Charles Leclerc a cuore aperto: “Ho detto una bugia a mio padre due giorni prima che morisse”
#image_title
Sfrecciare oltre i trecentosettanta chilometri orari sui rettilinei più iconici e veloci del mondo non suscita alcuna paura in Charles Leclerc.
Il pilota monegasco della Scuderia Ferrari ha sviluppato un rapporto del tutto simbiotico con la velocità e con il pericolo fin dai suoi primi anni di vita, imparando a dominare la monoposto con un mix straordinario di talento puro, disciplina ferrea e sangue freddo.
Eppure, esiste una situazione ben precisa in cui la sua incrollabile sicurezza cede il passo a un terrore incontrollabile: osservare suo fratello minore Arthur gareggiare in pista.
Nel corso di una profonda e toccante intervista concessa a Jay Shetty, il campione della Rossa si è spogliato della figura pubblica di pilota per mostrare l’uomo che si cela dietro la visiera.
Attraverso un racconto intimo e privo di filtri, Charles ha ripercorso le tappe più drammatiche e significative della sua esistenza, spiegando come i lutti del passato, le pressioni del presente e la gioia del futuro stiano plasmando la sua crescita personale e professionale.
L’esordio per caso: un inganno d’infanzia e la prima volta su un kart
L’avventura di Leclerc nel mondo dei motori è iniziata quasi per un caso del destino, spinta da una piccola bugia tipica dell’infanzia. Ad appena tre anni e mezzo, il giovane Charles finse di stare male per evitare di andare all’asilo.
Suo padre Hervé, non sapendo dove lasciarlo, decise di portarlo con sé durante una visita all’amico Filippo Bianchi, padre dello sfortunato Jules, che gestiva un tracciato di karting.
Fu proprio lì, salendo su un piccolo kart riadattato con una corda di sicurezza guidata da un adulto, che Leclerc provò per la primissima volta la sensazione indescrivibile di avere il controllo di un veicolo a motore.
Quel giorno, caratterizzato da giri continui sul tracciato fino all’esaurimento dell’ultima goccia di carburante, segnò l’inizio di una carriera eccezionale ma inevitabilmente contrassegnata da enormi sacrifici familiari e da un percorso di maturazione estremamente rapido.
Il ricordo di papà Hervé e la bugia prima di morire
La scomparsa del padre Hervé nel 2017 rappresenta il punto di svolta più doloroso e profondo nella vita di Charles.
Il genitore non era soltanto il suo primo tifoso, ma la sua vera guida, la persona che organizzava ogni viaggio, gestiva la burocrazia e lo consigliava sugli aspetti tecnici di ogni curva.
La sua morte, avvenuta appena tre giorni prima di una gara fondamentale di Formula 2 a Baku, lasciò un vuoto devastante. Prima di salire sull’aereo per l’Azerbaijan, il monegasco si pose un’unica domanda: cosa avrebbe voluto suo padre in quel momento?
La risposta fu immediata: salire in macchina e fare di tutto per vincere. Charles trasformò quel lutto in una fame agonistica senza precedenti, aggiudicandosi la gara per rendere omaggio alla memoria di chi aveva sacrificato gran parte della propria vita per permettergli di correre.
Attorno a quei giorni drammatici si cela anche un retroscena toccante che Leclerc ha custodito a lungo.
Due giorni prima che il padre spirasse, Charles gli disse di aver finalmente firmato il contratto ufficiale per gareggiare in Formula 1 con la Sauber, realizzando il sogno di un’intera vita.
In realtà, l’accordo non era ancora stato siglato, ma il pilota voleva regalare un’ultima immensa gioia al genitore in fin di vita. Ci volle circa un mese dopo la scomparsa del padre perché Charles facesse pace con quella bugia a fin di bene, perdonando se stesso quando la firma sul contratto arrivò realmente, a dimostrazione di come avesse semplicemente anticipato ciò che il destino aveva già stabilito.
Da quel padre severo e protettivo, Charles ha ereditato due concetti fondamentali che continua a ripetere fin dall’età di sei anni: mantenere la semplicità e mostrare gratitudine per ogni singola opportunità.

