Valerio Lundini sugli show comici: “Non è vero che costano troppo, si possono fare con pochi soldi”, nel suo esordio alla regia l’attore rende reale un personaggio di fantasia
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Per il suo esordio alla regia Valerio Lundini ha reso reale un personaggio di fantasia. Il 21 ottobre l’attore ha presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, “Cambogia” che sarebbe il titolo in cui nel film un attore sta lavorando per poi, per una serie di evenienze, andare a finire nel film al posto del personaggio che interpreta, mentre il suo personaggio prende il suo posto nella vita reale. Un po’ complicato da spiegare ma divertente da vedere.
Si tratta di una commedia irriverente e originale per la quale alla sua prima esperienza come attore e regista ha voluto accanto a sé Benedetta Porcaroli, attrice tra le più richieste nel panorama cinematografico attuale. Lo scambio tra attore e personaggio è solo il punto di partenza del film che sarà nelle sale da metà marzo 2027 ed è stato presentato in anteprima durante l’evento cinefilo romano.
Valerio Lundini: “Nella vita reale non mi è mai capitato di restare incastrato in un personaggio”
Facendo riferimento al personaggio interpretato Valerio Lundini in una video intervista rilasciata ad Adnkronos ha detto di non aver mai vissuto l’esperienza di rimanere incastrato in un personaggio: “Ricordo che anni fa rimasi sorpreso dal fatto che a Francesco Montanari nonostante fossero passati anni dalla serie ‘Romanzo Criminale’, la gente per strada lo chiamasse ancora “Libanese” aspettandosi che lui rispondesse come tale”.
Una risposta che in sé potrebbe racchiudere l’idea da cui è nata “Cambogia”, l’attore nel proseguo dell’intervista ha spiegato di non aver mai immaginato che a distanza di tanto tempo accadesse ancora che Montanari nonostante la sua carriera fosse andata avanti fosse ancora riconosciuto come il “Libanese” della serie sulla banda della Magliana.
“A me non è capitato perché le cose che ho fatto le ho fatte tutte con il mio nome – ha affermato Lundini – nei programmi che ho fatto mi sono sempre chiamato Valerio Lundini, ho interpretato sempre me stesso. In questo film mi sarei dovuto chiamare Valerio Melis poi lo ho cambiato in De Nicolais, gli ho messo il cognome di mia nonna”
A proposito di attori rimasti per tempo identificati in un personaggio, Lundini ha portato l’esempio di Will Smith: “Lui ha detto ‘Io mi chiamo Will così metti che la serie va bene la gente mi chiama col mio nome’ è stato un genio. Tornando a me forse la gente si aspetta che io costantemente dica caxxate, magari in parte lo faccio, lo ho fatto nel lavoro perché in determinati momenti mi sono venute lì per lì come accade nella vita, ma non ho mai avuto problemi di confusione con il personaggio”.
Valerio Lundini: “Non è vero che gli show comici costano troppo”
Lundini nel corso dell’intervista ha anche dato il suo punto di vista su quanto affermato dalla Gialappa’s che gli show comici in Italia sono pochi perché costano troppo: “Io non faccio il produttore, ma non mi sembra in Italia ci siano pochi spettacoli comici, forse quello della Gialappa è costoso perché è pieno di comici. Io personalmente ho rinunciato a pubblico e ballerine, non è stato semplice, ma poi mi sono reso conto che il pubblico rideva nei momenti sbagliati, in tv non andrebbe chiamato. Mi interessa che la gente rida a casa mentre guarda non che guardi altri mentre ridono”.
Secondo Lundini quindi il problema è cercare di spostare l’attenzione alterando i costi: “Si possono risparmiare molti più soldi levando degli elementi che non servono” Per l’attore quindi il comico deve restare il focus e catturare lui il pubblico senza ricorrere ad altri elementi, uno spunto su cui riflettere.
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