Matilde Gioli a Supernova: il provino con Virzì, la Milano notturna e l’incredibile segreto del Tappo d’Oro
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Certe interviste nascono sotto una stella particolare, ma quando l’incontro avviene in una cornice insolita e l’ospite decide di abbandonare ogni forma di diplomazia, il risultato è un racconto picaresco e irresistibile. Questo è esattamente ciò che è accaduto durante la puntata speciale di Supernova, il format condotto da Alessandro Cattelan, registrato dal vivo per l’occasione in una location d’eccezione della periferia milanese: la suggestiva e imponente Cittadella degli Archivi della città di Milano. Tra faldoni storici, antichi registri e contratti d’epoca che testimoniano l’eleganza di una Milano d’altri tempi, l’attrice milanese Matilde Gioli si è concessa una lunga e divertente chiacchierata, spaziando dalle sue avventure giovanili fino ai retroscena più intimi e insoliti della sua carriera e della sua vita privata.
Tra le strade di Milano: gli anni della giovinezza e la movida
Il viaggio nella memoria è partito proprio dalle strade di Milano, la città dove l’attrice è nata, è cresciuta e alla quale è rimasta visceralmente legata, nonostante il recente trasferimento a Roma.
Ricordando la sua adolescenza nella zona Solari, l’attrice ha rievocato la conquista del motorino a quattordici anni, il mezzo che le ha permesso di perlustrare la città in lungo e in largo.
Con la sua travolgente schiettezza, ha descritto una giovinezza vissuta intensamente tra i parchetti, lo stadio e una vivace vita notturna. Prima di diventare un volto iconico del cinema e della televisione, ha frequentato i locali storici della movida milanese, lavorando persino come addetta al guardaroba e all’accompagnamento ai tavoli in storiche discoteche come il Divina e il Gesola.
Ha confessato con ironia di aver vissuto un periodo in cui il suo stile era decisamente distante dai canoni sofisticati dei red carpet, definendosi ironicamente un po’ “sfiguz” a causa di scelte d’abbigliamento bizzarre e una totale incapacità nel truccarsi, tanto da essere stata rimbalzata più volte all’ingresso dei locali.

Un debutto cinematografico nato per caso (e per colpa delle multe)
L’aneddoto più incredibile e spiazzante dell’intera intervista riguarda però l’esordio cinematografico, un debutto nato per puro caso e spinto da una necessità squisitamente pragmatica: pagare un massiccio accumulo di multe accumulate nelle zone a traffico limitato e nelle corsie preferenziali di Milano.
I genitori le avevano imposto di saldare i debiti con le proprie forze, e la svolta arrivò mentre accompagnava il fratello minore agli allenamenti di minibasket presso la Canottieri. Lì accanto, nella Canottieri Olona, si stavano tenendo i provini per le comparse del nuovo film di Paolo Virzì, “Il capitale umano”.
Notata da un responsabile del casting per strada, venne convinta a entrare per guadagnare gli ottanta euro della giornata di lavoro. Quella che doveva essere una semplice comparsa si trasformò in un provino per un ruolo da protagonista giovane.
L’incontro con il celebre regista fu memorabile: l’attrice, totalmente ignara delle dinamiche del cinema e non riconoscendo Virzì, si avvicinò proprio a lui chiedendogli indicazioni per evitare di fare una figuraccia, dando il via a una collaborazione che le avrebbe cambiato la vita.
Gli anni negli scout e l’assurda storia del Tappo d’Oro
Oltre allo sport agonistico come il nuoto sincronizzato, un ruolo fondamentale nella formazione dell’attrice è stato lo scoutismo, un’esperienza vissuta nel gruppo Agesci Milano quarantacinque nella zona di Brera.
Ha descritto quegli anni come il periodo più bello della sua vita, un’avventura che le ha insegnato a rapportarsi con la natura incontaminata e a sviluppare uno straordinario spirito di adattamento, arrivando a costruire palafitte e a dormire su amache sospese sugli alberi.
Proprio rievocando i campi estivi scout, è emerso il dettaglio più esilarante e surreale della puntata: la nascita del premio Tappo d’Oro. In contesti montani e isolati, la mancanza di bagni e una dieta spartana basata principalmente su pasta in bianco creavano frequenti problemi di regolarità intestinale tra i ragazzi.
Per esorcizzare il disagio, il gruppo istituì un ironico trofeo destinato a chi riusciva a resistere per più giorni consecutivi senza andare in bagno.
Con grande autoironia e tra le risate dello studio, l’attrice ha svelato questo goliardico segreto del suo passato, dimostrando ancora una volta una spontaneità rara nel mondo dello spettacolo.
