Giulia Salemi, il Codacons chiede chiarimenti alla Rai sulla promozione del suo podcast durante Vita in Diretta, ma di chi sono veramente le responsabilità?
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Una frase pronunciata ingenuamente da Giulia Salemi durante la sua ospitata a Vita in Diretta ha innescato la reazione del Codacons, organismo a tutela dei consumatori. A riferirlo è Gabriele Parpiglia nella sua newletter, il giornalista si rifà a un precedente analogo, quando nel febbraio del 2023 dal palco del Festival di Sanremo, Chiara Ferragni riferì all’allora direttore artistico e conduttore della kermesse canora, Amadeus, di avergli aperto a sua insaputa un profilo su Instagram invitando di conseguenza i telespettatori a collegarsi alla piattaforma per seguirlo.
Un gesto considerato dalla massa pressoché innocuo, ma lesivo secondo il Codacons di quella che dovrebbe essere la trasparenza in tema di pubblicità del servizio pubblico. E’ accaduto che alla fine del suo intervento nella trasmissione del pomeriggio di Rai1, il conduttore Alberto Matano nel ringraziare Giulia Salemi ha fatto riferimento al podcast della stessa precisando che lui stesso ne era stato ospite e mandando in onda contestualmente dei frame.
Chi ha sbagliato? Matano o Salemi? Un navigato conduttore presente in Rai da decenni che ne conosce perfettamente le dinamiche o una conduttrice e influencer abituata a pubblicizzare i suoi prodotti e il suo lavoro ogniqualvolta se ne presenti l’occasione? Alla conduttrice è venuto naturale alla fine del mega-spot organizzatole da Matano, di aggiungere “momento marketing” sorridendo e senza malizia nella consapevolezza di essere stata autorizzata da colui che avrebbe dovuto fermarla conoscendo i paletti aziendali in tema di pubblicità.
Allo stesso modo di Ferragni a Sanremo, Salemi ha invitato il pubblico a casa a collegarsi a piattaforme esterne facendo di fatto scattare l’indagine Codacons e ponendo la Rai nelle condizioni di essere sanzionata.
Le contestazioni del Codacons alla Rai
Alla base della contestazione dell’organismo di controllo c’è il fatto che indirizzare il pubblico televisivo da una emittente pubblica verso piattaforme esterne che generano ricavi per i titolari dei prodotti in esse contenuti, possa essere configurato come pubblicità occulta o promozione commerciale non segnalata.
Parliamoci chiaro, Vita in Diretta non è il Festival di Sanremo, ma è pur sempre un programma seguito da quasi 2 milioni di telespettatori attestandosi giornalmente sul 20%, indubbiamente ci sarà chi si sarà collegato alla piattaforma seguendo l’invito di Salemi, ma non nella maniera massiva di Sanremo 2023 in cui Amadeus in 40 minuti raggiunse circa 700mila follower superando il milione il giorno successivo.
Di chi sono le responsabilità?
Alla fine di tutto potremmo parlare di una svista che potrebbe costare cara alla Rai, ma non di una azione premeditata da parte di Salemi, anzi, qualora lei e il conduttore si fossero accordati per il lancio pubblicitario del podcast alla fine della puntata, le responsabilità sarebbero comunque del padrone di casa e mai dell’ospite.
Pertanto perché nominare sempre Salemi e mai Matano? Il conduttore di Vita in Diretta conduce da otto anni il programma di Rai1, sette dei quali in solitaria, poco meno di quelli di Mara Venier a Domenica in, perché di quest’ultima si critica sempre la presenza nello stesso programma e su Matano si resta sempre in silenzio?
Probabilmente il conduttore si sente forte a tal punto da spingersi più in là, mettendo suo malgrado in difficoltà l’azienda per cui lavora, capita quando si occupa per anni lo stesso posto di sentirsi in una posizione privilegiata, non stiamo dicendo che il giornalista e conduttore rientri in questo caso specifico, ma ci sembra improbabile che dopo una lunga militanza in Rai non ne conosca i meccanismi.
Ultima menzione per i frequentatori dei social, che a volte nel cercare di difendere i propri beniamini, non sapendo come funzionano le cose li mettono in difficoltà con i loro post. Talvolta invece di scrivere di cose che non si conoscono sarebbe consigliabile tenere le mani in tasca piuttosto che su una tastiera.
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