Francesco Totti fa un bilancio dei suoi 50 anni: “Ho aiutato tante persone che poi mi hanno voltato le spalle, poi ho detto ‘basta non sono il vostro bancomat arrangiatevi'”
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Francesco Totti ha compiuto 50 anni lo scorso 27 settembre, metà dei quali trascorsi sui campi di calcio con una fascia da capitano al braccio. Totti non è stato solo il capitano della Roma, Totti tuttora è un simbolo per una gran parte della città, un campione che ha legato il suo nome a dei colori e a un popolo. Il traguardo anagrafico raggiunto ha spinto l’ex calciatore a tirare le fila della sua vita e a quasi dieci anni dal ritiro del calcio giocato a fare un bilancio.
In un libro autobiografico, “Oltre”, presentato qualche giorno fa nella Capitale (non poteva essere altrimenti) Totti ha dedicato un intero capitolo ai suoi 50 anni, ha affidato la chiusura del libro proprio all’aspetto anagrafico: “Sono Francesco, nonostante tutto un uomo felice. Che sta a invecchià”
La fine del matrimonio con Ilary, l’inizio della storia con Noemi e il dispiacere per non poter passare più tempo con la figlia Isabel
Al divorzio con Ilary Blasi e alla volontà di rifarsi una vita insieme a Noemi Bocchi è dedicato l’inizio, quasi a voler accontentare subito coloro che compreranno il libro solo per la curiosità di leggere qualche retroscena inedito sulla separazione di una delle coppie più iconiche dello showbiz.
La decisione di porre fine al matrimonio ha portato con sé anche qualcosa che fa soffrire molto l’ex capitano giallorosso, l’essere costretto a vedere a settimane alterne la figlia Isabel che adesso ha dieci anni:
“Un weekend sì, un weekend no – scrive Totti – Cristian e Chanel sono maggiorenni e si gestiscono in autonomia, ma il mio anno con Isabel è fatto di 26 fine settimana. Il cinquanta per cento del tempo, la metà del totale della possibile felicità di un padre. Bisogna conviverci, ma è dura. Il confine tra volere e potere è netto e doloroso, scritto nero su bianco, scolpito. Hanno usato lo scalpello per modellare il cuore, per rovinarlo. Un muro invalicabile con il filo spinato ai lati. Se tenti di scalarlo, scivoli all’indietro, dipende dal punto in cui sei arrivato, ma comunque cadi rovinosamente dall’alto. Se provi ad aggirarlo, ti scortichi. A prescindere, ne esci male fisicamente e a pezzi mentalmente”.
Francesco Totti: “Amici ne ho pochi, ho aiutato tante persone che poi mi hanno voltato le spalle”
Ritornando indietro con la mente l’ex capitano della Roma scrive dell’ingratitudine di chi ha aiutato e di tanti amici che col tempo ha perso per strada:
“Bisogna essere forti. A cinquant’anni, è una prova continua. Devo sorridere anche quando non ne ho voglia, sembrare felice sempre e comunque. Mi tengo le rughe, comprese quelle dovute alla preoccupazione, confermo che il botox non lo farò mai. Non è la soluzione. Fai la conta degli amici, e ti accorgi che erano partiti in tanti e sono rimasti in pochi, ma buoni e veri: nella mia vita ho aiutato troppe persone, parenti compresi, che poi mi hanno voltato le spalle. Ho mantenuto un sacco di gente, e qualcuno si è pure dimenticato di dirmi grazie. E allora urli, a tutti loro, con orgoglio misto a rabbia: ‘Non sono il vostro bancomat, arrangiatevi'”.
Poi Totti parla della beneficenza silenziosa, del piacere di infilare buste con i soldi nelle cassette della posta delle persone che ne hanno bisogno e della consapevolezza di voler mettere al primo posto chi si ama:
“Quando infili buste di denaro nella buca delle lettere di sconosciuti che ne hanno bisogno per davvero, perché te lo hanno fatto sapere, con estremo pudore. Quando scopri che il pianto è una risorsa, non una debolezza. Quando impari a riconoscere i buchi neri, a riempirli in tempo e col tempo, prima che risucchino anche te. Quando ami ancora, sempre di più, sempre meglio. Quando prima vengono Cristian, Chanel, Isabel, Noemi, i suoi figli, e solo dopo inizi a pensare a te stesso. Quando ti rendi conto di essere circondato da un affetto che è quasi difficile da spiegare: alla fine, mi sono limitato a giocare a calcio nella mia città, e quindi sarei io a dover essere in debito per aver realizzato il mio sogno, che poi è quello di tutti”.
Francesco Totti: “Quando sei costretto a frequentare i tribunali, e neanche riesci a capire con certezza se sei separato o divorziato”
Ai tribunali che non avrebbe voluto frequentare e al tempo che passa, Francesco dedica la parte finale della sua riflessione:
“Quando sei costretto a frequentare i tribunali, e neanche riesci a capire con certezza se sei separato o divorziato Quando, nel cuore della notte, ti svegli perché devi fare pipì. Quando i riflessi non sono più quelli di una volta. Quando sali le scale e ti viene il fiatone. Quando devi ingrandire i caratteri sul telefonino. Quando scopri la tua forza interiore. Quando non sei più solo quello del cucchiaio, o delle barzellette. Quando non sei più solo. Punto. Quando compi un deciso passo in avanti, anche se non sai esattamente cosa ti riserverà il futuro. Quando senti il bisogno di scappare. Quando senti il bisogno di tornare. Quando vivi di sensazioni e momenti. Quando combatti la crisi di mezza età. Quando osservi Roma, e sai per certo che il segreto sta tutto lì. Quando, finalmente, ti riconosci”.
Poi il bilancio finale: “Eccoli, i cinquant’anni. Quando capisci che, sì, l’importante è la salute. Quando ti godi la tua libertà, compatibilmente con le limitazioni al tempo per gli affetti. Quando puoi finalmente andare in settimana bianca, prendere lezioni di sci a Ortisei, senza che nessun contratto da calciatore te lo vieti. Quando puoi organizzare le giornate a tuo piacimento. Quando ti guardi indietro, e capisci che poteva andare molto peggio. Quando ti guardi allo specchio, e capisci che poteva andare anche molto meglio. Sono Francesco, nonostante tutto un uomo felice. Che sta a invecchià”

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