Achille Polonara e la partita per la vita: dalla leucemia al coma, il ritorno del campione
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Il racconto commovente di Achille Polonara e di sua moglie Erika a Verissimo: la lotta contro la malattia, i giorni sospesi nel buio del coma e la forza di un amore che ha vinto tutto.
Nel basket, come nella vita, ci sono canestri che valgono più di una vittoria in campionato. Ma per Achille Polonara, ala della Virtus Bologna e della Nazionale Italiana, la sfida più difficile non si è giocata sul parquet sotto le luci dei riflettori, ma in una stanza d’ospedale, nel silenzio della lotta contro un nemico invisibile.
Oggi Achille è tornato a sorridere, ma il percorso che lo ha portato fin qui è una storia di sofferenza, resilienza e, soprattutto, di un amore sconfinato che lo ha letteralmente riportato in vita.
Un’improvvisa battuta d’arresto: dalla febbre alla diagnosi
Tutto ha avuto inizio nel maggio scorso. Per un atleta abituato a spingere il proprio corpo al limite, una linea di febbre sembra un ostacolo trascurabile. Achille continua a giocare, nasconde il malessere per non saltare le partite decisive contro Venezia. Ma il corpo, a un certo punto, smette di rispondere.
“Dopo la partita ero a pezzi, avevo i brividi. Pensavo fosse una febbre qualsiasi”, racconta Polonara. Invece, era il segnale di qualcosa di molto più profondo.
Già reduce da una battaglia contro un tumore al testicolo affrontata due anni prima, i controlli di routine rivelano una realtà amara: i valori dell’emoglobina sono crollati.
Dopo esami approfonditi e il prelievo del midollo, arriva la diagnosi che nessuno vorrebbe mai sentire: leucemia mieloide acuta.

Il trapianto e il buio improvviso
La battaglia entra nel vivo. Il 25 settembre Achille si sottopone al trapianto di midollo. Tutto sembra procedere per il meglio, i valori iniziano a risalire, la dimissione è vicina. Ma il destino decide di alzare ancora l’asticella della difficoltà.
Il 16 ottobre, durante una procedura per la rimozione del catetere venoso centrale, avviene l’imprevisto. Achille smette di respirare. Cade in coma.
Erika, sua moglie, riceve quella chiamata che ogni compagno di vita teme: “Venga subito, dobbiamo parlare”. Per quattro giorni, il campione della Virtus rimane sospeso in un limbo tra la vita e la morte, con i medici che faticano a dare risposte certe.
Erika, la “Leonessa” e la forza della musica
In quei giorni terribili, Erika non ha mai mollato la sua mano. Nonostante il dolore e la paura di averlo perso, entrava in quella stanza di terapia intensiva per parlargli, per ricordargli chi era e per cosa doveva combattere.
Il segreto della sua risveglio ha avuto anche una colonna sonora. Erika gli faceva ascoltare le canzoni di Olly e i messaggi vocali dei loro bambini, Vittoria e Achille Junior. “Lui rispondeva, si agitava o piangeva. Dicevo ai medici: lui mi ascolta”, racconta Erika.
Ed è stato proprio così. Achille ha mantenuto la promessa fatta a sua moglie: è tornato.
Al suo risveglio, la nebbia del coma ha reso tutto confuso. Achille ricordava Erika, ma faticava a focalizzare i volti dei figli o le date di nascita. Un lento processo di ricostruzione, fatto di foto, racconti e pazienza, lo ha riportato alla piena consapevolezza.
La fratellanza oltre lo sport: il ruolo di Marco Belinelli
In questa storia non c’è solo la famiglia di sangue, ma anche quella scelta sul campo. Marco Belinelli, capitano e leggenda del basket, è stato un pilastro fondamentale.
Belinelli non ha mai fatto mancare il suo supporto, andando a trovare l’amico ogni giorno, portandogli la colazione e cercando di distrarlo parlando di basket e di vita quotidiana.
Un legame profondo che dimostra come lo sport, ai massimi livelli, sappia creare legami che vanno ben oltre la competizione.
Oggi: il presente e il sogno del ritorno
Attualmente la malattia è in fase di remissione. Achille Polonara vive la sua vita con una nuova consapevolezza. Il desiderio di tornare a calcare i parquet di tutta Europa è forte, ma la priorità è cambiata: “Oggi quello che mi interessa è la salute. Viviamo alla giornata”.
La storia di Achille Polonara ci ricorda che anche i campioni possono cadere, ma che la vera grandezza sta nella forza con cui ci si rialza.
Supportato dall’affetto di migliaia di tifosi, non solo della Virtus ma di tutto il mondo del basket, Achille è tornato a essere “la luce ritrovata”, un simbolo di speranza per chiunque stia affrontando la propria battaglia personale.
