Caso Tisci, è scontro tra avvocati per la deposizione di Mahmood, l’accusa è d’accordo ma vorrebbe più tempo
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Ci sono ulteriori indiscrezioni nella causa che vede opposti lo stilista Riccardo Tisci e Patrick Cooper, quest’ultimo accusa Tisci di averlo prima drogato e poi violentato una volta che stordito lo aveva trasportato nel suo appartamento. In questi giorni, come scritto anche in queste colonne, è balzato alle cronache anche il nome di Alessandro Mahmoud (in arte Mahmood) come testimone richiesto dalla difesa dello stilista.
Il cantante italiano al momento non è indagato, ma secondo l’accusa sarebbe stato proprio lui ad aver passato a Cooper il drink con la sostanza che lo avrebbe stordito. Tisci inizialmente tramite i propri legali avrebbe chiesto a Mahmoud di testimoniare spontaneamente per raccontare l’esatto svolgersi dei fatti, ma il cantante si sarebbe rifiutato, tanto da indurre i legali dello stilista ad avviare una rogatoria internazionale.
Secondo gli avvocati di Tisci la deposizione di Mahmoud sarebbe determinante, il cantante sarà interrogato nelle prossime settimane in Italia, dove ha la residenza. L’accusa, così come rivelato dal freelance francese Louis Pisano, non si sarebbe opposta alla richiesta degli avvocati di Tisci, ma avrebbe posto delle perplessità sui tempi, a detta dei legali di Cooper troppo ristretti.
Il racconto dei fatti
Il presunto abuso dello stilista nei confronti di Cooper si sarebbe consumato nella notte tra il 29 e 30 giugno 2024. La presunta vittima nella sua denuncia ha raccontato di aver incontrato Tisci, che non aveva mai visto prima, nella tradizionale festa che si svolge a New York a ridosso del Pride. Cooper era presente all’evento insieme al suo amico Alexander, sarebbe stato quest’ultimo a fare i convenevoli tra i due.
Tisci è grande amico di Mahmoud, anche lui era presente all’evento, tra i quattro secondo il racconto di Cooper sarebbe nata una amichevole sintonia tanto da spingerli a continuare la loro conversazione al ristorante. La presunta vittima ha aggiunto che nel percorso dalla location della festa al ristorante, Tisci e Mahmoud parlavano in italiano, una lingua incomprensibile sia per lui che per Alexander.
Una volta arrivati al ristorante Mahmoud avrebbe portato a Cooper un bicchiere con una bibita e poi si sarebbe allontanato con Alexander, lasciando momentaneamente da solo Tisci con la presunta vittima. Cooper racconta di avere avuto un momento di blackout e di essersi risvegliato, in quello che poi ha capito essere l’appartamento di Tisci, sdraiato nudo sul letto, con lo stilista sopra di lui che lo baciava appassionatamente.
Cooper nella denuncia ha precisato di aver fatto fatica nel divincolarsi dalla presa di chi lo stava abusando e di aver ritrovato i suoi indumenti ordinatamente piegati su una sedia, accorgimento che lui di solito non adotta e che è ulteriore dimostrazione di non essere stato lui a spogliarsi.
Il cantante quindi non è persona indagata tantomeno era presente nell’appartamento di Tisci, ma resta il forte sospetto che possa essere stato lui in concorso con l’aggressore ad aver messo una sostanza nella bevanda che ha sorseggiato Cooper. Il fatto stesso di non aver voluto deporre spontaneamente solleva dubbi e domande.
La difesa di Cooper non si oppone alle domande, ma chiede più tempo
Nel memorandum della difesa di Tisci sono incluse 64 domande da porre a Mahmood che partono dall’incontro, fino all’arrivo nel locale e alla preparazione del drink, soprattutto elemento determinante la richiesta di delucidazioni al cantante se sia stato egli stesso a passare a Cooper il bicchiere con la bevanda che avrebbe stordito la presunta vittima. I difensori di Cooper non si sarebbero opposti alla deposizione, ma avrebbero sollevato dubbi sulla tempistica.
L’accusa vorrebbe più tempo per prepararsi pertanto i legali del denunciante hanno chiesto tempo fino a dopo il 10 luglio per l’interrogatorio del cantante. Cooper sostiene che Tisci avrebbe fornito prove parziali e che tra le registrazioni WhatsApp che sono state depositate dei colloqui tra lo stilista e Mahmood, precedenti e successive all’aggressione, mancherebbero altri audio.
I legali di Cooper sostengono che le conversazioni non depositate sarebbero di notevole importanza e fondamentali. La presunta vittima avrebbe tenuto tra l’altro a sottolineare che il termine di settembre 2026 per le deposizioni non si applica per la rogatoria internazionale richiesta per Mahmoud e che quest’ultimo a metà luglio potrebbe essere interrogato. Da parte di Mahmood al momento non c’è stato alcun commento sulla vicenda.
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