Fedez, il Forum esaurito, il saluto ai figli, il pensiero per Chiara e le scuse per Sinner: “Sono stato frainteso, la canzone è sui paradossi portati all’esasperazione”
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“Sono senza parole, grazie per questa sera” è iniziato così il primo live di Fedez ad Assago dal 2019, il Forum nonostante i rumors sui biglietti non venduti e sul falso sold out alla fine sono stati smentiti, o almeno il colpo d’occhio è stato quello di un impianto strapieno e con pochissimi buchi nel settore superiore. E’ stata una sorta di festa, un ritorno sulle scene dopo i dissing, i gossip, le chiacchiere e le cadute di stile. Con lui a festeggiare, i colleghi con cui negli ultimi anni ha percorso un pezzo di strada: Emis Killa (“Sexy Shop”), Marco Masini (“Bella Stronza”), Orietta Berti accolta dall’ovazione del pubblico (“Mille in una versione remix”) e Francesca Michielin (“Cigno Nero”, “Chiamami per nome”, “Magnifico”)
La dedica per i figli Leone e Vittoria e il pensiero per Fausto Cogliati
Sul palco con pedane che si alzavano e abbassavano in base alle esigenze di scena, nessuna band c’era ad accompagnare l’artista. Fedez da solo sul palco ha cantato gran parte dei suoi successi ed ha dialogato spesso con il pubblico. Ha presentato le sue canzoni una per una, un pensiero è andato a Fausto Cogliati, morto lo scorso gennaio, Fedez gli ha dedicato “Sembra semplice” : “Dieci anni fa era su questo palco con me – ha detto il rapper – ha prodotto i miei primi dischi e seguito le direzioni artistiche dei miei concerti”. Nel presentare “Pensavo fosse amore e invece…” ha ironizzato prendendo ad esempio Guccini e De André: “Se per De André c’è ‘Bocca di Rosa’ e per Guccini ‘L’Avvelenata’, per me c’è ‘Pensavo fosse amore e invece…’ ”
Al Forum ad applaudire Fedez, la mamma, Annamaria Berrinzaghi, conosciuta da tutti come Tatiana, al momento oltre che madre dell’artista anche sua manager, e i figli, Leone e Vittoria, a loro il rapper ha dedicato “Prima di ogni cosa”: “Questa è per voi, vi voglio bene”, ha detto Fedez prima di eseguire il brano.

Le parole per Chiara Ferragni
C’è stato anche il riferimento a Chiara Ferragni con “Allucinazione collettiva”, il famoso brano successivo al dissing con Tony Effe, alla fine dell’esecuzione un pensiero sulla ex moglie: “Le nostre vite vanno avanti ma la storia non si cancella. Non rinnegherò mai il legame che ha dato vita ai nostri splenditi figli. Ci sono nodi che non si sciolgono”. Spazio all’emozione prima di tuffarsi nello spazio dance con “La dolce vita”, “Italiana”, “Disco paradise” e “Bocciofili”, poi due siparietti molto carini, uno con Emis Killa con cui Fedez ha scherzato: “ci conosciamo da quando abbiamo 14 anni e abbiamo litigato più volte di quelle che tuti sanno” l’altro con Francesca Michielin, con la quale Fedez ha cantato “Magnifico” con il palazzetto illuminato solo dalla luce degli smartphone con loro due sospesi su due pedane sopra il palco.
Le scuse per Sinner
Il paragrafo sulle scuse per Sinner lo abbiamo lasciato per ultimo, ma temporalmente è arrivato quasi a inizio serata, pochi minuti dopo l’inizio del suo concerto. Fedez ha spiegato il senso delle barre pubblicate qualche giorno fa su Instagram, in cui definiva il tennista altoatesino “un purosangue italiano con l’accento di Adolf Hitler”.
“Credo che se una rima non viene capita, l’errore sia di chi l’ha scritta. Mi assumo tutte le responsabilità” ha detto Fedez davanti al palazzetto affollato, per poi continuare: “Per questo concerto ho preparato delle barre inedite e l’ho fatto anche su ‘Tutto il contrario”. Ci tengo a spiegare il ragionamento, mi rendo conto non fosse chiaro. Questo è un brano in cui prendo una tesi e la porto all’esasperazione. Volevo utilizzare lo stesso paradosso degli atleti che nascono e vivono in Italia e non sono considerati italiani per il colore della pelle e applicarlo al più grande sportivo vivente del nostro Paese. Mi è riuscito malissimo e l’unica cosa che posso fare è chiedere scusa”
Un paradosso portato all’eccesso quindi, su cui il rapper come nel suo stile ha giocato sull’equivoco per hype e creare attesa fino al concerto. Appariva effettivamente abbastanza improbabile che quanto scritto corrispondesse all’effettivo pensiero del rapper, uno che si è esposto in prima persona per portare avanti importanti battaglie sociali e civili sembrava impossibile vederlo vestire i panni del razzismo e dell’omofobia. Di certo i toni e le parole sono state forti e hanno suscitato clamore, il vero senso del messaggio non è arrivato, è arrivata l’offesa.
Avremmo preferito che a lanciare l’hype per il concerto fosse rimasto l’annuncio iniziale con cui Fedez a febbraio aveva annunciato il suo ritorno sul palco per un live ad Assago, in cui il gossip aveva lasciato il posto al richiamo di fare musica: “È dal lontano 2019 che non faccio un mio concerto. Ho vissuto la musica, l’ho scritta, l’ho respirata, ma lontano dal palco. Non avevo programmato di tornarci presto. Poi, qualcosa ha cambiato il passo. Non è stata una decisione, è stato un richiamo”.

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