Checco Zalone, il suo “Buen Camino” comincia con quasi 6 milioni di incasso
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La coppia Checco Zalone e Gennaro Nunziante (sceneggiatore e regista storico di Zalone ndr) ha colpito ancora, mettendo insieme 700mila spettatori e quasi 6 milioni di incasso all’esordio di Buen Camino nel giorno di Natale. Il comico e regista pugliese mancava dalle sale da cinque anni, da quel Tolo Tolo che pur essendo il suo film meno visto aveva incassato 38 milioni di euro. Il re Mida degli incassi cinematografici ha ieri stabilito un nuovo record, Buen Camino è il film più visto di sempre nel giorno di Natale, realizzando più di quelli che un tempo erano i Cinepanettoni.
Nonostante i detrattori parlino di “popolo bue” in coda al botteghino solo per la presenza di Zalone, una analisi va fatta su quello che ormai neanche si può più definire “fenomeno Zalone”. In un Paese in cui le sale faticano a riempirsi e un film è considerato di successo quando incassa 4 milioni, i numeri di Zalone sono eccezionali. Il cosiddetto popolo bue, chiamato così in maniera irridente da una certa intellighenzia dall’aria intellettuale, non va al cinema, preferisce starsene a casa davanti a Netflix o a una partita di pallone, averlo portato dentro un cinema è stata una grande impresa, merito di Zalone che è riuscito a creare attesa intorno al prodotto.
Buen Camino
Buen Camino è un viaggio introspettivo in cui il comico pugliese ci mette del suo, ma che dentro di sé racchiude una trasformazione del protagonista, come accade di solito nei film di Zalone, e poi c’è il rapporto padre figlia, un incontro scontro generazionale, che mette in risalto quanto spesso non ci si fermi ad ascoltare. A condire il tutto location suggestive e una narrazione curata nei minimi particolari in cui velocemente si passa dalla risata alla riflessione e a volte alla commozione.
Si tratta di un film trasversale, in cui chiunque si può immedesimare e a Luca Medici in arte Checco Zalone, va dato il merito di essere riuscito a intuire quali corde toccare per narrare uno dei temi più attuali e forse più complicati, lo fa in una maniera semplice e immediata, ma non banale. Proprio il sottile equilibrio tra momenti comici e momenti di riflessione permette a Buen Camino di andare oltre l’intrattenimento leggero e far uscire il pubblico dalla sala con qualche domanda e perché no, qualche risposta.

Il vero Camino lo fa lo spettatore
In verità il cammino lo fa chi guarda, all’inizio attraverso l’atmosfera festaiola e vacanziera della Costa Smeralda e delle coste della Puglia, poi attraverso alcune piazze di Roma ed il Lungotevere dove comincia ad avvenire il cambiamento, per terminare in Spagna dove avviene la trasformazione vera e propria. Zalone le tappe del Camino di Santiago le ha rispettate fedelmente, attraverso borghi, campi di grano, chiese in pietra e ostelli per pellegrini fino a terminare nella storica Plaza del Obradoiro a Santiago de Compostela, dove nella realtà finisce il cammino dei pellegrini e che Zalone elegge a luogo simbolico della rinascita del protagonista.

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