Cosa dicono di lui: l’accusa di essere arrogante e la replica di Charles
Essere il pilota di punta della Scuderia Ferrari comporta un’esposizione mediatica senza eguali, dove ogni atteggiamento viene giudicato al microscopio.
Nel corso della chiacchierata con Jay Shetty, Leclerc si è confidato su quali siano i giudizi esterni che più lo feriscono e infastidiscono.
Oltre alle critiche sportive legate all’eccessiva emotività o alla tendenza a commettere errori per troppa foga in pista, Charles ha rivelato un retroscena molto personale legato all’etichetta di “arrogante” che talvolta gli viene attribuita da chi non lo conosce:
“Due o tre anni fa mi è capitato di sentire persone dire: ‘Guarda quanto è arrogante’. Quella è una cosa che mi colpisce davvero molto, perché so perfettamente di non esserlo. Chi mi conosce sa quanto sia importante per me rimanere con i piedi per terra, un valore che mi ha insegnato mio padre fin da bambino.”
Leclerc ha spiegato che spesso la riservatezza o l’estrema concentrazione prima di salire in macchina vengono scambiate superficialmente per presunzione.
Se in passato queste accuse lo ferivano profondamente, oggi Charles ha sviluppato una maturità diversa: comprende che le persone giudicano da lontano senza conoscere la realtà dei fatti.
Per questo motivo ha scelto di isolarsi dal rumore dei social network e di dare peso esclusivamente al giudizio della sua famiglia e degli uomini del suo team.

Gestione dello stress, preparazione fisica e psicologia di gara
Oltre al rapporto con le opinioni esterne, nel dialogo con Shetty Leclerc si è soffermato a lungo sugli aspetti più invisibili della vita di un atleta d’élite.
Con stagioni che ormai contano ventiquattro Gran Premi in tutto il mondo, il riposo e la preparazione atletica diventano fattori decisivi per sopravvivere alla pressione.
Il pilota ha spiegato di necessitare di dieci o undici ore di sonno a notte per recuperare le energie, seguendo un piano di idratazione rigido per far fronte alle perdite di peso, che durante una gara in condizioni di calore estremo possono toccare fino a quattro chilogrammi.
A questo si aggiunge l’allenamento specifico per la muscolatura del collo, sottoposta a sollecitazioni spaventose dovute alla forza di gravità nelle curve ad alta velocità.
Sul piano psicologico, Leclerc ha spiegato come ha imparato a gestire gli sbagli in pista. Agli inizi della carriera tendeva a colpevolizzarsi in modo distruttivo dopo ogni imprecisione.
Nel tempo ha imparato a trasformare l’autocritica in un punto di forza, distinguendo la severità costruttiva dal giudizio spietato verso se stesso.
In pista non c’è il tempo fisico per rimuginare su un errore: la mente deve resettarsi nell’arco di un singolo secondo, lo spazio che separa una curva da quella successiva. Continuare a pensare allo sbaglio commesso equivale a compromettere la staccata successiva.
Una nuova prospettiva: l’emozione per la prossima paternità
Questa grande maturità emotiva trova oggi un compimento speciale anche nella sfera privata di Charles Leclerc. Il pilota sta vivendo un capitolo felicissimo accanto alla compagna Alexandra Saint Mleux, con la quale si appresta a diventare padre per la prima volta.
L’attesa del loro primo figlio ha portato una prospettiva completamente nuova nella vita del monegasco, regalandogli un senso di serenità e una centralità di affetti che si riflette positivamente anche nel modo di approcciare le sfide più dure dello sport.
La responsabilità e la dolcezza dell’imminente paternità rappresentano per Charles il bilanciamento ideale rispetto alle frenetiche pressioni del Circus della Formula 1, offrendogli un’ancora di salvezza nei momenti più complessi della sua carriera.

Il weekend drammatico di Monza: il contatto e lo schianto ad alta velocità
Purtroppo per Leclerc, la forza mentale e la capacità di superare le avversità sono state messe immediatamente alla prova sul tracciato di Monza, in occasione del Gran Premio d’Italia.
Davanti a una marea di tifosi giunti per sostenere la Scuderia Ferrari, il weekend del pilota monegasco si è trasformato in un incubo.
Durante le fasi iniziali della corsa, Leclerc è stato protagonista di un avvio estremamente aggressivo e di un duro contatto ruota a ruota con la vettura di Lewis Hamilton.
La situazione è peggiorata drasticamente pochissimi giri dopo: mentre si trovava in piena bagarre, Charles ha perso il controllo della sua Ferrari all’uscita della celebre curva Parabolica, finendo fuori strada ad altissima velocità.
La monoposto ha impattato violentemente contro le barriere di protezione, distruggendosi nella parte anteriore e posteriore e costringendo i commissari a interrompere la gara con la bandiera rossa.
Fortunatamente, Leclerc è uscito illeso dall’abitacolo con le proprie gambe ed è stato accompagnato al centro medico per i controlli di rito.
Un ritiro doloroso e spaventoso che tuttavia non scalfisce la grinta di Charles, già pronto a ripartire guidato dal ricordo del padre e dall’attesa del suo primo figlio.

