Sanremo 2026, Carlo Conti annuncia Giorgia Cardinaletti co-conduttrice della serata finale. Premi alla carriera per Fausto Leali, Mogol e Caterina Caselli
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Questa volta Carlo Conti ha tirato fuori dal cilindro un nome che probabilmente in pochi si aspettavano come co-conduttrice della serata finale di Sanremo 2026. Giorgia Cardinaletti è un volto del Tg1 ormai tradizionalmente legato alla kermesse canora, essendo da diversi anni nella squadra degli inviati a Sanremo del telegiornale della prima rete, la giornalista è stata anche conduttrice del Dentro il Festival, lo spazio di approfondimento su RaiPlay che commenta la conferenza stampa successiva ad ogni serata.
Conti quindi è andato a prendere anche un volto del telegiornale come aveva fatto Amadeus nel 2020 invitando accanto a se Emma D’Aquino e Laura Chimenti, consuetudine replicata nel 2021 con la storica corrispondente Giovanna Botteri e nel 2023 con Francesca Fagnani, giornalista famosa per le graffianti interviste di Belve.
L’annuncio è avvenuto in diretta, proprio sul finire dell’edizione serale del Tg1 condotta dalla giornalista, che incredula, non sappiamo se per reale stupore o per buona interpretazione, ha accettato l’invito di Carlo Conti. Si va quindi ad aggiungere un ulteriore tassello al mosaico che il direttore artistico sta costruendo per il 76mo Festival della Canzone Italiana, quest’anno interamente dedicato a Pippo Baudo.
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I premi alla carriera di Sanremo 2026
Carlo Conti prima di comunicare a Giorgia Cardinaletti il suo ruolo nella serata finale, ha anche svelato quali saranno i premi alla carriera dell’edizione del festival che inizierà martedì 24 febbraio, si tratta di Fausto Leali, interprete simbolo della tradizione melodica italiana; Mogol, tra i più importanti autori della musica italiana, artefice di un grande sodalizio artistico con Lucio Battisti; e di Caterina Caselli, cantante e produttrice discografica di grande prestigio di cui quest’anno si celebrano i 60 anni di “Nessuno mi può giudicare” uno dei suoi più grandi successi, cantato per la prima volta al Festival di Sanremo 1966.
Giornalisti, personaggi dello spettacolo, premi a cantanti popolari e famosi uniti a un cast in gara più di nicchia che mainstream, si profila un Festival serioso, sullo stile dei festival istituzionali anni Ottanta, nulla a che vedere con Baudo, un monumento che ha guardato sempre avanti e non ha mai marciato col freno a mano tirato.

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