Regno Unito, esce oggi ‘Canto del Cigno. Diana, mia sorella’, dai regali di Carlo per Camilla al tentativo di Diana di annullare le nozze: “Carlo le disse ‘Sono felice di sposarti ma non sono innamorato di te'”
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Esce oggi 22 settembre il discusso libro Canto del cigno. Diana, mia sorella, in cui il conte Earl Spencer fratello della defunta ex moglie dell’attuale monarca britannico, ricostruisce la vita della sorella attraverso le confidenze raccolte da lei stessa nonché i giorni drammatici che hanno preceduto il suo funerale, celebrato il 6 settembre 1997. Un libro in cui il conte Spencer attacca esplicitamente la famiglia reale e in particolare re Carlo con il chiaro intento di porli in cattiva luce, riflettendo anche sulle volte in cui lui stesso non è stato d’aiuto alla sorella.
Il libro prendendo spunto dall’orazione funebre pronunciata dal conte Spencer in occasione del funerale di Diana, ne analizza i passaggi per poi costruire sopra un racconto che segue ogni momento della vita della defunta principessa. Ne è sortito un racconto basato sulle presunte confessioni fatte da Diana a suo fratello, infarcito di documenti e testimonianze, ma soprattutto di acerrimi giudizi personali che sfociano più nel gossip che nell’omaggio.
La risposta di Carlo al telefono dopo la morte di Diana: “Ce la dimenticheremo in men che non si dica”
Uno dei passaggi più discussi del libro è quello relativo alla telefonata intercorsa tra Earl Spencer e l’allora principe Carlo alla vigilia dei funerali di Diana. Spencer racconta che in quei giorni il responsabile dell’organizzazione del funerale lo informò circa la decisione di Carlo di far camminare gli allora adolescenti William ed Harry dietro il feretro della madre, una scelta che non lo trovò d’accordo in quanto non avrebbe voluto sottoporre i nipoti a una esperienza del genere.
Spencer racconta che dopo pochi minuti ricevette una telefonata da Carlo in persona. Il principe a supporto della sua decisione ricordò a Spencer di aver camminato lui stesso dietro la bara di Lord Mountbatten, una risposta che innervosì il conte, che fece presente che Carlo all’epoca aveva 30 anni e soprattutto che non si trattava del funerale della madre.
A questo punto Spencer racconta nel libro che Carlo si sarebbe infuriato accusandolo di non avere il senso del dovere fino a pronunciare una frase che lo scosse molto e che tuttora lo fa rabbrividire: “Stia pur sicuro, ce la dimenticheremo in men che non si dica!”
Una risposta che avrebbe sconvolto il conte a tal punto che dopo aver sentito quelle parole riattaccò il telefono, Spencer racconta che il giorno prima del funerale gli fu comunicato che Wiliam e Harry avevano deciso di partecipare al corteo funebre a condizione che il nonno Filippo, principe consorte della Regina Elisabetta avesse camminato accanto a loro.
Una decisione alla quale il conte non si oppose non prima di aver invitato il responsabile dell’organizzazione ad assicurarsi che i due ragazzi non fossero stati costretti a farlo.
Diana voleva annullare il matrimonio dopo che Carlo le disse che seppur fosse contento di sposarla non era innamorato di lei
In un altro capitolo del libro viene raccontato quanto accaduto durante una festa a Windsor per il compleanno del principe Andrea. Stando a quanto scrive Spencer, Diana avrebbe avuto piacere a trascorrere la serata con Carlo, da poco rientrato da una visita ufficiale a New York. Il conte racconta che quella sera l’allora erede al trono dedicò pochissime attenzioni a Diana, tanto che quest’ultima ferita e delusa passò la serata a ballare con gli altri invitati.
A quanto si apprende dal libro Diana si lamentò anche con il padre per il comportamento del futuro marito, arrivando addirittura a dire di non poter sposare un uomo che palesemente non la amava, uno sfogo al quale il genitore rispose che era impensabile tirarsi indietro arrivati a quel punto.
Il conte Spencer ha collocato una tale risposta del padre nel grande rispetto dell’uomo per la famiglia Reale maturato negli anni del suo servizio per la monarchia: “Per lui rompere il fidanzamento e mettere in imbarazzo la famiglia reale era inconcepibile”.
Spencer a proposito di quella serata racconta che Elton John si esibì al pianoforte e il giorno seguente Diana gli scrisse per ringraziarlo, il conte dice che da quella sera nacque la loro grande amicizia.
Un altro episodio citato nel libro riguarda il matrimonio di Lady Diana con Carlo. Il conte Spencer racconta che la mattina del 29 luglio 1981 giorno delle nozze, si recò a Clarence House e trovò la sorella vestita da sposa seduta muta e triste davanti allo specchio in attesa che le sistemassero la tiara. Spencer scrive che qualche tempo dopo Diana avrebbe confidato a una sua cara amica che il giorno precedente Carlo le aveva detto di essere molto felice di sposarla, ma di non essere innamorato di lei.
Il braccialetto per Camilla
Dai diversi episodi si evince che il libro di Spencer più che un attacco alla monarchia britannica o un omaggio alla sorella sia un affare privato con Carlo. E’ l’attuale sovrano ad essere sminuito in tutti i racconti del conte come ad esempio nella storia del regalo fatto segretamente a Camilla.
Spencer nel libro parla dell’annuncio del fidanzamento di Carlo e Diana nel febbraio del 1981, spiegando che il mese successivo Diana fu ripresa dai fotografi in preda alle lacrime nel salutare il futuro marito in partenza per un impegno ufficiale. Il conte scrive che al tempo i giornali parlarono della commozione di una ragazza innamorata per la separazione, ma in verità i motivi di quelle lacrime erano altri.
Il fratello di Diana scrive che la sorella era sconvolta per aver scoperto un braccialetto che Carlo aveva comprato per Camilla.
Harry lasciato solo nel giorno del funerale, Elisabetta II avrebbe voluto ridare a Diana il titolo di Altezza Reale, ma Spencer si oppose
Il conte Spencer nel suo libro ha un atteggiamento molto paterno nei confronti di Harry. Il fratello di Lady Diana racconta di aver visto il ragazzo lasciato solo dopo il funerale della madre e di essere convinto che un sostegno più attento e premuroso avrebbe potuto essergli d’aiuto.
Un ultimo passaggio del libro riguarda l’intenzione di Elisabetta II di voler restituire a Diana il titolo di Sua Altezza Reale che aveva perso con il divorzio, una notizia che fu riferita a Spencer da un collaboratore della sovrana. Spencer racconta di essersi opposto ritenendolo ormai un riconoscimento inutile dopo la morte.
Nel libro Spencer racconta di essersi pentito per quella decisione perché forse quel gesto avrebbe potuto dare forza a William e Harry.
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