Levante a Verissimo: la rinascita interiore, la memoria del dolore, l’amore per Pietro e la voce profonda della piccola Alma
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Nel salotto televisivo di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin, il pubblico di Verissimo ha assistito a un momento di profonda intensità emotiva e artistica. Ospite della puntata, la cantautrice siciliana Levante si è offerta ai microfoni della trasmissione con una sincerità disarmante, tracciando il bilancio di un periodo di grande trasformazione personale.
Alla soglia dei quarant’anni, l’artista vive oggi una fase di rinnovata serenità, equilibrio e profonda consapevolezza, giunta al termine di un lungo e articolato percorso interiore.
Un momento d’oro che si riflette appieno nella sua produzione musicale e nella capacità di raccontarsi senza filtri, affrontando con grande maturità sia i successi del presente sia le ombre più dolorose del proprio passato.
Un viaggio nella memoria tra le radici siciliane e la perdita del padre
L’intervista ha preso il via dall’analisi della storia personale della cantautrice, all’anagrafe Claudia Lagona, partendo dalle sue origini in Sicilia fino al successivo trasferimento a Torino.
Un’evoluzione umana e artistica scandita da tappe fondamentali, in cui la musica ha sempre svolto il ruolo primario di diario personale.
Un diario intimo che, ad un certo punto della carriera, è diventato di pubblico dominio, permettendo al pubblico di specchiarsi nelle sue parole e nelle sue melodie capaci di passare con disinvoltura dal graffio alla carezza.
Uno dei momenti più toccanti dell’incontro con Silvia Toffanin ha riguardato il ricordo dell’infanzia e della figura paterna, scomparsa tragicamente quando l’artista aveva soltanto nove anni.
Quell’estate del 1996 è stata descritta come il periodo più buio della sua vita, un evento traumatico che ha sbriciolato le certezze familiari.
Il padre, descritto come un uomo estremamente affettuoso ma al contempo provvisto di una durezza frutto della propria educazione, rappresentava il pilastro fondamentale della casa.
La sua improvvisa scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, costringendo una famiglia numerosa a rimboccarsi le maniche e a riorganizzare da capo la propria esistenza.
La forza della madre e la scoperta della depressione infantile
Di fronte a una simile tragedia, la madre di Levante, all’epoca appena trentottenne e senza un diploma o un impiego lavorativo, ha dimostrato un coraggio e una determinazione straordinari.
Per garantire un futuro ai quattro figli, la donna ha scelto di rimettersi sui libri, conseguire il titolo di studio e trovare un’occupazione, fino alla decisione di lasciare la Sicilia per allontanarsi da luoghi carichi di troppi ricordi dolorosi.
Un esempio di resilienza che ha segnato in modo indelebile la crescita della cantautrice.
Soltanto in età adulta, attorno ai trentaquattro anni e grazie all’inizio di un percorso terapeutico, la cantautrice ha compreso appieno le conseguenze a lungo termine di quel lutto precoce.
Le è stata infatti diagnosticata una forma di depressione infantile mai curata al tempo, un’ombra malinconica che l’ha accompagnata per gran parte della vita.
Riconoscere l’esistenza di questa ferita ha rappresentato il primo passo fondamentale per arginarla. Oggi, la conoscenza intima della propria geografia emotiva le consente di individuare i propri limiti, evitando di superare quella soglia di fragilità che in passato portava a reazioni emotive complesse e difficili da gestire.
La stabilità affettiva con Pietro e l’iconica apparizione a Venezia
Se il passato porta con sé il peso della memoria, il presente di Levante si nutre di una stabilità affettiva solida e appagante. Grande merito di questo equilibrio va al legame con il compagno Pietro, al suo fianco da ben sette anni.
Definito dall’artista come una vera e propria conquista, il rapporto si fonda su una profonda comprensione reciproca e sulla capacità del partner di offrirle tranquillità nei momenti di insicurezza.
La serenità interiore di Pietro, cresciuto in un ambiente ricco d’amore, rappresenta un punto d’appoggio fondamentale per la cantautrice nei momenti di difficoltà.
Un aneddoto divertente e significativo emerso nel corso della chiacchierata riguarda la loro presenza sul red carpet della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
In occasione del compleanno di Pietro, Levante lo ha convinto all’ultimo momento a sfilare insieme a lei davanti ai fotografi, superando la timidezza iniziale e la mancanza di un abbigliamento formale preparato in precedenza.
Il risultato è stato un momento di grande complicità pubblica che ha conquistato i fan e la critica, confermando la bellezza e la spontaneità della loro unione.

La piccola Alma Futura e il significato dell’amore eterno nel nuovo album
Il frutto più prezioso di questo amore è la piccola Alma Futura, che oggi ha quattro anni e mezzo e rappresenta la sorpresa più grande che la vita potesse riservare alla cantautrice.
Durante la trasmissione è stato mostrato un contributo audio davvero speciale, estratto direttamente dal nuovo progetto discografico dell’artista (Dell’amore il fallimento e altri passi di danza), in cui si ascolta la voce della bambina.
Levante ha raccontato la genesi di questo inserto vocale, nato spontaneamente durante una serata casalinga passata ad improvvisare note al pianoforte.
Anziché cantare, la bambina ha iniziato a recitare una frase poetica legata all’idea di non voler creare confusione ma di voler far ripartire tutto da capo quando si è insieme.
Queste parole hanno profondamente colpito l’artista, che vi ha letto una riflessione perfetta sul concetto di amore eterno, inteso come un sentimento in potenza che rimane custodito nell’immaginazione.
Nonostante la spiccata creatività mostrata dalla figlia, la cantautrice ha confessato con ironia e dolcezza di sperare per lei un futuro professionale differente, magari nella medicina, lontana dalle fatiche e dalle insidie del mondo artistico.
La sfida di superare le paure e il ritorno sui palchi live
Riflettendo sugli obiettivi per il futuro, Levante ha espresso la volontà di non volersi più difendere dalle esperienze e dai sentimenti. Nel corso degli anni, la paura dell’abbandono radicata nell’infanzia l’aveva portata a costruire barriere protettive e ad avere timore di costruire legami affettivi duraturi.
La maturità raggiunta le permette oggi di accogliere la vita per come si presenta, senza filtri e senza la necessità di erigere scudi difensivi.
Questa nuova apertura al mondo si traduce anche in collaborazioni artistiche e viaggi condivisi con colleghe della scena musicale, così come nel ritorno attesissimo alla dimensione dal vivo. Con una serie di date intime già sold out nei club, la cantautrice si appresta a presentare i nuovi brani al pubblico, riabbracciando quella dimensione live che da sempre rappresenta la massima espressione della sua grinta e della sua sensibilità. Un percorso artistico e umano in continua evoluzione, che continua a risuonare con straordinaria autenticità nel cuore degli ascoltatori.
