Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva al policlinico Gemelli, le condizioni sarebbero gravi
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Il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al policlinico Gemelli e le sue condizioni sarebbero gravi. Il personale della struttura ospedaliera pur confermando il ricovero non ne ha rivelato i motivi. Non è la prima volta che il popolare volto della cultura e della politica viene ricoverato, nello scorso mese di marzo Sgarbi era stato già ricoverato sempre al Gemelli per curare una profonda sindrome depressiva che lo aveva portato a lunghi periodi di isolamento, al rifiuto ad assumere cibo e a perdere peso considerevolmente.
Sgarbi era apparso lo scorso inverno, visibilmente provato, con passo incerto e sorretto dalla compagna Sabrina Colle alla Certosa di Ferrara. In occasione del compleanno del critico d’arte, il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, lo ha ricevuto nella sede della Fondazione, ma anche in quella occasione Sgarbi non è apparso in buone condizioni.
La battaglia giudiziaria con la figlia Evelina
Nei mesi passati la figlia Evelina convinta che il padre non stesse bene in salute e rischiasse di morire, ha presentato istanza presso il tribunale di Roma per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che Vittorio Sgarbi non fosse più in grado di gestirsi in prima persona. Il tribunale lo scorso dicembre ha respinto l’istanza, ma la figlia Evelina la ha ripresentata a metà del mese di agosto.
All’inizio di quest’anno si è parlato di Sgarbi per l’assoluzione dall’accusa di riciclaggio nel caso del quadro ‘La cattura di San Pietro‘ di Rutilio Manetti.
La figlia Evelina intervistata da Gabriele Parpiglia lo scorso agosto, aveva detto che temeva ogni giorno per la salute del padre, circondato da persone poco affidabili a suo avviso. La stessa Sabrina Colle era stata definita poco affidabile e interessata unicamente al matrimonio in modo da poter percepire la versatilità della pensione.
Non solo, sempre la figlia Evelina aveva accusato di superficialità il posto in cui il padre aveva svolto le analisi, precisando che le avrebbe fatte rifare, nel contempo avrebbe richiesto di far visitare il padre da alcuni specialisti nominati dal tribunale: uno psicologo, un geriatra, un oncologo e un cardiologo e non solo da un medico, per avere un quadro completo dell’esatto stato di salute di Sgarbi.

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