Blake Lively vs Justin Baldoni: spunta un audio che coinvolge Scarlett Johansson
#image_title
Il dramma dietro le quinte di It Ends With Us continua a riservare colpi di scena degni di un thriller psicologico. Mentre la battaglia legale tra la protagonista Blake Lively e il regista-attore Justin Baldoni si infittisce in vista del processo di maggio, un nuovo elemento è emerso dai documenti depositati in tribunale: un audio inedito che tira in ballo, in modo del tutto inaspettato, Scarlett Johansson.
Ma cosa c’entra l’ex moglie di Ryan Reynolds in questa faida hollywoodiana? La risposta risiede in un confronto tagliente sulla professionalità e sul “potere” femminile sul set.

Il confronto che scotta: Scarlett la “gentile”, Blake la “diversa”
L’audio in questione, ottenuto da Us Weekly, contiene una conversazione tra Steve Sarowitz (miliardario e co-fondatore della Wayfarer Studios di Baldoni) e la regista Claire Ayoub.
Nel file, registrato dalla stessa Ayoub nel 2025 dopo aver subito presunti abusi verbali da parte di Baldoni, Sarowitz loda entusiasticamente il lavoro svolto con Scarlett Johansson nel suo debutto alla regia, Eleanor the Great.
“Era così tranquilla, calma, composta e sicura di sé… e gentile”, si sente dire a Sarowitz.
Il problema nasce quando il produttore decide di usare la Johansson come pietra di paragone per affossare la Lively: “Quasi tutti sono gentili, e poi c’è Blake: è completamente diversa da tutti gli altri. Non per dire niente di male su di lei, ma è diversa. Penso solo che alcuni abbiano dimenticato di imparare a essere gentili”.
Il fatto che Sarowitz abbia scelto proprio la Johansson — che è stata sposata con Ryan Reynolds (attuale marito della Lively) dal 2008 al 2011 — aggiunge un livello di tensione quasi surreale a una vicenda già satura di pettegolezzi e veleni.

Un set tossico? Le testimonianze contro Justin Baldoni
Se da un lato la produzione accusa la Lively di essere “difficile”, dall’altro emergono messaggi e testimonianze che dipingono un ritratto inquietante di Justin Baldoni.
Jenny Slate, che nel film interpreta la sorella di Baldoni, non ha usato mezzi termini in un messaggio inviato al team della Lively:
“Justin è un falso alleato… è il più grande pagliaccio e il più intenso narcisista. Queste riprese sono state disgustose e inquietanti.”
Anche Liz Plank, ex co-conduttrice del podcast di Baldoni, avrebbe avvertito Reynolds già nell’aprile 2023, definendo il lavoro sul set di Justin come “uno dei giorni peggiori della mia vita”.

La guerra dei “due film” e il peso dei soldi
Al centro della disputa non ci sono solo i caratteri, ma anche la visione creativa di It Ends With Us. L’audio rivela come Sarowitz e Baldoni fossero infastiditi dall’ingerenza della Lively (che è anche produttrice del film) nella promozione della pellicola.
Emerge un dettaglio economico brutale: in un messaggio di testo, Baldoni riferisce che Sarowitz avrebbe voluto “sedersi e ricordare a Blake di chi sono questi soldi”.
Un commento che mal si concilia con l’immagine di “maschio femminista” e sostenitore dell’emancipazione femminile che Baldoni ha cercato di coltivare negli anni.

Cosa succederà ora?
Con le accuse di molestie sessuali depositate dalla Lively nel dicembre 2024 e le controquerele di Baldoni (seppur parzialmente archiviate), la vicenda è ormai lontana da una risoluzione pacifica.
Anche l’autrice del bestseller, Colleen Hoover, si è schierata implicitamente contro il regista, dichiarando di essere rimasta delusa dal tentativo di Baldoni di metterla contro la Lively durante una cena.
Mentre il pubblico attende il processo di maggio, resta l’amaro in bocca per un progetto nato per sensibilizzare sulla violenza domestica e finito nel vortice di una battaglia di potere che non risparmia nessuno, nemmeno chi — come Scarlett Johansson — con questo film non aveva nulla a che fare.
