Guerra dei Rossi, papà Graziano sfida Valentino, sposa Ambra Arpino, la donna che il figlio ha denunciato
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Quando la guerra dei Rossi è diventata di dominio pubblico, papà Graziano aveva espresso il desiderio che era più che altro una speranza, di vedere il figlio Valentino Rossi presente al suo matrimonio con Ambra Arpino. All’epoca mancavano cinque mesi, ma ora a ridosso dell’evento le frizioni tra padre e figlio non sono finite, anzi a quanto pare i due avrebbero definitivamente interrotto i rapporti. La notizia del matrimonio è stata comunicata alla redazione pesarese de Il Resto del Carlino dalla compagna di Graziano, che con il matrimonio, ne diventerà la terza moglie.
“Abbiamo già deciso giorno, location e invitati. Saranno solo pochi intimi ma non ci sposeremo in Comune a Tavullia” un cambio di location inaspettato forse per stare lontano da Valentino che avrebbe fatto di tutto per evitare di presenziare alla cerimonia. Restano in piedi le cause giudiziarie: Ambra Arpino, dirigente delle Poste, resta tuttora indagata per circonvenzione di incapace nei confronti del futuro marito, a seguito di una denuncia di Valentino Rossi.

Le cause giudiziarie
La causa sta virando verso l’archiviazione dopo che diverse perizie hanno accertato che Graziano è capace di intendere e di volere. I fatti risalgono a poco tempo fa, allorché uno spostamento di circa 200mila euro dal conto di Graziano Rossi su quello della compagna, avevano insospettito Valentino che con un sotterfugio si è fatto nominare amministratore di sostegno del padre, contestualmente ha denunciato Arpino.
Graziano ha impugnato la sentenza che lo vedeva sottoposto all’amministrazione di sostegno del figlio, raccontando che Valentino approfittando di un suo momento di debolezza per i postumi di un delicato intervento chirurgico, gli aveva fatto firmare a tradimento dei fogli senza spiegargli che si trattava dell’assenso affinché il figlio divenisse suo tutore. Dopo una serie di perizie psichiatriche, si parla di cinque, il tribunale ha dato ragione a Graziano.
Valentino non ha presentato opposizione per la revoca dell’amministrazione di sostegno, ma ha lasciato in essere la denuncia nei confronti di Ambra Arpino, denuncia che alla luce delle circostanze emerse sembra ormai inefficace e prossima all’archiviazione anche se si aspetta ancora il responso dei giudici.
La donna si sente umiliata e offesa dalla famiglia del figlio e in una intervista a Il Resto del Carlino qualche mese fa ha spiegato quanto i parenti del suo futuro marito le siano sempre stati ostili, a suo avviso per paura che il matrimonio possa spostare l’asse ereditario.
Arpino ha anche spiegato la transazione dei soldi dal conto di Graziano al suo, sempre nell’intervista rilasciata al quotidiano bolognese, la donna ha rivelato che inizialmente i due dopo il matrimonio avevano deciso di andare a vivere in una casa di sua proprietà sulla quale insisteva un mutuo, poi il compagno aveva cambiato idea in quanto aveva necessità di restare a Tavullia, da qui il desiderio di estinguere il mutuo sulla casa della futura moglie.
Graziano secondo quanto dice Arpino, avrebbe fatto due versamenti da 50mila euro, l’ultimo versamento da 100mila euro sarebbe stato fatto addirittura da Valentino Rossi in persona nel periodo in cui era amministratore di sostegno del padre. La donna ha fatto sapere che se i giudici archivieranno la denuncia nei suoi confronti, valuterà se agire contro chi ha provato a diffamarla, preludendo a un nuovo capitolo giudiziario.
La denuncia di Clara Rossi a Graziano
Ma non finisce qui, in tutto ciò c’è una causa civile aperta da Clara Rossi, figlia che Graziano ha avuto dalla seconda moglie, Lorena Quieti, l’oggetto del contendere sarebbe l’assegno di mantenimento che Rossi ha passato alla figlia in questi anni e che adesso ha tagliato.
La ragazza ormai vicina ai 30 anni vorrebbe continuare a goderne, è una grande appassionata di musica, è laureata con una magistrale in lingue e ha partecipato anche al festival di Rimini come cantante. L’ultimo suo singolo si chiama “Ore, ore, ore” ed è uscito a inizio anno. Sulla richiesta di mantenimento sarà il tribunale a decidere.
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