Artem Tkachuk: “Ho toccato il fondo con la schizofrenia e l’alcol, ora sono rinato”
#image_title
Dietro lo sguardo profondo e l’impeto impulsivo che hanno reso iconico Pino Pazzo nella celebre serie televisiva Mare Fuori, si cela una storia personale ben più complessa e drammatica di qualsiasi sceneggiatura. Artem Tkachuk ha deciso di spogliarsi delle armature e dei filtri del personaggio per concedersi a una confessione a cuore aperto ai microfoni del format Radici – Beyond The Name.
Nel corso della ventesima puntata del podcast, l’attore ripercorre senza filtri i momenti più bui della sua vita recente, i traumi di un’infanzia segnata dalla solitudine e il faticoso percorso verso una nuova serenità.
Ospite dello show insieme alla fidanzata Vera, l’attore ucraino naturalizzato napoletano mostra per la prima volta la sua fragilità più autentica tra rivelazioni sulla salute mentale, retroscena su spiacevoli episodi di cronaca e la costante ricerca di un affetto negato.

Dalle radici in Ucraina al riscatto sul ring e sul set
La storia di Artem Tkachuk affonda le sue radici in un’infanzia fatta di distacchi e solitudine. Cresciuto nei primi anni di vita in un villaggio in Ucraina insieme ai nonni, mentre i genitori cercavano fortuna in Italia, il giovane attore ha vissuto la figura materna e paterna come una costante assenza.
Quel senso di abbandono e la costante nostalgia per una famiglia unita hanno scavato un solco profondo nella sua emotività, manifestandosi negli anni successivi attraverso un’indole irrequieta.
Il ricongiungimento familiare ad Afragola, in un contesto sociale di periferia non privo di insidie, non ha colmato quei vuoti.
Per canalizzare una rabbia montante e la necessità di costruirsi un’identità, Artem ha trovato una prima via di fuga nello sport e in particolare nel pugilato.
La disciplina degli allenamenti all’alba e il rigore delle regole sportive gli hanno permesso di non smarrirsi, mentre diversi coetanei del quartiere prendevano strade segnate dalla delinquenza.
Tuttavia, la vera svolta è arrivata quasi per caso durante la quarantena del 2020, quando l’incontro con la saggistica sulla recitazione e sulle tecniche di Stella Adler ha acceso in lui la consapevolezza di una vocazione.
Dalla prima esperienza nel cinema con La paranza dei bambini fino all’esplosione mediatica di Mare Fuori, la recitazione si è trasformata in una vera e propria missione esistenziale.
Il peso del successo e la spirale della salute mentale
La travolgente popolarità arrivata tra il 2023 e il 2024 ha finito per sovraccaricare un equilibrio emotivo già precario.
Anziché portare la felicità sperata, la fama ha spalancato le porte a un profondo senso di inadeguatezza e a un’incapacità cronica di godere dei traguardi raggiunti.
Artem ha raccontato ai microfoni del podcast di essersi sentito sopraffatto dalle responsabilità e dai rimorsi, precipitando in una fase d’isolamento culminata nell’abuso di alcol per colmare il vuoto interiore.
La chiusura tra le mura domestiche e l’incapacità di gestire le emozioni lo hanno spinto infine a rivolgersi a specialisti della salute mentale.
Il percorso medico ha portato a una diagnosi complessa, rivelando quadri di bipolarismo, schizofrenia e alcolismo. Riconoscere la fragilità e accettare un intervento specialistico si è rivelato il passo fondamentale per evitare la deriva.
Grazie alle cure mirate guidate dal Dottor D’Alessandro, un professionista e psicoterapeuta di grande esperienza, e alla promessa solenne di non toccare più un goccio d’alcol, Artem ha intrapreso un cammino di guarigione rigoroso, che oggi lo vede sobrio e determinato a preservare la propria lucidità.

La verità sugli episodi di cronaca e i problemi giudiziari
Nel corso dell’intervista rilasciata a Radici – Beyond The Name non sono mancati i riferimenti ai fatti di cronaca che negli ultimi tempi lo hanno visto protagonista sui giornali.
Artem ha colto l’occasione per chiarire la propria posizione riguardo al controverso fermo avvenuto a Milano per il danneggiamento di alcune vetture.
L’attore ha spiegato di essere stato scambiato ingiustamente per un’altra persona mentre si trovava in strada semplicemente per acquistare delle sigarette, sottolineando l’incongruenza tra gli abiti segnalati dai testimoni e il suo abbigliamento della serata.
In quell’occasione, la tensione della situazione e il clamore mediatico hanno amplificato a dismisura un episodio sgradevole, danneggiando la sua immagine pubblica.
Inoltre, il racconto si è soffermato su un’altra disavventura vissuta fuori da un locale, dove è stato inseguito fino in albergo e derubato di preziosi oggetti personali, oltre che su un drammatico episodio avvenuto in Bulgaria, durante il quale ha evitato una degenza forzata e la somministrazione di pesanti psicofarmaci grazie all’intervento tempestivo del produttore Massimiliano Caroletti.
Questi eventi hanno segnato il punto di svolta e la presa di coscienza definitiva della necessità di allontanarsi da contesti a rischio e di proteggere la propria incolumità.
La rinascita al fianco di Vera e i nuovi orizzonti professionali
A fare da ancora di salvezza in questo articolato percorso di rinascita è stato l’amore per Vera, la sua compagna, intervenuta direttamente nella seconda parte dell’intervista podcast.
La relazione, intensificatasi nei momenti di maggiore difficoltà, ha permesso all’attore di ritrovare una dimensione familiare solida e protettiva.
La convivenza a Milano, estesa anche al figlio di sei anni della compagna, ha offerto ad Artem Tkachuk l’opportunità di sperimentarsi in un ruolo paterno affettuoso e presente, colmando gran parte di quei desideri d’affetto rimasti inascoltati durante la propria infanzia.
Anche il quadro familiare d’origine ha visto significativi mutamenti. Artem ha raccontato con orgoglio la riconciliazione con il padre, uscito felicemente da un percorso di recupero in comunità, con il quale ha potuto finalmente instaurare un dialogo adulto ed empatizzare sulle rispettive ferite del passato.
Con la madre, invece, non ha molti contatti e vive con lei un rapporto distaccato.
Sul fronte professionale, la ritrovata serenità coincide con importanti sfide artistiche. Oltre alla partecipazione al film L’ultimo numero, diretto da Eva Henger e presentato a Venezia, Artem Tkachuk si prepara ad affrontare ruoli complessi e drammatici, come l’interpretazione di un personaggio paraplegico, dimostrando la volontà di mettersi alla prova lontano dai soliti cliché.
Quanto al futuro del personaggio di Pino Pazzo in Mare Fuori, la speranza dell’attore è quella di poter concludere la propria esperienza nella serie con un messaggio forte di redenzione, testimoniando alla giovane platea che lo segue che il cambiamento è sempre possibile.
