“Je so pazzo”, Amanda Bonini ultima compagna di Pino Daniele boccia il film: “Sono sconcertata, Pino sarebbe rimasto inorridito da certi particolari”
#image_title
Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma “Je so pazzo” il film omaggio a Pino Daniele interpretato da Massimiliano Caiazzo ha raccolto commenti tiepidi, confermati poi sui social da coloro che hanno visto il film. Come tanti estimatori del cantautore partenopeo anche Amanda Bonini, ultima compagna dell’artista si è recata in sala con “l’aspettativa di vedere animati episodi di vita, ascoltati direttamente dalla narrazione di Pino”.
Il film invece non ha assolutamente convinto Bonini che in un post sui social ha voluto condividere il suo disappunto non solo per la narrazione distorta di alcune situazioni, ma per l’immagine che si offre del cantautore stesso: “Sento di poter dire che Pino sarebbe inorridito per questa restituzione di sé e dei suoi vissuti” ha scritto senza mezzi termini rifilando una sonora bocciatura al prodotto.
Amanda Bonini: “Pino aveva un gran rispetto per la sua chitarra, non la avrebbe mai toccata con le mani sporche”
La donna ha poi voluto sottolineare alcuni particolari del film che la hanno sconcertata, soprattutto l’immagine che si vuole trasmettere di un uomo trasandato e ciondolante che afferrava con le mani sporche la sua chitarra pizzicandone le corde con le unghie nere.
Amanda ha scritto che Pino Daniele “aveva un grande rispetto per la sua chitarra, non l’avrebbe mai toccata con le mani sporche e pizzicato le corde con le unghie nere”, anche la descrizione di un uomo bulimico ossessionato dal cibo non è piaciuta a Bonini: ” Non mi risulta sia stato mai un uomo trasandato, Pino aveva il piacere del buon cibo, il film restituisce invece un personaggio con un approccio bulimico, che non corrisponde al vero. Vederlo mangiare sguaiato e in maniera consolatoria, con i friarielli che penzolano dalla bocca, ha ferito il mio ricordo”.
La ex compagna dell’artista ha poi criticato il modo in cui è stato caratterizzato quest’ultimo, sia nel linguaggio che nella gestualità: “Il modo di parlare sbiascicato con cui è stato caratterizzato non corrisponde assolutamente a quello di Pino, lui era un omone con le spalle grandi, non con la pancia prominente né tantomeno aveva una postura e un andamento che la mettesse in mostra”.
Bonini nel suo post di critica ha riconosciuto che rappresentare Daniele potesse essere impresa complessa e complicata e ha salvato Caiazzo, puntando invece il dito verso sceneggiatori e regista: “Diventare Pino Daniele sicuramente un’operazione complessa e complicata: nulla contro il giovane attore, che sicuramente avrà dovuto performare il personaggio per come è stato delineato da percezioni distorte altrui”.
Amanda Bonini: “Chi ama Pino non lo troverà nel film, ma vedrà una brutta copia oggettivamente non conforme”
Bonini si è poi soffermata sulla rappresentazione che nel film si fa sulle zie dell’artista, descritte come due arpie, una descrizione che la ha lasciata interdetta: “Le zie di Pino sono state trasformate in un bizzarro incrocio tra le sorellastre di Cenerentola e Crudelia De Mon. Pino nutriva un grande rispetto per loro, che lo avevano educato e messo nella condizione di potersi formare e istruire. Dalle zie aveva appreso a prendersi cura degli altri, proprio come loro avevano fatto con lui e sentirle apostrofare come ‘arpie’ mi ha lasciata interdetta”.
In conclusione del post Amanda ha ammesso di essere uscita amareggiata dalla sala per la consapevolezza che chi andrà al cinema sperando di incontrare Pino Daniele troverà tutt’altro: “Sono uscita dal cinema con l’amarezza di chi ha la consapevolezza che lo spettatore nel film non troverà Pino, ma una brutta copia oggettivamente non conforme. Peccato”.

About The Author
