensibile, moderno. Un artista che emoziona senza urlare, incarnando appieno la visione del suo giudice.
Chiude la manche Delia con una versione di Sei Bellissima di Loredana Bertè che resterà negli annali. Probabilmente una delle esibizioni più belle e potenti dell’intera edizione 2025.
Dopo l’esibizione di Jason Derulo (chissà se Achille Lauro avrà avuto da ridire anche sul suo standing?), si è passati al momento decisivo.
Terza Manche: Gli inediti svelano la verità
È sugli inediti che si gioca il futuro discografico, e qui le distanze si sono fatte abissali. Delia ha proposto Sicilia Bedda, il pezzo più coraggioso della serata, rivendicando radici e identità.
EroCaddeo ha cantato Punto: indubbiamente il brano più centrato, radiofonico e interessante del lotto. Un pezzo che ha tutte le carte in regola per funzionare in streaming e in radio.
PierC ha portato Neve sporca. Un brano “diesel”, che non convince subito ma cresce ascolto dopo ascolto, acquistando una forza inaspettata.
E Rob? Il suo inedito, Cento ragazze, è risultato il più banale. Un brano che non aggiunge nulla al panorama musicale attuale e che conferma la sua natura di ottima esecutrice, priva, però, di colori.
Il Verdetto e le Pagelle ai Giudici
Assecondando i pronostici, il pubblico ha deciso: Rob è la vincitrice di X Factor 2025. Una vittoria della tecnica sulla pancia, della forma sulla sostanza emotiva che invece straripava in EroCaddeo e Delia.
Ma X Factor non è solo concorrenti, è anche tavolo dei giudici. E qui il bilancio è chiaro:
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Paola Iezzi: La vera vincitrice morale. Promossa a pieni voti, sempre puntuale, accogliente, mai tagliente gratuitamente. Ha portato la sua concorrente alla vittoria con eleganza.
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Jake La Furia: La quota ironica necessaria per alleggerire la tensione. Schietto e divertente.
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Francesco Gabbani e Achille Lauro: Discorso complesso per i due antagonisti. Gabbani è apparso mai pienamente a suo agio nel format. Lauro, al contrario, è sembrato compiaciuto come non mai. Ma ciò che è emerso è stato l’attrito tra i due: celata da una calma apparente e da un finto buonismo, l’antipatia reciproca era palpabile. Gli abbracci e le scuse pubbliche sapevano di facciata, residui di uno scontro—a tratti prepotente—visto in semifinale.
Una menzione d’onore va a Giorgia. La conduttrice è stata impeccabile: ha sempre cercato di dare spazio ai concorrenti, tutelando il loro benessere psicologico e mantenendo il focus sulla musica, senza mai cedere al protagonismo che spesso affligge chi ricopre quel ruolo (e qualche giudice).
X Factor 2025 si chiude così: con una vincitrice tecnicamente dotata ma artisticamente ancora da mettere a fuoco, e con la consapevolezza che, forse, i veri diamanti grezzi erano altri. Ora la palla passa al mercato discografico.
