Ludovico Tersigni: “Per superare lo stress ho cercato il benessere, non serve andare in vacanza basta avere una buona routine. X Factor una palestra di vita, non mi sentivo addosso gli sguardi altrui”
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Dal vortice e dalla pressione che fanno parte della popolarità alla consapevolezza di doversi fermare per meglio comprendere cosa stia accadendo e dove si vuole andare. Intervistato da Vanity Fair, Ludovico Tersigni ha parlato di ricerca del benessere personale, di crescita individuale e della capacità di sapersi ascoltare. Traguardi che l’attore e conduttore ha raggiunto nonostante i soli 31 anni da poco compiuti.
Ludovico è partito dalla consapevolezza che esiste o è esistito in ogni persona un periodo della vita in cui si tende anche involontariamente ad accumulare una tale pressione da non riuscire a sfogarla con nulla, né con lo sport, né con i viaggi, né con le passioni tantomeno con gli hobby, la lettura o il sesso.
“In quella situazione la pressione può diventare controproducente – ha sottolineato l’attore- e quindi crea quello che noi cerchiamo di rifuggire in questo secolo, il cancro del XXI secolo, che è lo stress: fa invecchiare prima, lavorare male in una società iperformativa in cui bisogna produrre tanto in poco tempo, stare sempre in competizione con gli altri e dimostrare che noi siamo più bravi”.
Ludovico Tersigni: “Per raggiungere il benessere non serve per forza una vacanza”
Per superare quel tipo di stress Tersigni ha raccontato di aver cercato il benessere, sottolineando che per raggiungerlo non serve per forza stare in vacanza, può servire anche avere semplicemente una buona routine, leggersi dentro per comprendere cosa in quel momento possa far star bene a lungo termine.
“Sono tutte indagini da poter fare a un certo punto della vita – ha spiegato Ludovico- però non è sufficiente una settimana, quella non basta, le cose arrivano dopo sei mesi, o molto di più. Avevo 25 anni, mi sono preso due anni per ragionare su chi sono io, cosa mi piace e cosa voglio fare, e l’ho fatto, ma la ricerca continua”.
A volte però ascoltare i bisogni del proprio corpo e della propria anima diventa difficile: “Bisogna avere la giusta distanza, riuscire anche a vedere i lati positivi, ovviamente io credo che siamo tutti un po’ autocritici. Per quanto mi riguarda c’è una vaga tendenza a voler imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, anche cose piccole, ripassare sempre i motivi per cui hai fatto delle scelte e quindi se combaciano”.
Il punto successivo ha spiegato l’attore è vedere se le scelte adottate siano “vagamente coerenti” con quelle fatte in precedenza: “Secondo me può essere interessante guardarsi indietro e dire “aspetta, ho fatto questo pezzetto qui, ma tra questi punti che mi sono lasciato alle spalle esiste un legame”. E allora c’è la speranza che poi possa arrivare un altro punto in fila con gli altri”.
In questo la meditazione yoga è stata di grande aiuto: “L’ho sperimentato in un viaggio in India, attraverso la meditazione. Senza esagerare, ogni giorno, dedico mezz’ora, facendo delle posizioni, in grado di stimolare le articolazioni, la muscolatura, la respirazione. È un percorso che comunque richiede un maestro o una maestra che ti possano tramandare quegli insegnamenti”.
Ludovico Tersigni: “X Factor una palestra di vita”
Tersigni ha poi definito X Factor una palestra di vita che lo ha aiutato a crescere: “Mi ha dato gli strumenti di crescita, un po’ come la laurea all’università, è stato il culmine di un processo durato anni in cui ho fatto una trasformazione fondamentalmente di carriera, perché ero stato sul palcoscenico per il teatro, ma mai per la conduzione, facendo un programma di punta della televisione italiana”.
Una esperienza vissuta, a detta di Tersigni, con l’inconsapevolezza di un bambino: “Quella inconsapevolezza da bambino ti permette di non sentire gli sguardi altrui, di vivere in libertà l’emozione. Ma questo è il lavoro, è la ricerca. Prendersi poi un po’ di tempo significa dedicarsi nuovamente a quella libertà. Credo sia la chiave di tutto. È come tenere viva una piantina, la devi potare, non trascurarla, un po’ come con lo yoga, il corpo, la manutenzione va fatta tutta quotidianamente”.
Un’esperienza a cui Ludovico ha detto basta per una serie di motivi contingenti, ma che rifarebbe: “Certo che lo rifarei, mi sono divertito tanto, il problema è stato che c’è stata una contingenza di situazioni che si sono andate a mescolare, stavo lavorando a due serie televisive contemporaneamente, più X Factor per la prima volta con tutto quello che comporta, più il COVID che certo richiedeva una serie di controlli, permessi, tamponi. Quindi ho detto ‘regà, io vi voglio bene, vi ringrazio tanto, l’esperienza è stata bellissima, ma basta così”’
Infine una riflessione sul destino: “Penso che noi possiamo arrivare fino a un certo punto con la nostra volontà. La mia professoressa di fisica li chiamava i limiti fisici invalicabili, è dove la nostra sfera di competenza, quello che ci riguarda, l’ambito in cui possiamo agire o interagire, è limitato o ridotto, ma si può allargare”.

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