X Factor 2025: Mayu eliminata. Il terzo live a tema anni ’90 infuoca la gara
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Il terzo Live di X Factor 2025, interamente dedicato ai successi degli anni ’90, aveva promesso un’esplosione di nostalgia. Quello che abbiamo ricevuto, invece, è stata una serata che ha mescolato picchi altissimi ad esibizioni decisamente sottotono, culminata con l’eliminazione, tutto sommato prevedibile, di Mayu (Team Paola Iezzi).
Finalmente, però, si è visto un po’ di confronto acceso tra i giudici. Ci voleva.
Il gesto di Achille Lauro e la tensione che sale
Prima di entrare nel merito, registriamo il tentativo di distensione: Lauro ha offerto un fiore a Giorgia, chiudendo il siparietto polemico della scorsa settimana. Bene, passiamo alla musica.
La prima manche si è aperta con Tomasi (Team Jake La Furia). La scelta di Don’t Look Back in Anger degli Oasis era ambiziosa, ma il risultato ha disatteso le aspettative. Francamente, sembrava una brutta imitazione di Liam Gallagher (il brano originale è cantato da Noel Gallagher), con un inglese traballante.
Il coraggio di lasciare il pianoforte per quella chitarra (e quel solo…) è stato mal riposto. Ed è qui che la giuria si è finalmente svegliata, scontrandosi in modo acceso. Era ora.
Poi è arrivato EroCaddeo (Team Achille Lauro) con Uomini Soli dei Pooh, e ha rialzato il livello. Emozione pura, esibizione perfetta, un arrangiamento che ha valorizzato il brano. Un momento di vera musica.
Purtroppo, la qualità è crollata di nuovo con Mayu (Team Paola Iezzi) e One degli U2. È partita decentemente, ma nel finale si sono palesati tutti i suoi limiti, sia nell’intonazione che, purtroppo, nella pronuncia. L’intenzione profonda di un pezzo così iconico non è arrivata.
Pierc (Team Francesco Gabbani), con I Don’t Want to Miss a Thing degli Aerosmith, ha raccolto una standing ovation. Dal punto di vista tecnico era ineccepibile. Ma l’emozione, l’anima di quella power ballad non è arrivata tutta.
E chiudiamo la prima parte con Rob (Team Paola Iezzi) e What’s Up? dei 4 Non Blondes. L’ha trasformata in una versione adolescenziale, un po’ Avril Lavigne wannabe. Urlare, anche se intonato, non è sinonimo di rock o punk. Ha reso un classico noioso.
Il pubblico, giustamente severo, ha mandato Mayu al ballottaggio.
La seconda manche
Dopo l’intervento di Tommaso Paradiso, la seconda manche ha avuto il suo momento di gloria.
Michelle (Team Francesco Gabbani) con Torn di Natalie Imbruglia ha fatto la sua prima performance convincente, un buon passo avanti, anche se è rimasta un po’ piatta.
Layana (Team Achille Lauro) ha affrontato Meravigliosa Creatura di Gianna Nannini. Bella voce e performance raffinata, ma l’intensità e la grinta dell’originale erano lontanissime. È mancato il graffio.
Viscardi (Team Paola Iezzi) con Black or White di Michael Jackson ha offerto una bella esibizione, ma ogni paragone con il Re del Pop è un suicidio, ed è stato saggio evitarlo.
Poi c’è Tellynonpiangere (Team Francesco Gabbani) e Qualcosa di Grande dei Lùnapop. Tecnicamente è il meno attrezzato, ammettiamolo. Ma è un portatore sano di emozione. Le incertezze vocali c’erano, ma il ragazzo arriva al cuore.
E poi c’è stata lei: Delia (Team Jake La Furia). Con Dolcenera di Fabrizio De André, la “leonessa” ha fatto centro. Una performance pazzesca che unisce una vocalità potentissima a una grande capacità interpretativa.
Al termine della seconda manche il pubblico ha spedito Layana al ballottaggio, ma la decisione finale dei giudici è stata quasi unanime: l’eliminazione di Mayu.
Un Live che ci lascia con la certezza che la tecnica non basta, e che l’emozione, quando è vera, fa la vera differenza. E a quanto pare, anche i giudici, finalmente, se ne sono accorti.
La gara si fa serrata: il prossimo live, che prevede una doppia eliminazione, vedrà i concorrenti costretti ad alzare ancora di più l’asticella.
