Vittorio Sgarbi trasferito nel reparto di Terapia sub-intensiva, inizierà la riabilitazione respiratoria
#image_title
A quasi un mese dal ricovero Vittorio Sgarbi è uscito dalla Terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma. A quanto si apprende da Adnkronos Salute, il popolare critico d’arte al quale è stata praticata una tracheostomia per migliorare le funzioni respiratorie, è stato trasferito nella giornata del 26 ottobre nel reparto di Terapia sub-intensiva del Policlinico romano.
I medici hanno rilevato un miglioramento delle funzioni respiratorie di Sgarbi che rimane comunque tracheostomizzato, a breve stando a quanto riferisce l’agenzia di stampa il critico “inizierà la riabilitazione respiratoria”
La diatriba sul presunto viaggio di lavoro il giorno prima del ricovero
Continuano intanto le accuse di Evelina Sgarbi, figlia del critico d’arte, alla compagna di Vittorio, Sabrina Colle e a Elisabetta Sgarbi sorella del medesimo. Secondo la giovane il padre sarebbe stato sottoposto a una faticosa trasferta a Palermo il giorno prima del ricovero al Gemelli, a sostegno di quanto addotto Evelina ha annunciato un’integrazione all’esposto da lei presentato in Procura, con nuovi video.
La figlia del critico ha riferito che il padre era già in condizioni critiche e a supporto di quanto sostiene, dice di possedere le testimonianze di persone che erano presenti all’evento siciliano, che oltre ad averlo visto molto provato avrebbero notato in Sgarbi grosse difficoltà nella respirazione .
L’ufficio stampa di Vittorio Sgarbi ha respinto tali affermazioni, sostenendo che non vi sia stato alcun viaggio di lavoro il giorno prima del ricovero e che l’ultimo impegno del critico prima del trasferimento al Gemelli è stato il 25 settembre, ben 5 giorni prima della crisi respiratoria che ha generato il ricorso alle cure ospedaliere.
Intervenendo a La Volta Buona, l’avvocato Lorenzo Iacobbi, legale della giovane ha precisato che non è elemento essenziale la data della trasferta, quanto il trasferimento a quasi 1000km da casa di una persona in evidenti difficoltà fisiche: “Dai dati che noi riceviamo era il 29, ma anche se fosse il 25 non cambia nulla, perché chi c’era a quell’evento, chi ha filmato quell’evento ha sentito il professore che aveva una chiarissima difficoltà a parlare e a respirare, segno evidente che la polmonite era già in atto”.
L’avvocato ha anche detto di aver depositato un’integrazione all’esposto già presentato alla Procura di Roma, allegando i filmati raccolti e un elenco dettagliato degli eventi a cui Sgarbi ha partecipato nei mesi scorsi : “Una persona sofferente con una polmonite in corso non può essere mandata in Sicilia. Noi riteniamo che il professore è stato mal curato, ha avuto delle pessime cure domiciliari” ha concluso Iacobbi.

About The Author
